Ufficio Diocesano Pastorale Familiare Amalfi - Cava de'Tirreni

Ufficio Diocesano Pastorale Familiare  Amalfi - Cava de'Tirreni Una pastorale familiare capace di accogliere, accompagnare, discernere e integrare...secondo il sogno di Dio

L'Ufficio Diocesano Pastorale Familiare diocesi di Amalfi-Cava de' Tirreni sostiene, accoglie e accompagna la famiglia che ritiene risorsa inestimabile e soggetto, non oggetto, dell'azione pastorale.

Carissimi maturandi,la Pastorale Familiare vi è vicina in questi giorni intensi.Il vostro impegno, le vostre notti di st...
17/06/2026

Carissimi maturandi,
la Pastorale Familiare vi è vicina in questi giorni intensi.
Il vostro impegno, le vostre notti di studio, le vostre paure e i vostri sogni sono preziosi agli occhi di Dio e della vostra comunità.Che lo Spirito vi doni chiarezza, serenità e quella fiducia buona che nasce quando ci si sente accompagnati.
Non siete soli: le vostre famiglie, i vostri educatori e la Chiesa camminano con voi.Affidiamo ciascuno di voi a Maria, Madre attenta e forte.
Il Signore benedica il vostro esame e soprattutto il vostro futuro.
Con affetto,
la Pastorale Familiare dell'Arcidiocesi Amalfi Cava de' Tirreni

Auguri a tutte le mamme e un bacio soffiato a chi veglia sui suoi figli dal paradiso
10/05/2026

Auguri a tutte le mamme e un bacio soffiato a chi veglia sui suoi figli dal paradiso

📝 Il nostro Arcivescovo, mons. Orazio Soricelli, per la festa della mamma, ha voluto indirizzare una lettera a tutte le ...
09/05/2026

📝 Il nostro Arcivescovo, mons. Orazio Soricelli, per la festa della mamma, ha voluto indirizzare una lettera a tutte le mamme dell'Arcidiocesi👩‍👦

Ringraziamo il nostro Pastore e affidiamo all'intercessione di Maria, Madre di Dio, le mamme e le nostre famiglie! 👨‍👩‍👧‍👦
Buona festa a tutte le mamme! 💐

07/05/2026

In occasione del primo anniversario di Pontificato di Papa Leone XIV, gli auguri e la preghiera da parte di tutta la nostra Chiesa diocesana 🙏🏻

Questo nostro post  nasce come gesto di cura.  In questi anni di preparazione abbiamo imparato che ascoltare non basta: ...
03/05/2026

Questo nostro post nasce come gesto di cura.
In questi anni di preparazione abbiamo imparato che ascoltare non basta: bisogna anche fissare, custodire, restituire.
Per questo abbiamo scelto di mettere per iscritto ciò che il Convegno ci ha donato: non per noi soltanto, ma per tutta la diocesi che ci ha inviati con fiducia.
Questo diario, allora, è il nostro modo per dire:
abbiamo ricevuto molto, e vogliamo restituirlo.
Perché la diocesi possa camminare con passi più sicuri, perché le famiglie trovino parole nuove, perché i giovani sentano che la Chiesa li guarda con fiducia, perché le comunità possano diventare davvero luoghi che generano legami.
È un diario, sì.
Ma è soprattutto un atto di comunione.
Emilio De Stefano E Domenica Acampora
DIARIO DI BORDO
Convegno CEI – “Addomesticare il mondo”
Verona, 30 aprile – 3 maggio 2026

Giorno 1 – Il mosaico che prende vita
Arriviamo a Verona con quella sensazione di “inizio” che non è solo logistico, ma spirituale.
Le diocesi del Triveneto si presentano una ad una, come tessere di un mosaico che prende forma sotto i nostri occhi.
Non è un elenco: è un racconto di volti, di storie, di fatiche e di speranze.
La sociologia, in questo contesto, non è fredda: diventa lente che aiuta a vedere meglio, a capire dove pulsa la vita e dove invece si assottiglia.
Poi arriva lui, il Cardinale Zuppi, con la sua capacità di parlare semplice e profondo.
Ci porta subito nel cuore del tema: addomesticare, come insegna il Piccolo Principe.
Non addomesticare per possedere, ma per creare legami che cambiano il mondo.
Nell’era digitale, dice, non possiamo limitarci a “proteggere” la famiglia: dobbiamo educare ai legami, perché senza legami non c’è futuro.
La sera scivola via tra parole, sorrisi, un bicchiere condiviso.
È già comunità.

Giorno 2 – Il corpo che parla, il Vangelo che tocca
La mattina si apre con don Maurizio Girolami.
La sua voce calma ci porta dentro la Scrittura come dentro una casa abitata.
Ci mostra un Gesù che non cancella le crepe, ma le risignifica.
Un Gesù che non distrugge le anfore imperfette, ma le riempie di vino nuovo.
La relazione, dice, è un’arte resistente: come il vasaio che non butta via la creta, ma la plasma con pazienza.
Poi arriva suor Marzia, e il tono cambia: diventa più corporeo, più incarnato.
Lei ci ricorda che il corpo è l’ingresso dell’anima.
Gesù ascolta, tocca, parla.
In quest’ordine.
E ogni gesto è un atto educativo:
– tocca per restituire autonomia
– guarda per ridare dignità
– cammina per accompagnare
– piange per condividere
– si lascia toccare per farsi prossimo.
Zaccheo cambia per uno sguardo.
La Samaritana cambia perché qualcuno la vede davvero.
A Betania, Maria compie un gesto che è teologia del corpo.
Il pomeriggio è dei giovani.
Arrivano da Modena con dati, interviste, laboratori.
Ma soprattutto arrivano con una verità semplice:
“Abbiamo bisogno di maestri e testimoni.”
Non di eroi perfetti, ma di adulti veri.
Ci restituiscono un colore: il grigio.
Non tristezza, ma sostanza.
La speranza – dicono – è venuta dai “capelli grigi”.
E chiedono storytelling, non prediche.
Vogliono una fede che renda felici.
La sera, il concerto dei The Sun.
Non è solo musica: è un rito di luce.
È la prova che il Vangelo può ancora incendiare i cuori.

