03/05/2020
Di don Minutella
BENEDETTO XVI DI NUOVO IN CAMPO. UNIONI GAY E AB**TO SEGNI DELL’ANTICRISTO.
Noi, da questa parte, non abbiamo mai avuto dubbi. Su ragionevoli indizi, sempre da noi portati in campo, mai minimamente smentiti dalla Santa Sede e dagli organi vaticani, pur avendo – a causa di ciò – tutto il mondo contro, non abbiamo mai smesso di dire che il papa è Benedetto XVI, costretto alle dimissioni, che sono pertanto invalide a norma del canone 332 § 2 del CJC. E che il cardinale Bergoglio non è il papa della Chiesa cattolica.
Siamo certamente legati, col cuore, a Benedetto XVI.
Tutto il mondo sa, anche i tanti nemici di sempre che egli ha dovuto sopportare, che l’uomo Joseph Ratzinger è un uomo serio, di coscienza.
E’ uscita oggi un’anticipazione, sul quotidiano la Repubblica, a firma di Paolo Rodari, che rilancia la notizia pubblicata ieri dal sito americano conservatore LifeSiteNews, della prossima uscita di un ennesimo atto pubblico di Benedetto XVI. Un libro, in lingua tedesca, frutto di un’intervista ad opera del giornalista Peter Seewald.
Ratzinger era colui che, nella speranza dei massoni che lo hanno costretto a dimettersi, avrebbe dovuto uscire per sempre di scena. Così egli ha fatto credere. Aveva detto che sarebbe stato come Mosè a pregare sul monte, e che si sarebbe dedicato alla preghiera.
Ma erano i conti senza l’oste, perché la Chiesa non è un’azienda umana, ma la sposa di Cristo, dove soffia lo Spirito Santo. Così, dopo averlo costretto a dimettersi, con la nota vicenda dei circuiti bancari vaticani bloccati, improvvisamente tornati in attività all’annuncio delle dimissioni, Benedetto XVI ha cominciato a giocare le proprie carte, ha messo in campo le proprie strategie, come nel suo stile, pacate, ponderate, misurate. Egli ha potuto certamente beneficiare di noi, ha saputo dei nostri raduni, dell’esistenza di un paio di preti scomunicati che lo acclamano come vero vicario di Cristo, della messa in campo di un network come RDN che non smette di dire la verità sul conto del Conclave del 2013, del tutto invalido. Il popolo del piccolo resto, tenace nella fede, che incarna la hypomonè, la resistenza della fede, lo ha incoraggiato.
L’uscita del libro, che in italiano vedrà la luce solo in autunno, è un’ulteriore mano alzata in segno di vittoria per tutti noi del piccolo resto che restiamo uniti al vero papa. Egli sta ormai facendo di tutto, a 93 anni, per dire: “Eccomi, ci sono, io resto il Successore di Pietro, e continuo a indicare la strada”.
Nei “Malavoglia” di Giovanni V***a, ‘Ntoni è un protagonista che cerca in tutti i modi di non passare per “minchione”, termine siculo, ormai presente nel Dizionario italiano, che indica la persona sciocca, priva di furberia, eccessivamente semplice e credulona. I tanti “minchioni” di cui è piena, purtroppo, la Chiesa, sono serviti! Mi riferisco non solo al partito bergogliano, radical – progressista – sinistroide, che osanna il cardinale Bergoglio come nuovo Messia (ovviamente con l’appoggio dei media), ma anche al partito radical – conservatore – tradizionalista che, fingendo di non vedere le cose, approda all’ipocrisia dell’ossequio farisaico. Tutti questi “minchioni” credevano di aver archiviato la faccenda circa il Conclave del 2013. Benedetto XVI li smentisce di continuo a sinistra e a destra, ridestando l’entusiasmo di noi, piccolo resto, che veniamo così nuovamente incoraggiati nella difesa della verità. E non è detto che questo libro, dai toni sempre moderati, ma dai contenuti apertamente contrapposti alla linea eretica e mondialista di Bergoglio, sia l’ultima uscita del vicario di Cristo.
Io sono più che certo che stiamo per essere confermati in modo plateale dal papa.
I nemici dovranno prepararsi a grandi sconfitte, altrettanto grandi quanto violente e ingiustificate sono state le campagne, da varie parti, condotte contro di noi.
È con tutti questi che il sottoscritto deve ogni giorno misurarsi. Perché non la smettono di venirmi addosso, apertamente o in modo occulto, per esempio tentando in tutti i modi, finora senza successo, di replicare, se non di sorpassare, i numeri notevoli degli ascolti su RDN. Si mettono insieme, un Burke con un Bux, e poi un Bux con un Morselli, e via dicendo, per aumentare l’audience e superare, anche a livello incoscio, i risultati di RDN.
