Liturgia in Pillole

Liturgia in Pillole Ciao! Sono Miguel Montefusco e sono un Liturgista. Seguimi e contattami per catechesi, domande, informazioni sulla Liturgia della Chiesa Cattolica

Tutti ci sentiamo persi quando, purtroppo, viviamo degli eventi luttuosi. Sarebbe strano il contrario. La sofferenza per...
18/03/2026

Tutti ci sentiamo persi quando, purtroppo, viviamo degli eventi luttuosi. Sarebbe strano il contrario. La sofferenza però aumenta quando di queste morti non capiamo il senso, o peggio ci sentiamo abbandonati persino dagli amici. Questa è la situazione di partenza del Vangelo di Domenica prossima. Gesù ha un atteggiamento in partenza particolare: sa che Lazzaro sta male, ma tergiversa. Addirittura dice che è "contento" per i discepoli di non essere stato lì. Marta stessa lo ribadisce, nella sua fede libera: "Signore, se tu fossi stato qui...". Quante volte ci sentiamo abbandonati anche dal Signore: e succede perché ci sono momenti della nostra vita dove facciamo fatica a guardare la bellezza che ci circonda e assolutizziamo l'evento negativo che ci accade. Marta dice questo al Signore mentre è lì: e Gesù fa sua l'alleanza quasi dicendo "guarda che sono qui, e tuo fratello risorgerà, mi sta a cuore". E il cuore di Gesù si mostra in tutta la sua bellezza umano/divina quando dinanzi al sepolcro di Lazzaro piange. Gesù piange perché la morte non gli appartiene, non la comprende, in Dio non esiste. Ma non solo: vede il suo amico, il suo confidente, un pezzo della sua famiglia, dietro una pietra. Il primo comando allora è proprio per noi: "togliete la pietra". Cosa può essere la pietra, oggi per noi? Sicuramente la non conoscenza di Gesù, e la Quaresima ce lo ha rivelato piano piano. Ma anche tutto ciò che ci frena nel vedere le grandi opere di Dio per noi. In questa domenica, allora, proviamo a togliere anche noi le pietre e le bende che, in definitiva, ci fanno stare morti ma al sicuro, senza spenderci nei confronti della storia, senza intervenire per il bene. Ci piace stare comodi e non prendere posizione, accontentandoci di non fare il male.

Piccola indicazione: è tradizione velare le immagini in questa V di Quaresima. Se lo si fa, si dia una spiegazione e soprattutto si faccia con quel garbo e con quel gusto che si addice non tanto ad un addobbo ma ad un rito liturgico vero e proprio, che ci invita a concentrarci sul sacrificio e sulla mensa, sulle nostre azioni. Questo vuol dire, di conseguenza, che i gesti liturgici devono essere davvero al centro dell'attenzione del popolo. Altrimenti davvero si rischia di divnetare muti spettatori di un teatro ancestrale che non ha impatto sulla preghiera del popolo che, ricordiamo, vive il rito da con-celebrante. In preparazione a questa domenica, sarebbe utile riprendere la Lettera "Desiderio Desideravi", nel passo che riguarda l'ars celebrandi del popolo di Dio.

Suggerisco dei tropi:
- Signore, che ci liberi dai nostri sepolcri, Kyrie eleison.
- Cristo, che doni lo Spirito per vivere da figli, Christe eleison.
- Signore, che doni la vita a noi tuoi amici, Kyrie eleison.

Vi aspetto domani a Spezzano. Un altro passettino in avanti verso la Pasqua.
12/03/2026

Vi aspetto domani a Spezzano. Un altro passettino in avanti verso la Pasqua.

Buon lunedì!Avete mai provato a camminare in una stanza buia? Anche quando la si conosce, il rischio di farsi male è dav...
09/03/2026

Buon lunedì!

Avete mai provato a camminare in una stanza buia? Anche quando la si conosce, il rischio di farsi male è davvero alto. Proviamo a metterci nei panni di una persona nata cieca: la vista è il senso che primariamente, spesso, ci mette in un primo contatto con la realtà che ci circonda, ci aiuta ad apprezzare colori, fisionomie, dettagli. Il cieco nato è escluso da questa immediatezza: certamente ha sviluppato gli altri sensi, con cui tocca, odora, sente, gusta: ma la vista gli è preclusa. Secondo la mentalità ebraica, tutta colpa di qualche peccato personale o familiare, in quanto la malattia fisica era considerata riflesso di una "malattia spirituale". Secondo Gesù, invece, in lui si manifestano le opere di Dio. Certamente è guarito dalla sua infermità, ma è guarito anche nelle relazioni, perché la vista gli permette di ristabilire un equilibrio con il creato. E ci mostra anche una nuova tappa del discepolato, che è chiamato a vedere Gesù, è chiamato a vedere come Gesù.

