Parrocchia/Oratorio San Pio X di Catania-Nesima

Parrocchia/Oratorio San Pio X di Catania-Nesima ORARIO SANTE MESSE
FERIALE E PREFESTIVO ORE 18:00
FESTIVO ORE 10:30 LA PARROCCHIA DI SAN PIO X E IL SUO ORATORIO. Animatore spirituale dell'impresa fu Mons.

L'opera di San Pio X nacque dall'esigenza di colmare il vuoto dell'assistenza spirituale e religiosa del popolo del quartiere di Nesima Superiore sorto, nella metà degli anni Cinquanta del Novecento, grazie alla volontà e ai finanziamenti dell'Istituto Autonomo per le Case Popolari di Catania. i protagonisti di questa impresa costruttiva, una delle più importanti e interessanti del tempo, furono i

l presidente dell'istituto INA Case professore Domenico, D'Urso e l'architetto Giuseppe Condorelli, direttore tecnico. E' proprio a quest'ultimo, peraltro, che si deve l'unica descrizione del grande complesso monumentale nato per fornire al quartiere un complesso organico per le attività sociali, sportive, culturali e religiose. Guido Luigi Bentivoglio
(1952 - 1974) che ebbe cura, negli anni del suo apostolato, di far sorgere nei nuovi quartieri popolari di Catania, Santa Maria Goretti, San Berillo Nuovo, San Giorgio, Nesima e Monte Po, le relative parrocchie per la crescita spirituale delle anime. Il quartiere di Nesima, oggi attraversato dalle trafficate vie di collegamento con la tangenziale, con la zona industriale di Misterbianco - e con il collegamento della metropolitana al centro storico - era, al tempo della costruzione un'isola in un mare di "sciara". Il complesso monumentale di San Pio X, nel progetto iniziale, avrebbe dovuto rappresentare un'opera organica per le attività a carattere religioso e sociale e avrebbe dovuto contenere: una grande chiesa, una sacrestia, uffici parrocchiali, un oratorio-scuola, un cinema e altri edifici consoni alla creazione di centri di aggregazione culturale e sociale. I fondi per la costruzione, che sarà poi affidata alla cura dei Padri Salesiani, provenivano dai finanziamenti regionali. l'estensione dell'area messa a disposizione del Comune di Catania fu di circa 6000 mq tra le vie Nicola Dato, Paolo Orsi e Antonino Mirone, ma la realizzazione più spettacolare sarà costituita dalla piazza alberata antistante concepita come un immenso sagrato. E' lo stesso Condorelli che ci descrive quali sono stati i criteri distributivi degli spazi "Planimetricamente si è adottato uno schema a C , articolato intorno a vasto cortile, in maniera da ottenere la distribuzione dei vari locali che consenta il migliore buon funzionamento dell'Opera. La grande chiesa di San Pio X, con la facciata rivestita da una cortina di mattoni rossi e travertino, si staglia dominando il paesaggio circostante; elevata su un basamento collegato alla piazza da una breve gradinata e preceduta da un portico che immette nel cortile, può accogliere un numero elevato di fedeli e offrire a tutti una buona visibilità delle funzioni religiose. La scelta dello schema a croce latina ad unica navata, senza strutture portantiintermedie, con il presbiterio sopraelevato nei confronti del piano della chiesa, è funzionale proprio a questa esigenza di visibilità. I bracci della croce latina sono delimitati da absidi minori che accolgono gli altri due altari, l'abside, che accoglie il presbiterio e l'altare maggiore, è illuminata solo lateralmente in prossimità del transetto allo scopo di nascondere le sorgenti luminose ai fedeli che, di solito, sono rivolti verso l'altare maggiore. L'architettura interna gioca sulla lieve convergenza delle pareti
ottenendo così un maggiore tono prospettico, mentre le masse determinate dai pilastri rivestitein Klinker color terracotta
conferiscono una certa suggestione interrompendo, alla guisa di quinte teatrali, le pareti e creando degli ambienti decorati con opere d'arte. Sul lato orientale della chiesa, adiacente all'abside laterale, è stata sistemata la sacrestia che è accessibile anche dall'esterno ed è in comunicazione con gli uffici parrocchiali. Particolare risalto visivo è stato dato al campanile, divenuto ormai il simbolo stesso del quartiere di Nesima; ha pianta quadrangolare ed è separato dal corpo della chiesa ma è ad essa collegato grazie ad un breve portico che immette nel cortiletto antistante gli uffici. La torre campanaria si eleva per 47 metri e rimanda visivamente ad un'alta torre medievale. Il campanile, fondato su una platea in cemento armato è costituito da 6 pilastri dello stesso materiale e solette a struttura mista con laterizi. LA FEDE E L'ARTE
É significativo e rilevante che il magistero pontificio di Paolo VI, Giovanni Paolo II e di Benedetto
