14/06/2026
“Tu mi appartieni”: l’appartenenza che genera identità e missione
Sabato 13 e domenica 14 giugno, presso la Casa per Esercizi Spirituali dei Padri Passionisti di Mascalucia, si sono svolti gli Esercizi spirituali 2026 della Famiglia Ecclesiale Missione Chiesa-Mondo (FEMCM), guidati dalla prof.ssa Mimmi Monaco sul tema: “Tu mi appartieni” (Is 43,1).
Per la prima volta, gli Esercizi hanno coinvolto insieme i quattro Rami della FEMCM, Missionari, Missionarie, Coppie e Collaboratori, rendendo ancora più concreto il tema dell’appartenenza al Signore attraverso l’appartenenza alla Famiglia ecclesiale.
Le meditazioni, proposte in modo dinamico e partecipato, si sono alternate a momenti di riflessione personale, confronto comunitario e lavori di gruppo. In un tempo segnato dalla crisi dell’appartenenza, dall’affermazione dell’io e da quella che mons. Vincenzo Paglia ha definito “egocrazia”, siamo stati invitati a riscoprire che noi cristiani, figli di un Dio uno e trino, che è relazione, abbiamo l’appartenenza nel nostro DNA. Essa è fondativa e generativa, perché contribuisce a costruire e a dare forma alla nostra identità. L’icona evangelica del paralitico condotto davanti a Gesù dai suoi amici (Lc 5,17-26) ci ha ricordato che spesso guariamo dalle nostre ferite proprio quando ci affidiamo agli altri e permettiamo loro di sostenerci. Un’appartenenza, quindi, che potremmo definire “accollativa”: capace di farsi carico dell’altro, delle sue fatiche e delle sue fragilità. In questo senso è risuonata più volte anche l’esortazione di don Bosco, richiamata dalla relatrice: “Renditi umile, forte e robusto”. Umile, per riconoscere di avere bisogno degli altri; forte, per non sottrarsi alla responsabilità della relazione; robusto, per sostenere il peso di chi ci è affidato. Da qui il primo lavoro di gruppo, dedicato alle difficoltà che incontriamo nel superare il nostro individualismo e alle concrete prassi di cura capaci di accompagnarci in questo cammino.
La seconda giornata è stata dedicata alla missione, come fede a passo d’uomo. Abbiamo riflettuto sul modo in cui i quattro Rami si intrecciano e si sostengono reciprocamente: una sinfonia nella quale ciascuno è chiamato a suonare il proprio strumento, contribuendo con la propria specificità all’armonia dell’insieme.
Significativa anche l’immagine della sedia vuota: non è vero che nessuno è indispensabile, perché la presenza o l’assenza di ogni persona fa la differenza. Non possiamo dare per scontato chi non c’è, ma siamo chiamati a cercarlo e a interrogarci sulle ragioni della sua assenza. Anche il servizio agli altri, per essere autentico, deve essere innanzitutto relazionale e non soltanto funzionale.
L’ultimo lavoro di gruppo ha visto i partecipanti confrontarsi sulla parte delle Costituzioni recentemente modificata, per individuare insieme un impegno concreto da assumere nel prossimo anno. Tra le proposte emerse: attività rivolte ai giovani, alle famiglie e agli anziani, ma anche un approfondimento personale e comunitario di ciò che il Vangelo chiede a ciascuno di noi.
Gli Esercizi si sono conclusi con la celebrazione eucaristica durante la quale alcuni membri del ramo delle coppie e dei collaboratori hanno rinnovato le loro promesse e i loro impegni e un nuovo membro nel ramo dei collaboratori ha emesso per la prima volta i suoi impegni.
Sicuramente torniamo a casa con una consapevolezza rinnovata: appartenere non significa rinunciare alla propria unicità, ma metterla in relazione con quella degli altri, lasciandosi generare come comunità e inviare nella missione.
Scritto da Ludovica Oliveri, MCM