Il vedere è anche un modo essenziale della nostra celebrazione. Oltre ai colori, le luci, ciò che oggi è al centro della necessità rituale sono proprio le azioni, che devono essere viste chiaramente, compiute senza fretta, con garbo ed eleganza, ma con efficacia. Le processioni, gli inchini, le incensazioni, la presentazione dei doni e le ostensioni delle sacre specie, la frazione del pane...oggi è tutto in vista. Proviamo in questa domenica a mostrare alcuni gesti che sono più "nascosti": penso alla frazione del pane e all'immixtio, penso alla preparazione del celebrante alla lettura del Vangelo e alla Comunione....

Ricordo che in questa IV domenica Laetare il colore liturgico PUO' ESSERE (non obbligatoriamente) il rosaceo ( aspetto di vedere invece mille foto di rosa porcellino meravigliosi in giro ❤️ ) e che si possono usare gli strumenti per preludiare e postludiare i canti, come anche addobbare l'altare con i fiori.

Suggerisco come al solito dei tropi:
- Signore, pastore buono, che dai la vita per le tue pecore, Kyrie eleison.
- Cristo, unto del Padre, che ridoni all'uomo la gioia di vedere Dio, Christe eleison.
- Signore, misericordia di Dio, che sei la letizia del tuo popolo, Kyrie eleison.

Buona domenica!

Buongiorno! Per la serie "Miguel fa cose", vi aspetto domani alle 20.30 a Casali del Manco, loc. Spezzano Piccolo, dove ...
05/03/2026

Buongiorno! Per la serie "Miguel fa cose", vi aspetto domani alle 20.30 a Casali del Manco, loc. Spezzano Piccolo, dove il caro parroco don Antonello mi ha invitato a parlare della Quaresima. Un tempo liturgico importante, forse visto pieno di privazioni e ancora più spesso solo un tempo di preparazione alla Pasqua. Proviamo a capirne la sua particolarità, insieme.

Vi aspetto!

La III Domenica di Quaresima del ciclo festivo A ci presenta la figura della Samaritana. Siccome la III, la IV e la V Do...
03/03/2026

La III Domenica di Quaresima del ciclo festivo A ci presenta la figura della Samaritana. Siccome la III, la IV e la V Domenica sono tuttora i giorni in cui i Catecumeni si preparano più direttamente alla celebrazione della Iniziazione Cristiana nella grande Veglia Pasquale, anche i loro brani evangelici vogliono accompagnare più direttamente i futuri neofiti a comprendere cosa voglia dire essere discepoli di Cristo. E questo non vale solo, evidentemente, per i nuovi cristiani, ma anche per noi già battezzati che ogni anno siamo chiamati a rinnovare la nostra fede.
Cristo è la fonte inesauribile di acqua viva, nel quale siamo immersi e facciamo morire l'uomo vecchio. D'altra parte, essere battezzati vuol dire compiere una scelta di vita seria, pur con le difficoltà della nostra vita. Ma non solo: è Cristo che prende l'iniziativa, perché ogni dono viene da lui e dalla sua libera scelta di volerci liberare. Sta a noi, poi, accettare questo dono e lasciare le nostre anfore, le nostre certezze, al pozzo, e correre dagli altri a dire "ho incontrato il Messia".
Potrei provare a suggerire di usare il rito dell'aspersione domenicale con l'acqua benedetta. In alternativa, suggerisco dei tropi:

- Signore, Dio in mezzo a noi, Kyrie eleison.
- Cristo, speranza che non delude, Christe eleison.
- Signore, fonte zampillante di acqua viva, Kyrie eleison.

Buona domenica, buona preparazione più diretta alla Pasqua di Cristo.

