21/08/2026
Come Dea della Magia e della Stregoneria, Signora dell'arte dell'incantesimo e della trasformazione, Hekate non offre scorciatoie o illusioni. In questo suo ruolo, uno dei suoi insegnamenti più preziosi, ma che spesso si apprende sulla propria pelle e solo se davvero è il proprio percorso e si ha di conseguenza la forza di rialzarsi (il dono della resilienza per comprendere e andare avanti arricchiti dall'esperienza), è che la magia è, prima di ogni altra cosa, l’arte della trasformazione di sé.
Ogni vera trasformazione nasce da un unico punto di partenza ovvero un’autoconoscenza sincera, spietata e autentica, a costo anche di star male e ferirsi nell'attraversare le proprie ombre.
Questo perché la vera magia non è un farmaco palliativo, né uno scudo dietro cui rifugiarsi. Se usiamo l'arte dell'incantesimo senza esserci prima guardati dentro, in vera onestà (non basta pensare di averlo fatto) rischiamo di ottenere effetti indesiderati. Quando non conosciamo le nostre ferite, le protezioni da loro mosse, la nostra sana e sacra ombra, la magia finisce per dare voce a ciò che ignoriamo: amplifica le nostre paure, proietta il dolore e manifesta proprio ciò da cui stiamo fuggendo, trascinando in difficoltà ancora più grandi.
Non si può praticare incantesimi attraverso le maschere del nostro ego, le illusioni che ci raccontiamo o le ferite non curate che pretendono di parlare al posto nostro.
Per questo la magia è davvero l’arte del saggio poiché richiede cautela, rispetto e una consapevolezza profonda, chiamando alla responsabilità individuale, di chi sa che per cambiare la realtà esterna deve prima avere il coraggio di comprendere il più possibile la propria anima, ad ogni trasformazione (non è immutabile, nulla lo è).
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