VOCE Divina

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05/09/2026

L'arte di guadagnare il fratello: la correzione fraterna Il commento di don Fabio per domenica 6 settembre 2026 analizza il discorso comunitario di Gesù

Mercoledì della XXII settimana per Annum. Buona giornata a tutti nella pace e gioia del Signore Gesù.Quel giorno era un ...
02/09/2026

Mercoledì della XXII settimana per Annum. Buona giornata a tutti nella pace e gioia del Signore Gesù.

Quel giorno era un sabato. La gente del villaggio aspetta il tramonto e poi, finito l’obbligo del riposo, esce e porta da Gesù tutti i malati e gli indemoniati. E Lui li guarisce, ma vieta ai demoni di rivelare che Lui è il Cristo. Fin dall’inizio, dunque, Gesù mostra la sua predilezione per le persone sofferenti nel corpo e nello spirito: è una predilezione di Gesù avvicinarsi alle persone che soffrono sia nel corpo sia nello spirito. È la predilezione del Padre, che Lui incarna e manifesta con opere e parole. I suoi discepoli ne sono stati testimoni oculari, hanno visto questo e poi lo hanno testimoniato. Ma Gesù non li ha voluti solo spettatori della sua missione: li ha coinvolti, li ha inviati, ha dato anche a loro il potere di guarire i malati e scacciare i demoni. E questo è proseguito senza interruzione nella vita della Chiesa, fino ad oggi. E questo è importante. Prendersi cura dei malati di ogni genere non è per la Chiesa un’“attività opzionale”, no! Non è qualcosa di accessorio, no. Prendersi cura dei malati di ogni genere fa parte integrante della missione della Chiesa, come lo era di quella di Gesù. E questa missione è portare la tenerezza di Dio all’umanità sofferente. (Francesco - Angelus, 7 febbraio 2021)

Non possiamo trattenere il Maestro, non scherziamo. Non possiamo possederlo, ingabbiarlo, definirlo, bloccarlo. Vorremmo, ci piacerebbe, sarebbe magnifico, ma non è possibile. Dio non è a nostro servizio, non è il genio della lampada pronto ad esaudire ogni nostro desiderio (sano e malsano). Siamo stati guariti per servire, come accaduto alla suocera di Pietro, siamo stati liberati da una visione demoniaca della vita e della fede, abbiamo scoperto che la sorgente della sua luce interiore è una preghiera intima e feconda col Padre. Ora siamo in grado di farcela da soli, di imitarlo, di diventare suoi discepoli. Il Maestro ha un’altra urgenza, deve portare la buona notizia del regno ad altre città, in altri luoghi, in altri cuori. Non possiamo trattenerlo, non scherziamo. Possiamo però seguirlo per diventare anche noi dei guaritori, per diventare anche noi degli annunciatori. E sentire l’urgenza, la necessità di dire di Dio.(P. Curtaz)

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi 3,1-9

Io, fratelli, sinora non ho potuto parlare a voi come a esseri spirituali, ma carnali, come a neonati in Cristo. Vi ho dato da bere latte, non cibo solido, perché non ne eravate ancora capaci. E neanche ora lo siete, perché siete ancora carnali. Dal momento che vi sono tra voi invidia e discordia, non siete forse carnali e non vi comportate in maniera umana?
Quando uno dice: «Io sono di Paolo», e un altro: «Io sono di Apollo», non vi dimostrate semplicemente uomini? Ma che cosa è mai Apollo? Che cosa è Paolo? Servitori, attraverso i quali siete venuti alla fede, e ciascuno come il Signore gli ha concesso.
Io ho piantato, Apollo ha irrigato, ma era Dio che faceva crescere. Sicché, né chi pianta né chi irriga vale qualcosa, ma solo Dio, che fa crescere. Chi pianta e chi irriga sono una medesima cosa: ciascuno riceverà la propria ricompensa secondo il proprio lavoro. Siamo infatti collaboratori di Dio, e voi siete campo di Dio, edificio di Dio.

