Comunità carismatica Cenacolo Cuore Immacolato di Maria SCV

Comunità carismatica Cenacolo Cuore Immacolato di Maria SCV Comunità Carismatica CUORE IMMACOLATO di MARIA

06/08/2026

Chi è sincero non cambia versione per piacere a tutti.
Resta uguale, perché la coerenza non ha bisogno di maschere.

26/07/2026

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli:
«Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto nel campo; un uomo lo trova e lo nasconde; poi va, pieno di gioia, vende tutti i suoi averi e compra quel campo.
Il regno dei cieli è simile anche a un mercante che va in cerca di perle preziose; trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra.
Ancora, il regno dei cieli è simile a una rete gettata nel mare, che raccoglie ogni genere di pesci. Quando è piena, i pescatori la tirano a riva, si mettono a sedere, raccolgono i pesci buoni nei canestri e buttano via i cattivi. Così sarà alla fine del mondo. Verranno gli angeli e separeranno i cattivi dai buoni e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti.
Avete compreso tutte queste cose?». Gli risposero: «Sì». Ed egli disse loro: «Per questo ogni scriba, divenuto discepolo del regno dei cieli, è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche».

Parola del Signore.

23/06/2026
08/05/2026

⚜️PERCHÈ L'8 MAGGIO, FESTA DI SAN MICHELE ARCANGELO, SI FA LA SUPPLICA ALLA MADONNA DI POMPEI⚜️

Il SANTO BARTOLO LONGO, fondatore del Santuario di Pompei e Apostolo della Madonna del Rosario, volle che due volte l’anno si facesse la Supplica in modo solenne alla Vergine del Rosario di Pompei: la prima domenica di ottobre che è il mese del Rosario e l’8 MAGGIO che è la festa dell’apparizione dell’arcangelo san Michele al Monte Gargano nelle Puglie, regione di cui il Longo era originario.

In onore di SAN MICHELE ARCANGELO, il Santo Bartolo Longo scrisse questa INVOCAZIONE per chiedere una grazia: «quell’orazione si rese popolare e comune a tutti i divoti della Regina del Santo Rosario di Pompei sparsi per l’Orbe; e si prese l’uso di ripeterla per nove giorni di seguito ogni volta che si vuole ottenere una grazia per intercessione di quell’Arcangelo potentissimo»👇

✨️INVOCAZIONI A SAN MICHELE ARCANGELO DIFENSORE CUSTODE DEL SANTUARIO DI POMPEI PER OTTENERE IL SUO POTENTE PATROCINIO ✨️

I. Io ti saluto, o altissimo Principe del Cielo, Capo di tutti i Principi delle Angeliche Gerarchie, amore degli Angeli giusti e terrore degli Angeli ribelli, mio dilettissimo Arcangelo San Michele. La tua bellezza rapisce l’animo mio, quando ti contemplo per quell’Angelo forte scendente di cielo, circonfuso di luminosa nuvola, l’iride sul capo, la faccia come sole, e colonne di fuoco i tuoi piedi. Io mi rallegro teco, poiché di tanta bellezza e magnificenza ti decorò il Signore, qual difensore della gloria del Verbo e dell’Immacolata sua Madre. Tu sei uno specchio chiarissimo sopra cui Dio ha improntata l’Immagine sua. Il tuo sapere e bellezza superano l’intelligenza e vaghezza di tutti gli Angeli, onde sei chiamato Cherubino, che tutti in te aduni i pregi loro. Il tuo soggiorno è un paradiso di delizie fatto a bella posta per te. Non vi ha luogo nei Cieli ove non spandi la tua voce: sopra monti di stelle è il tuo cammino. Unisco le mie lodi con quelle che ti fanno tutti gli Angeli del Cielo, e insieme con essi benedico la SS. Trinità di tanta potenza e gloria onde ti ha decorato in Cielo e in terra. E però col Coro degli Angeli io dico: Gloria Patri et Figlio, etc.

