26/07/2026
LE NOSTRE ORIGINI LEGATE ALLA CONFRATERNITA DI SANT'ANNA
La confraternita di Sant'Anna fu fondata con bolla del 15 giugno del 1666 e prese questo nome dall'omonima chiesa in cui venne istituita.
Fin dall'inizio, e per un lunghissimo periodo, svolse con ininterrotto fervore oltre alle funzioni religiose, il compito di accompagnare fino alla sepoltura i propri defunti.
I confrati vestivano sacco e visiera bianchi, mantella e cingolo celesti, e nelle processioni portavano le croci di legno di giorno e le torce accese di notte.
Ma un giorno, secondo quando ci riporta una cronaca del tempo, avvenne un fatto veramente insolito ai danni della loro chiesa, nel 1865 venne fatta demolire con un provvedimento illegittimo, dal funzionante Sindaco di quel tempo.
In conseguenza di ciò, oltre alla statua di Sant'Anna, agli arredi sacri e alla campana della chiesa, anche la confraternita, venne trasferita nella chiesa di Gesù e Maria.
Nella detta chiesa di Gesù e Maria, con atto rogato presso il Notaro G.B. Lo Brutto in data 10 Maggio 1664, veniva istituita la compagnia religiosa denominata: "Gesù, Maria e Giuseppe"; ma al tempo in cui avvennero i fatti della chiesa di Sant'Anna che abbiamo dianzi accennato, più nulla si sapeva di tale Compagnia, per cui i confrati provenienti dalla demolita chiesa, attraverso una petizione scritta, chiesero all'Arcivescovo di Agrigento Conte Domenico Maria Lo Iacono, licenza di ripristinare la Confraternita insieme ai suoi Capitoli.
Da allora quella che per due secoli era la Confraternita di Sant'Anna, divenne confraternita della nuova Chiesa, e da allora si chiamò, e si chiama tuttoggi Confraternita Gesù e Maria.
Nella nuova sede la confraternita continuò a svolgere attività assistenziale e pare anche che avesse accolto molti altri confrati, continuò la sua attività religiosa svolgendo tutte le proprie funzioni: solennizzando la festa di Sant'Anna e dell'Ascensione, partecipando alle processione del Corpus Domini e del patrono San Vincenzo e nel giorno del Venerdì Santo alla processione della Maddalena, e poi la sera a quella dell'Urna. Inoltre come da tempi immemorabili continuò a portare in processione il simulacro del Cristo Risorto il giorno di Pasqua, curando la preparazione dell'arco sinistro della piazza Duomo, oltre agli archi davanti la propria chiesa, destinati agli "Incontri" tra Gesù e la Madonna.
Nel 1870 commissionò allo scultore Vincenzo Genovese l'attuale simulacro di "Santu Sarvaturi" in sostituzione di quello settecentesco in cartapesta che attualmente si trova in chiesa Madre.