XVI abbia auspicato e incoraggiato a più riprese il recupero di un dialogo tra arte e teologia, tra artisti e teologi, proprio in ordine all'evangelizzazione. Partendo dal bell'affresco di Roberto Rimini, che si può ammirare nell'abside della chiesa parrocchiale di San Pio x e che rappresenta la Trasfigurazione, possiamo affermare che ci troviamo in uno spartiacque dove due mondi, l'umano e il divino, si incontrano. Gli artisti che hanno preso parte a tale progetto, voluto da Don Nicoletti, hanno compiuto una felice sintesi tra tradizione e contemporaneità. Oggi più che mai l'evangelizzazione deve essere capace di suscitare domande, fare emergere quegli interrogativi che l'uomo si porta nel suo animo inconsapevolmente sepolti sotto la coltre di false attese e speranze. Oggi, la via maestra per ricondurre i battezzati a cogliere il fatto che l'esperienza di fede non è solo vera, ma anche bella, affascinante e soprattutto liberante è proprio questo tipo di modalità comunicativa che, usando il linguaggio simbolico, ci lascia nella libertà e ci coinvolge senza costrizioni provocando in noi un'adesione libera. Il concilio di Nicea II (787) aveva definito l'arte cristiana come il luogo teologico. E i padri conciliari hanno tratto le ovvie conclusioni che derivano dall'incarnazione del Verbo. Se il Verbo si è reso visibile, allora egli non può solo essere annunciato, ma anche essere visto. Accanto alla Parola di Dio ci deve stare l'icona di Cristo, per potere ascoltare e vedere Cristo. Questa sensazione si ha contemplando l'abside affrescata dal Rimini. La Via Crucis, scolpita da Carmelo Florio, ci fa intensamente rivivere il mistero della nostra salvezza. Le opere di Archimede Cirinnà, di Salvator Quattrocchi, di Nunzio Sciavarrello e Francesco Ranno, invece, ci riportano a una contemplazione di quel "genius loci" che ha abitato la fede in questi luoghi: i salesiani con la propria e specifica spiritualità, senza dimenticare la devozione a Sant'Agata e a Sant'Antonio da Padova. Chi viaggia e si reca a Catania e vuole entrare per vedere la chiesa di San Pio X entra in contatto con quei volti che ci guardano e che ci invitano ad andare verso un altrove deve abitano significati che ad altri possono sfuggire. Il quartiere di Nesima, nel simbolismo espresso nelle opere d'arte di questa chiesa parrocchiale, può assumere - se così si può dire - una elevatezza simbolica di chi la abita tra tanti guai e contraddizioni, come però può anche essere rigettata e pregiudicata perché gli occhi sono incapaci di vedere in profondità. Guardando la distratta tristezza dello sguardo della gente di Nesima, mi vengono da citare, parafrasandoli, gli ultimi versi di una poesia del poeta friulano Davide Maria Turoldo: "Né crimine vale a distruggere grazia e virtù di quella gente che nella sua chiesa legge la storia di Dio. O Nesima la tua bellezza ti salverà!"'. Spesso mi è capitato di osservare, durante la liturgia, che gli occhi dei fedeli incrociano quei volti della Trasfigurazione che li "guarda" facendo loro sentire di essere in una realtà altra, differente. Solo la distanza li rende eloquenti, perché da vicino sono occhi che non vedono e volti sfumati senza contorno. Solo quando li guardiamo assumono valore e la nostra vita è posta sotto lo sguardo trascendente e misericordioso di Gesù il Signore? In questa nostra parrocchia di San Pio X, di tradizione salesiana, è necessario fare del bello un mezzo educativo nell'incontro e nella relazione con gli altri e con l'Altro. A proposito della frase di Dostoevskij,
"la bellezza salverà il mondo" che si legge ne l'Idiota, Berdiaev propone questa spiegazione: "trasfigurare e rigenerare realmente la nostra umanità, è raggiungere la bellezza che è anche la bontà ontologica. In effetti, guardando il bene si compie realmente, senza limitarsi a un legalismo simbolico, si identifica con il bello. Il fine supremo è la bellezza della creatura e non il bene, che conserva malgrado tutto l'impronta della legge. La bellezza salverà il mondo, poiché le trasfigurazioni del cosmo, il paradiso, il regno di Dio rappresenta il suo compimento"'. E Solov'ev, prima di lui, aveva detto: "il bene diviso della verità e della bellezza è soltanto un sentimento indefinito, uno slancio impotente, la verità astratta è una parola vuota, la bellezza senza il bene e la verità è un idolo". La bellezza è dunque un mondo penetrato dall'amore. L'augurio che ci facciamo è che tutto nella Chiesa possa sempre di più far trasparire questa bellezza.

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15/06/2026

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22/04/2026

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Indirizzo

Piazza San Pio X
Catania
95122

Orario di apertura

Lunedì 17:00 - 19:00
Martedì 17:00 - 19:00
Mercoledì 17:00 - 19:00
Giovedì 17:00 - 19:00
Venerdì 09:00 - 12:00
17:00 - 19:00
Sabato 17:00 - 19:00
Domenica 09:00 - 12:00

Telefono

+39095474339

Sito Web

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