II. Io ti venero, o glorioso Arcangelo, Michele, qual sublime Spirito, a cui il Signore ha commesso l’augusto suo Nome, la sua Legge, la sua Chiesa, l’umanità tutta quanta. E cogli Arcangeli tutti ringrazio l’Altissimo, che di tanto onore ti fece degno. Gloria Patri et Filio, etc.

III. O invittissimo Principe, lascia che io sciolga il cantico della tua esaltazione. Tu sei l’Angelo della faccia del Signore, il fiato di Dio, il braccio di Dio, il promulgator del Vangelo, il primo dei Santi Sette Spiriti assistenti al Trono di Dio. Tu il Padre ed il Dottore degli Angeli fedeli, che ti venerano e ti ubbidiscono qual loro Sovrano e Custode. Onde io insieme con essi e col Coro dei Principati, lodo per te il Signore. Gloria Patri et Filio, etc.

IV. Io ti amo, o dolce ed umile Arcangelo. Tu apparisti sulle vette del Gauro che domina la valle di Pompei, forse per apparecchiare il regno di Maria sul luogo signoreggiato un dì da Satana, e risorto oggi a vita di benedizione. Deh! Apparisci oggi al mio spirito, e guidalo per retto cammino della verità e della giustizia, ed innamoralo delle bellezze del Cielo. Scolpisci sul mio cuore quel Nome soavissimo di Gesù, che, da te tre volte ripetuto, tramutò il superbo Lucifero in deforme dragone. Scrivi quel nome dinanzi agli occhi miei, affinché non veggano la vanità. Ripeti questo Nome alle mie orecchie, affinché non ascoltino le fallacie del mondo e le parole di malizia. Incidi questo Nome sulle mie labbra, affinché non si aprano giammai alla menzogna od a scusare l’iniquità. Ed io insieme colle Dominazioni ti esalto: Gloria Patri et Filio, etc.

V. Discendi propizio al soccorso della Chiesa tutta di Cristo, e degnati ancora di essere da oggi innanzi il Difensore del Santuario di Pompei, in cui ti hai un’ara consacrata al tuo nome; il Padre e Custode delle Orfanelle e dei Figli dei Carcerati raccolti sotto il manto della Vergine di Pompei; la Guida di tutti gli Associati al Tempio di Maria; il Protettore della mia casa, della mia famiglia, di tutte le mie opere, dell’anima e del corpo mio, che pongo sotto la tua singolar custodia. Ed invito il Coro delle Potestà a benedirti, e ringraziarti per me: Gloria Patri et Filio, etc.

VI. Tu, Ministro primo della Regina delle Vittorie, propaga per mondo il suo Rosario. Tu conducimi a lei, ed ottienimi tutte le grazie, di cui vedi che ho bisogno. Ispirami i modi onde possa a lei piacere. Tira gli animi dei peccatori, e menali pentiti a’ suoi piedi, mentre che io con le Virtù dei Cieli ti glorifico: Gloria Patri et Filio, etc.

VII. O Spirito bellissimo e potentissimo, sii luce ai passi miei; fortezza nei miei abbattimenti; vittoria nel tumulto delle passioni; conforto nei travagli della vita; rifugio dal mondo che mi perseguita; salute nelle infermità che mi ambasciano; liberazione dai lacci che i miei nemici mi han tesi per sorprendermi; sostegno contro il demonio che mi tenta. E col Coro dei Troni ti onoro: Gloria Patri et Filio, etc.

VIII. E quando Satana discenderà con ira grande all’ultima lotta contro di me morente; e tu lo fuga col tuo fulmineo sguardo, o invitto Guerriero di Dio. E il nome di Gesù e di Maria, da te ripetuto, sia per me, lasso, melodia soave, preludio delle armonie del Cielo. Ed io col Coro dei Cherubini lodo e benedico Iddio che ti fece così grande: Gloria Patri et Filio, etc.

IX. Oh Arcangelo santo! Io ti invocherò sempre, e ti amerò, e ti onorerò in terra. E tu, quando mi presenterai al Divino Giudice, volgi per me quella prece, che mi farà sicuro il Paradiso. Ed ora per allora insieme coi Serafini io canto: Gloria Patri et Filio, et Spiritui Sancto; sicut erat in principio et nunc et semper et in saecula saeculorum.