Buon lunedì! La I Domenica di Quaresima è caratterizzata, in ogni ciclo festivo, dal Vangelo delle tentazioni. Quest'ann...
16/02/2026

Buon lunedì! La I Domenica di Quaresima è caratterizzata, in ogni ciclo festivo, dal Vangelo delle tentazioni. Quest'anno viene proclamata come sappiamo dal Vangelo secondo Matteo. Ma cos'è la Quaresima? La colletta del Messale, assegnata a questa domenica, usa l'espressione "segno sacramentale", riferita proprio alla Celebrazione della Quaresima. Certamente la Chiesa non ha inventato un nuovo sacramento: la Quaresima diventa però segno tangibile della misericordia di Dio, celebrazione della salvezza. E infatti è tempo discepolare per eccellenza: soprattutto in questo anno A, i testi ci preparano direttamente a rinnovare le nostre promesse battesimali (o a ricevere il Battesimo nella grande Veglia Pasquale, per quanto riguarda i catecumeni). Qual è lo scopo allora di questa celebrazione quaresimale? Lo chiediamo nel _post communio_ : "insegnaci ad avere fame di Cristo, pane vivo e vero". La Quaresima ci conduce passo passo a riscoprire Cristo, vero uomo e vero Dio, e avere "fame" della sua parola, della sua presenza. La Quaresima ci invita, in definitiva, a ritornare a quello stato originario di fiducia, dove potevamo parlare in libertà con Dio, faccia a faccia, prima del peccato originale (cfr. la I Lettura), che nient'altro è che non la paura di Dio, la mancanza di fiducia in questo padre misericordioso.

Alcuni consigli, che possono valere per tutto il tempo di Quaresima: la nostra esperienza rituale passa anche e soprattutto dai sensi, perché celebriamo con tutti e 5 i sensi. Siccome i fiori sono proibiti, il serio rischio di non celebrare con l'olfatto è reale. Allora, si usi l'incenso! Sento da più parti, ogni volta che dico 'sta cosa, che qualcuno direbbe che in Quaresima non bisogna usare l'incenso. Ma chi l'ha detto? La domenica celebriamo la Pasqua anche in Quaresima! Diamo adorazione a Dio anche in Quaresima! E i segno servono proprio per indicare il nostro atteggiamento rituale. Allora si curi il segno dell'incenso, il segno del canto (proprio perché non si canta l'Alleluia, si curi l'acclamazione al Vangelo come segno festoso di accoglienza della Parola, insieme alla processione con l'Evangeliario che così catalizza l'attenzione proprio in mancanza del canto alleluiatico). Si curi la professione di fede: ricordo che il Messale consiglia il cosiddetto "simbolo degli apostoli" in Quaresima e Pasqua, perché è il simbolo battesimale della chiesa romana (cfr. Messale a p. 323).

Suggerisco dei tropi:
- Signore, immagine dell'uomo nuovo, Kyrie eleison.
- Cristo, pane vivo e parola che ci nutre, Christe eleison.
- Signore, vincitore sul peccato e sulla morte, Kyrie eleison.

Buona Quaresima, buon cammino verso la Pasqua di Cristo!

