10/08/2026
In merito al rifiuto delle esequie a un Maestro Venerabile della Massoneria, tornano oggi più eloquenti che mai le parole scritte nel 2023 a commento dell'affermazione del Cardinale Fernández sull'appartenenza alla Libera Muratoria. Esse sottolineano la profonda divergenza tra l'atavica libertà di coscienza che caratterizza il mondo anglicano — il quale molto ha dato, anche sul piano storico, al patrimonio filosofico e culturale della Massoneria — e le visioni fortemente dogmatiche che ancora attraversano altre componenti del mondo cristiano.
REAZIONI A CALDO in merito all’intervento del card. Fernandez sulla inconciliabilità tra dottrina cattolica e massoneria
Con un documento ufficiale inviato ad un vescovo delle Filippine, il cardinal Fernandez ribadisce che l’adesione alla massoneria da parte dei cattolici romani è proibita a causa dell’inconciliabilità tra dottrina cattolica e massoneria, chiarendo che la proibizione riguarda anche gli esponenti del clero.
Specifico, per chi volesse scagliare contro gli altri questo documento (di solito, sono giochi di somari analfabeti e/o da chi si è visto respingere, da più logge, la domanda di adesione per indegnità… ;) ), che realtà ecclesiali, soprattutto indipendenti, annoverano noti medium fra il loro clero o invitano sul pulpito esperti channeler come la stimata e ottima Barbara Amadori. Tuttii\e conosciamo la posizione del Magistero cattolico sulla evocazione dei defunti et similia…. (ma NON siamo cattolici romani e ci sentiamo liberi\e in coscienza!).
Tornando al discorso iniziato, ricordiamo che Fernandez al Dicastero per la dottrina della fede, aveva suscitato grandi speranze di cambiamento, in moltissimi campi, così come il Sinodo: per i cattolici che attendevano le riforme (abolizione del celibato obbligatorio per i preti, benedizione coppie gay, diaconato femminile, ecc) è stata una gran delusione, una sorta di operazione di “maquillage” progressista. E ora l’ennesima stoccata retrograda con questo intervento sulla massoneria.
Tutto questo rafforza la mia identità anglicana, mi dona contezza di aver scelto la “parte giusta”, mi fa sentire profondamente l’orgoglio di essere figlia, erede e portatrice di un immenso patrimonio di libertà, laicità, fratellanza, umanità e spirito agapico nel mondo. Infatti, Massoneria e Anglicanesimo hanno, fin dalle origini della moderna Muratoria, un legame inscindibile. Non ho il tempo di scrivere un saggio ma mi soffermo solo su qualche dato storico.
Innanzitutto, la moderna Massoneria nasce nel 1717 a Londra, fondata, ufficialmente, da Re Giorgio I, che diviene così capo della Chiesa e capo della Massoneria.
La stesura delle Costituzioni della Gran Loggia Unita d'Inghilterra fu affidata al Pastore Presbiteriano Scozzese James Anderson ( che fu anche Maestro Venerabile di una Loggia nonché Gran Sorvegliante della Gran Loggia ) e al Ministro Anglicano John Theophilus Desaguliers.
Il rapporto è talmente stretto e inscindibile che l'Arcivescovo di Canterbury riveste il ruolo di Cappellano della Gran Loggia Unita d'Inghilterra ( carica di Loggia equiparata all'italico Oratore ).
The British and Foreign Bible Society ossia la Società Biblica Britannica e Forestiera, fondata nel 1804 con lo scopo di tradurre, pubblicare e distribuire la Bibbia nelle diverse lingue, sin dagli esordi della sua attività ha intrattenuto rapporti con la Massoneria. Tra gli incontri tenutisi nella Freemason Hall di Londra, che è il quartiere generale della Gran Loggia Unita d’Inghilterra, sono infatti registrati anche svariati incontri della Società Biblica. Per esempio, il nono anniversario della Società Biblica si tenne nel maggio del 1813 alla Freemason Hall di Londra, come anche il venticinquesimo anniversario. Tra i membri della Commissione per la Versione Riveduta della Bibbia (1915), Enrico Meynier e Alfredo Taglialatela erano massoni.
Neville Barker Cryer, appartenente alla Chiesa Anglicana, che è stato Direttore Generale della Società Biblica Britannica e Forestiera per molti anni a partire dal 1970, è un noto massone appartenente alla Quatuor Coronati Lodge No. 2076. Nel 1986 diventò Gran Cappellano della Gran Loggia Unita d’Inghilterra.
Il 18 febbraio 2017 , in occasione dei 300 anni dalla fondazione della Gran Loggia Unita d'Inghilterra, i festeggiamenti massonici si sono tenuti proprio all'interno della Cattedrale di Canterbury. Il decano della cattedrale, reverendissimo Robert Willis, ha presieduto la “Liturgia massonica” (Masonic Service). Era presente, con gli altri gradi dell’Arte, Edward duca di Kent, primo cugino della regina, che è Gran Maestro della Gran Loggia. Da sempre sono i duchi di Kent a presiedere la Massoneria britannica, la più potente del mondo: è la Gran Loggia di Londra, infatti, a riconoscere (o negare) la “regolarità” iniziatica delle logge che si formano nei diversi luoghi del mondo.
Né stupisce in alcun modo che i pastori anglicani siano anche massoni : ricordiamo in Italia il caso di Jonathan Baker, vescovo anglicano, dichiaratamente massone, che ha celebrato insieme ad una cinquantina di prelati anglicani, il 18 maggio scorso nell'Arcibasilica di San Giovanni in Laterano.
Aggiungiamo i forti legami, soffermandoci solo sull’Italia, tra massoneria e protestantesimo. Se dovessimo parlare delle radici massoniche degli USA sarebbero necessari fiumi di parole. Ricordiamo, per esempio, il ruolo del pastore metodista Saverio Feria, divenuto Sovrano Gran Commendatore nonché il legame tra la muratoria e i valdesi, iniziato , secondo Comba (autore di “Valdesi e massoneria”, ed.Claudiana), con l'incontro a Torino, nel 1787, tra il teologo danese e Friedrich Münter, noto massone e il pastore, e futuro moderatore, Pietro Geymet, che fonderà nel 1807 la loggia di Pinerolo. Tale legame si rafforzerà grazie all'incontro tra il generale Beckwith e il popolo valdese delle Valli. E’ grazie alla Fratellanza massonica che pastori come Teofilo Gay, Matteo Prochet e Carlo Alberto Tron entrano in comunicazione con i “protettori” dei valdesi nnegli Stati Uniti. All'inizio del Novecento per lo stesso tramite entrano in contatto con i valdesi Ugo Janni e Giuseppe Gangale. E la Storia continua….
Solo per dire che il problema è, semplicemente, politico-ideologico e che tale divieto è appannaggio quasi esclusivo, della Chiesa Cattolica di Roma mentre altre realtà ecclesiali sono decisamente su altri binari.