Amen.
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E’ lo stesso Bartolo Longo che, nel 1907, in una lettera indirizzata al P. Alberti Lepidi, maestro del sacro Palazzo Apostolico in Roma, ci dà la spiegazione della sua devozione all’Arcangelo Michele (cf. anche il cap. VIII del libro di B. Longo Storia del Santuario di Pompei, Edizione del 1954). Riportiamo il testo di Bartolo Longo:

“Perché scegliemmo S. Michele a Difensore e Custode del Santuario di Pompei?

Sin senza ragione sin dal cominciamento del Tempio tra tutti i beati Comprensori del cielo, noi prescegliemmo S. Michele Arcangelo a singolare Custode e Difensore delle opere di Dio nella Valle Pompeiana. E scegliemmo il giorno 8 di maggio, dedicato a San Michele, per porre la prima pietra del Santuario di Maria in Valle di Pompei.

Si legge nelle Scritture che Iddio ha annunziato per mezzo di questo eccelso Spirito il suo augusto Nome, quando sul Sinai per bocca di Michele dettò la legge e disse: Io sono il Signore Dio tuo. Ed inoltre Dio ha comunicato a questo Principe la sua suprema autorità, a lui affidando la difesa delle città, dei regni e dei popoli. Michele per fermo protesse il popolo ebreo e quando viveva felice nella patria, e quando si pose in cammino verso la terra promessa. Apparve vestito in abito bianco, armato di corazza d’oro, con lancia in mano, per capitare l’esercito di Giuda Maccabeo. Venne Egli deputato da Dio a distruggere le schiere di Sennacheribbo, a liberare il popolo ebreo dalla schiavitù babilonese, ad occultare il sepolcro di Mosè, acciocché il popolo ebreo non rendesse un culto d’idolatria al corpo di quel famoso ispirato Condottiero. Apparve Egli a Giosuè sul Giordano e gli disse: “Io sono il Principe dell’esercito del Signore: Sum princeps exercitud Domini; e vengo in tuo soccorso : sarò ai tuoi fianchi, né ti lascerò. Gerico e le altre città, benché forti, saranno una parte delle tue conquiste; e molti re, che vedrai ai piedi tuoi, faranno il più bel trionfo delle tue vittorie”. Michele fu il difensore della Chiesa contro tutti gli assalti del demonio.

Si fece vedere all’Imperatore Costantino e gli disse: – Io sono il Principe delle milizie celesti ed il Protettore dei Cristiani: io ti ho soccorso contro i tiranni nemici della Chiesa: prosegui a sostenere le ragioni di Cristo, ed io ti sosterrò le tue. Apparve a Carlo Magno, come afferma il Baronio, in una famosa guerra contro i Sassoni. Egli fece riportare a Ramire, re delle Spagne, una strepitosa vittoria sopra i Mori, uccidendone ben settantamila, e prendendo prigioniero il re Abenaja. Onde la Chiesa, dopo mille e mille altri prodigi ottenuti, chiama S. Michele Protettore e Difensore dei cristiani. Eum custodem et patronum Dei veneratùr Ecclesia. Ultimamente, il Sommo Pontefice Leone XIII a San Michele affidava la custodia di tutta la Chiesa, e a tutti i sacerdoti imponeva di recitare, dopo il Sacrificio divino, quella preghiera bellissima:

S. Michele Arcangelo, difendici nella battaglia, contro la nequizia e le insidie del diavolo sii soccorso. E tu, Principe della milizia celeste, con divina possanza ricaccia nell’inferno Satana e gli altri maligni, che a perdizione delle anime si aggirano pel mondo.

Se dunque S. Michele è il custode di tutta la Chiesa e il difensore di tutte le grandi Opere divine, non era conveniente che a Lui fosse affidata la difesa di questa grande Opera di Dio nell’epoca moderna, che è il Santuario di Pompei?