Quando ho chiuso, l’anno scorso, la faccenda con monsignor Bux, egli, indispettito del mio rifiuto alla indegna proposta di mettermi in ginocchio dal mio vescovo, domandando perdono a papa Francesco (!), e correndo in un monastero a fare vita di preghiera, egli, dunque, mi disse: “Resterai solo”. Mi citò un romanzo nientemeno di Hemingway. Per quanto addolorato da questa provocazione, non ho mai avuto alcun dubbio nell’andare avanti. Sapevo di non essere solo, perché ero col papa, con me c’è la presenza sempre confortante di don Enrico e, soprattutto, di migliaia di fedeli. È solo la pandemia da Covid 19 che mi ha ragionevolmente fermato. Almeno adesso, ma non è da trascurare che avevo già avviato i miei viaggi in America Latina, per radunare i veri cattolici, fedeli a Benedetto XVI.
Senza parlare dei sabotaggi continui, delle difficoltà tecniche talora ingiustificate, che lasciano intendere la vera persecuzione che subiamo per voler rimanere ostinatamente col papa.
Ed egli non ci lascia soli. Lo fa con il suo stile che, probabilmente, per la gente più semplice che gli vuole ancora bene (ed è tanta!), risulta di non immediata comprensione. Io sono un prete di popolo, mediterraneo, capisco e soddisfo le attese della gente, cercando di mettere insieme la qualità teologica del prodotto con un parlare immediato. Benedetto XVI è un papa teologo, il suo messaggio non è immediatamente comprensibile alla gente comune. Noi siamo qui ad aiutarlo in questo, abbiamo saldato quell’affetto popolare, pagato di persona con 2 scomuniche, che i media volevano impedire.
Ora Benedetto XVI autorizza la pubblicazione di un nuovo libro.
Nell’articolo di Rodari, emerge che il papa assimila la società delle unioni gay e dell’aborto all’Anticristo. Il giornalista sostiene che questo articolo “scalda gli animi dell’ala conservatrice della Chiesa, quella parte che gli è rimasta fedele, anche dopo la rinuncia dell’11 febbraio 2013”. Nessun accenno a quella rinuncia, con tutto ciò che di anomalo vi è stato. Ma soprattutto nessuna chiara identificazione della cosiddetta ala conservatrice. Che, infatti, non esiste se non in noi, noi del piccolo resto, noi di RDN, almeno in Italia.
E ve lo dimostro. Il Cardinale Burke, paladino della Tradizione, in realtà, e con lui anche gli altri presuli noti per la loro posizione in difesa della dottrina (Sarah, Muller, Schneider, etc.), non smettono di dichiararsi fedeli a papa Francesco, mentre ormai da tempo non parlano più di Benedetto XVI, come se fosse già morto. Dunque, la galassia tradizionalista e conservatrice non è in causa.
E neppure la costellazione di realtà che, pur rammaricate del corso eretico di Bergoglio, restano ostinatamente UNA CUM. Perché è chiaro che se restano in unione con papa Francesco, Benedetto XVI non è papa. Tra questi, la maggior parte dei preti.
Infine, ci siamo noi. Che ostinatamente diciamo che il papa è Benedetto XVI, e che non sono validi i sacramenti con un falso papa usurpatore, e che non si sta in comunione con gli eretici, come insegna la dottrina non di don Minutella, ma della Chiesa. Per questo, il piccolo resto è un popolo di martiri, già in famiglia, dove impazziscono per il falso papa, e dove reagiscono con violenza se si mettono in luce, il più delle volte con calma, le ragioni di un pontificato invalido ed eretico.
Colpisce che Benedetto XVI, sempre nell’anticipazione giornalistica, dica che egli voleva promuovere una purificazione della Curia e della Chiesa. Quasi un modo delicato per individuare la ragione dell’attacco nei suoi confronti.
Dicevamo dei “minchioni”, che non è una parolaccia ormai, ma un sostantivo.
Leggendo le anticipazioni del libro di Benedetto XVI, credo che dovremo ancora pazientare con tali “minchioni”. Perché se il libro sarà, ancora una volta, una smentita clamorosa dell’indirizzo bergogliano, ci sarà il sinedrio mediatico e quello nazional-popolare che provvederà a tacere del tutto su questi aspetti, e a rinnovare la campagna diffamatoria, piena di violenza, nei nostri confronti.
Di recente, ho avuto notizia di un prete che sta in Puglia che ha fatto "coming out", dicendo di celebrare in unione con papa Benedetto, dal momento che il cardinale Bergoglio non è il papa.
Ho già potuto verificare come la macchina impietosa del misericordismo bergogliano, presente in molti modi nei network, si sia già mossa contro di lui.
Non importa.
San Tommaso d'Aquino scrive che l'incredulità acceca.
Il papa ci dà garanzia che abbiamo ragione.
E così, con lui, andiamo avanti nel resistere all’impostura odierna.
Don Minutella