Giorno 3 – Onlife: dove il corpo incontra il digitale
La mattina si apre con il professor Padula.
Ci invita a uscire dalle dicotomie facili: reale/virtuale, bene/male, corpo/schermo.
Il digitale non è un altrove: è un ambiente.
Siamo onlife, non online.
E in questo ambiente rischiamo di perdere il tatto, di vivere solo di vista, di consumare l’altro invece di incontrarlo.
Poi don Andrea Ciucci ci porta dentro una verità che spiazza:
il digitale non è uno strumento, è l’acqua dei pesci.
Non si tratta di evitarlo, ma di renderlo potabile.
Il controllo ossessivo non educa: soffoca.
Papa Francesco lo dice chiaramente: non si cresce con la paura.
La sfida non è proibire, ma costruire strade.
Il pomeriggio è affidato a Giuseppe Dardes.
Parla di comunità come se parlasse di un organismo vivo.
Ci spiega la differenza tra munus (dono senza scopo) e donum (dono che attende ritorno).
Se non accettiamo il munus, diventiamo immuni agli altri.
E allora la comunità si spegne.
Le quattro direzioni della comunità educante diventano come i punti cardinali di una mappa:
– cura dell’altro
– cura dell’interiorità
– cura della comunità
– ruolo delle famiglie
Il fine è semplice e immenso:
la fioritura di tutti.
Il motore:
il desiderio acceso.

La visita alla basilica di San Zeno è come entrare in un grembo antico.
Le pietre parlano di una Chiesa che attraversa i secoli, che custodisce, che attende.
È un momento di silenzio che diventa radice.

Alla fine, tutto si raccoglie in un’immagine: un albero.
– Radici: il silenzio di Nazareth, la gratuità
– Tronco: il corpo vulnerabile, il tocco che educa
– Innesto: la saggezza del corpo nell’onlife
– Chioma: la comunità che si prende cura
La comunità educante non è controllo, ma promessa di presenza.ciò che resta non sono le slide, ma gli sguardi.
Non i programmi, ma la postura.
Non le strategie, ma la promessa.
Addomesticare il mondo significa questo:
trasformare i legami in riti che generano vita.
E capire che la comunità educante nasce quando qualcuno decide di esserci, davvero, senza perfezione, senza paura, con il coraggio di amare nella fragilità.

È iniziata a Verona la XXVI Settimana Nazionale di studi sulla Spiritualità coniugale e familiare promossa dall'Ufficio ...
01/05/2026

È iniziata a Verona la XXVI Settimana Nazionale di studi sulla Spiritualità coniugale e familiare promossa dall'Ufficio Nazionale per la Pastorale della Famiglia della CEI.
Il convegno, che si svolgerà fino al 3 maggio, ha come tema “Addomesticare il mondo", con un focus sulla famiglia come luogo di educazione degli affetti e scuola di relazioni.
La nostra Arcidiocesi è presente con i coniugi Emilio e Domenica De Stefano, direttori dell'ufficio diocesano.

Un'esperienza intensa di Chiesa e di formazione, mirata a consolidare il nostro servizio alle famiglie della nostra diocesi!
Li accompagniamo con la preghiera!!

BUON COMPLEANNO DON DANIELE Trent’anni sono una soglia che non si attraversa da soli.  Li celebri mentre cammini accanto...
26/04/2026

BUON COMPLEANNO DON DANIELE
Trent’anni sono una soglia che non si attraversa da soli.
Li celebri mentre cammini accanto a tante famiglie, portando ascolto, visione e quella passione discreta che costruisce comunione più dei discorsi.
In questo tratto di strada condivisa, il tuo servizio nell’Ufficio di Pastorale Familiare è diventato per noi un segno: di cura, di intelligenza pastorale, di fiducia reciproca.
Oggi non festeggiamo solo il tuo compleanno, ma il bene che semini spesso in silenzio, e che già porta frutto.
Che il Signore custodisca i tuoi passi e continui a far crescere in te quella gioia limpida che sa accompagnare, sostenere e aprire vie nuove.
Buon 30° compleanno, con stima e gratitudine.

Sosteniamo con la preghiera don Nicola Sarno che giovedì sarà ordinato presbitero! Un grande dono per tutta la nostra fa...
21/04/2026

Sosteniamo con la preghiera don Nicola Sarno che giovedì sarà ordinato presbitero!
Un grande dono per tutta la nostra famiglia diocesana!!

Preghiamo il Signore della messe perché mandi operai nella sua messe: sacerdoti, religiosi e sante famiglie!

Indirizzo

Piazza Duomo 9
Cava De' Tirreni
84013

Orario di apertura

Lunedì 09:30 - 12:00
Mercoledì 09:30 - 12:00
Venerdì 09:30 - 12:00

Telefono

+39089342379

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Ufficio Diocesano Pastorale Familiare Amalfi - Cava de'Tirreni pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Condividi