L’apparizione di S. Michele sul Gauro (Faito) e l’era di misericordia mariana a Valle di Pompei

Ma un’altra ragione, diremo, storica e provvidenziale ci spinse a introdurre il culto del possente Arcangelo nella Basilica Pompeiana, la memoria cioè di una celebre apparizione. Non è insolita l’apparizione di S. Michele sulla terra. Si è degnato per lo più di apparire sulle alte vette dei monti. Sceglie i monti, quasi per mostrarsi librato fra la terra e il cielo, sfolgorando con lo sguardo fulmineo ogni esercito nemico. Or di rincontro al Santuario di Pompei si eleva, sopra di Castellammare di Stabia, il monte Gauro, il quale, rannodandosi cogli estremi della catena degli Appennini, segna l’ultima chiusura di questa Valle del Vesuvio. La sua cima termina in una vetta acuta, e questa vetta è ripartita in tre punte, a somiglianza delle prime tre dita della nostra mano. Era il secolo settimo della Chiesa. A Vescovo di Castellammare era un Santo, S. Catello, il quale usava sovente di notte raccogliersi sui dirupi di quel monte insieme coll’Abate di Sorrento, S. Antonino, a pregare. Una notte, mentre era immerso nell’orazione, in una gran luce gli apparve l’Arcangelo S. Michele e, con voce maestosa insieme e soave, gl’impose che edificasse un tempio in suo onore là dove avrebbe dato segnale con una fiamma. E la fiamma apparve subito sulla più alta delle tre punte che sormontano il Gauro. Il Santo Vescovo immantinente, col cuore ardente dell’entusiasmo dei Santi, si accinse all’opera. La compì dopo molte contrarietà sostenute, e ingiurie e calunnie, onde soffrì anche il carcere. (Vedi Lezioni dell’Uffizio di S. Catello nel di delle sua festa, 19 di Gennaio).
©️Chris Blog No al satanismo ©️♰
https://noalsatanismo.wordpress.com/2016/04/15/perche-l8-maggio-festa-di-san-michele-arcangelosi-fa-la-supplica-alla-madonna-di-pompei/?fbclid=IwdGRjcARpmgFjbGNrBGmYu2V4dG4DYWVtAjExAHNydGMGYXBwX2lkDDM1MDY4NTUzMTcyOAABHnZaQPI5yoTuX25LUFbidLHjcKvxDvF0HKsM44QN0yjthu_XTqwVE1XJSubb_aem_ymK9b7_cmpqIRVqv3fO5-g

15/04/2026
05/03/2026

Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù disse ai farisei:
«C’era un uomo ricco, che indossava vestiti di porpora e di lino finissimo, e ogni giorno si dava a lauti banchetti. Un povero, di nome Lazzaro, stava alla sua porta, coperto di piaghe, bramoso di sfamarsi con quello che cadeva dalla tavola del ricco; ma erano i cani che venivano a leccare le sue piaghe.
Un giorno il povero morì e fu portato dagli angeli accanto ad Abramo. Morì anche il ricco e fu sepolto. Stando negli inferi fra i tormenti, alzò gli occhi e vide di lontano Abramo, e Lazzaro accanto a lui. Allora gridando disse: “Padre Abramo, abbi pietà di me e manda Lazzaro a intingere nell’acqua la punta del dito e a bagnarmi la lingua, perché soffro terribilmente in questa fiamma”.
Ma Abramo rispose: “Figlio, ricòrdati che, nella vita, tu hai ricevuto i tuoi beni, e Lazzaro i suoi mali; ma ora in questo modo lui è consolato, tu invece sei in mezzo ai tormenti. Per di più, tra noi e voi è stato fissato un grande abisso: coloro che di qui vogliono passare da voi, non possono, né di lì possono giungere fino a noi”.
E quello replicò: “Allora, padre, ti prego di mandare Lazzaro a casa di mio padre, perché ho cinque fratelli. Li ammonisca severamente, perché non vengano anch’essi in questo luogo di tormento”. Ma Abramo rispose: “Hanno Mosè e i Profeti; ascoltino loro”. E lui replicò: “No, padre Abramo, ma se dai morti qualcuno andrà da loro, si convertiranno”. Abramo rispose: “Se non ascoltano Mosè e i Profeti, non saranno persuasi neanche se uno risorgesse dai morti”».

Parola del Signore

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