14/02/2026

Mercoledì inizia la Quaresima. È per questo che non ho fatto il mio post "domenicale". Lunedì poi, come già concordato ed avvisato, inizieremo a scrivere più serratamente per la domenica successiva.
Il grande digiuno quaresimale inizia con il gesto della imposizione delle Ceneri, che normalmente si ottengono dai rami di palma e di ulivo bruciati la notte di Pasqua (si, la notte di Pasqua 2025 dovrebbero essere stati bruciati i rami per utilizzare le Ceneri nel 2026...). Ricordo, innanzitutto, due cose:
1. Le Ceneri si ricevono durante le Celebrazioni, della Eucaristia o della Parola, come il Messale richiede. Non si ricevono al di fuori di questi momenti, perché è un segno che sostituisce l'atto penitenziale comunitario.
2. Le Ceneri si ricevono sulla testa! E non è una battuta: ancora vedo in giro fazzoletti volanti, sia per intenti che sembrano nobili (le porto al parente malato - ricordo che non si fa), ma anche per la solita storia del rovinare i capelli. Un segno di umiliazione deve essere umiliante, e perché no anche visibile. Dal parrucchiere ci andiamo il giovedì.
Ancora: ricordo che le Ceneri appunto sostituiscono interamente l'atto penitenziale, quindi:
- Segno di Croce, saluto liturgico, direttamente colletta;
- Letture (una più bella dell'altra, si proclamino BENE e si faccia un minimo di silenzio tra una lettura e l'altra);
- Omelia e benedizione delle Ceneri (la prima formula benedice il popolo, la seconda benedice le Ceneri);
- Dopo l'imposizione delle Ceneri, preghiera dei fedeli e la Celebrazione continua come al solito.
- Alla fine c'è l'orazione sul popolo, che è presente anche in ogni giorno della Quaresima. Come si proclama? È una semplice benedizione solenne: si recita il post communio, poi si dice "Il Signore sia con voi", si legge l'orazione sul popolo e si da la benedizione. (Speriamo di non vedere fantasie varie ed eventuali).
Ricordo che i fiori sono PROIBITI, tranne a San Giuseppe, all'Annunciazione e alla IV domenica di Quaresima, detta Lætare. La musica sia misurata: l'organista impari a non preludiare o interludiare troppo, per arrivare a Pasqua in cui può sfogare le sue più recondite pazzie con le ance e i ripieni. Si omette l'alleluia, come sappiamo: Si prepari una acclamazione cantata degna, non banale, che inviti comunque l'assemblea a lodare Cristo nella sua Parola proclamata.
Ricordo, ancora, che è giornata di digiuno (un pasto e due piccole refezioni) e di astinenza DALLE CARNI. È vero che sia la I Lettura che il Vangelo ci ricordano che dobbiamo "lacerare il cuore, non le vesti", che quando digiuniamo "dobbiamo farlo nel segreto", ma non diventi una scusa per dire "io digiuno nello spirito, 'ste cose fisiche sono solo apparenza". Non siamo una dualità, ma una unità di spirito e corpo. Il corpo e lo spirito si alimentano e si sostengono a vicenda.
Buon cammino verso la Pasqua!

Alla fine dell'udienza Generale, Papa Leone XIV ci invita al digiuno per la pace. Condividiamo e facciamolo sapere. Unit...
20/08/2025

Alla fine dell'udienza Generale, Papa Leone XIV ci invita al digiuno per la pace. Condividiamo e facciamolo sapere. Uniti nella preghiera, uniti nelle opere di pace anche nelle nostre case.

APPELLO

Venerdì prossimo, 22 agosto, celebreremo la memoria della Beata Vergine Maria Regina. Maria è Madre dei credenti qui sulla terra ed è invocata anche come Regina della pace. Mentre la nostra terra continua ad essere ferita da guerre in Terra Santa, in Ucraina e in molte altre regioni del mondo, invito tutti i fedeli a vivere la giornata del 22 agosto in digiuno e in preghiera, supplicando il Signore che ci conceda pace e giustizia e che asciughi le lacrime di coloro che soffrono a causa dei conflitti armati in corso.

Maria, Regina della pace, interceda perché i popoli trovino la via della pace.

Viva il Papa! Viva Leone XIV!Signore, Pastore supremo della Chiesa,dopo i giorni di smarrimento ecco la gioia:abbiamo un...
08/05/2025

Viva il Papa! Viva Leone XIV!
Signore, Pastore supremo della Chiesa,
dopo i giorni di smarrimento ecco la gioia:
abbiamo un nuovo successore dell'apostolo Pietro.
Sia tuo, tutto tuo; ti ami incondizionatamente; ti serva e ti annunci nei momenti opportuni e meno opportuni. Ci confermi nella fede e ci benedica nel tuo nome. Accolga tutti perché tutti sono tuoi figli. Porti la tua pace, che non è un compromesso. E senta sempre il nostro sostegno nella preghiera e nella missione.
Grazie, Signore, per il dono di Leone.

Già ci sei! E questo ci basta sapere. Sarai grande, piccolo, giovane, vecchio? Non sappiamo. Ma sei il Papa, e tanto ci ...
08/05/2025

Già ci sei!

E questo ci basta sapere. Sarai grande, piccolo, giovane, vecchio? Non sappiamo. Ma sei il Papa, e tanto ci basta!

Habemus Papam!

I cinquanta giorni che iniziano dalla domenica di Pasqua sono, come dice la Lettera Paschalis Sollemnitatis n.100, "come...
08/05/2025

I cinquanta giorni che iniziano dalla domenica di Pasqua sono, come dice la Lettera Paschalis Sollemnitatis n.100, "come un solo giorno di festa, anzi come «la grande domenica»". Il tempo di Pasqua è il tempo di gioire per l'evento che ci ha meritato la salvezza, un tempo che non può essere relegato ad un giorno all'anno. Ne parliamo domani a Camigliatello, vi aspetto!

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