Dal Vangelo secondo Luca 4,38-44

In quel tempo, Gesù, uscito dalla sinagoga, entrò nella casa di Simone. La suocera di Simone era in preda a una grande febbre e lo pregarono per lei. Si chinò su di lei, comandò alla febbre e la febbre la lasciò. E subito si alzò in piedi e li serviva.
Al calar del sole, tutti quelli che avevano infermi affetti da varie malattie li condussero a lui. Ed egli, imponendo su ciascuno le mani, li guariva. Da molti uscivano anche demòni, gridando: «Tu sei il Figlio di Dio!». Ma egli li minacciava e non li lasciava parlare, perché sapevano che era lui il Cristo.
Sul far del giorno uscì e si recò in un luogo deserto. Ma le f***e lo cercavano, lo raggiunsero e tentarono di trattenerlo perché non se ne andasse via. Egli però disse loro: «È necessario che io annunci la buona notizia del regno di Dio anche alle altre città; per questo sono stato mandato».
E andava predicando nelle sinagoghe della Giudea.

XXII DOMENICA DEL Tempo Ordinario. Commento al VangeloMt 16, 21-27 • Se qualcuno vuole ve**re dietro a me, rinneghi se s...
29/08/2026

XXII DOMENICA DEL Tempo Ordinario.

Commento al Vangelo

Mt 16, 21-27 •
Se qualcuno vuole ve**re dietro a me, rinneghi se stesso.
Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù cominciò a spiegare ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani, dei capi dei sacerdoti e degli scribi, e ve**re ucciso e risorgere il terzo giorno.
Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo dicendo: «Dio non voglia, Signore; questo non ti accadrà mai». Ma egli, voltandosi, disse a Pietro: «Va’ dietro a me, Satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!».
Allora Gesù disse ai suoi discepoli: «Se qualcuno vuole ve**re dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà.
Infatti quale vantaggio avrà un uomo se guadagnerà il mondo intero, ma perderà la propria vita? O che cosa un uomo potrà dare in cambio della propria vita?
Perché il Figlio dell’uomo sta per ve**re nella gloria del Padre suo, con i suoi angeli, e allora renderà a ciascuno secondo le sue azioni».
Parola del Signore

Commento al Vangelo

San Cirillo di Alessandria
Libro V (PG 68, 391-395)
«Se qualcuno vuol ve**re dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua».
È come se dicesse: chi desidera essere mio discepolo percorra con coraggio la stessa via di sofferenza che ho percorso io, cammini realmente sul mio stesso sentiero e lo ami. Costui troverà riposo nella mia compagnia e godrà della mia intimità. È proprio questo che Gesù chiedeva al Padre per noi quando pregava: «Padre, voglio che quelli che mi hai dato siano anch'essi con me dove sono io».
Siamo con Cristo anche in un altro modo: quando, pur vivendo ancora sulla terra, non viviamo secondo la carne, ma secondo lo Spirito, facendo della sua volontà la nostra dimora e il nostro riposo.
Nel libro dei Numeri troviamo una figura di questa realtà. Quando nel deserto fu eretta la Tenda del convegno, la nube copriva il santuario; Dio comandò ai figli d'Israele di mettersi in cammino o di accamparsi seguendo il movimento della nube, osservando fedelmente i tempi stabiliti per la partenza. In questo modo metteva in guardia coloro che erano tentati dalla negligenza, mostrando quanto fosse pericoloso trasgredire tali disposizioni.
Cerchiamo ora di cogliere il significato spirituale di questa figura. Quando fu innalzato e apparve sulla terra il vero santuario, cioè la Chiesa, essa venne avvolta dalla gloria di Cristo. A mio giudizio, questo è precisamente il significato del fatto che l'antico santuario fosse ricoperto dalla nube.
Cristo ha infatti riempito la Chiesa della sua gloria, con questa differenza: per coloro che vivono ancora nell'ignoranza e nell'errore, immersi nelle tenebre della notte, questa gloria risplende come fuoco, irradiando la luce della conoscenza spirituale; invece, per coloro che sono già stati illuminati e nei cui cuori è sorta l'aurora dello Spirito, essa diventa nube che protegge, offre ombra benefica e li irrora della rugiada spirituale, cioè delle consolazioni soprannaturali dello Spirito Santo.
Per questo la nube si manifestava come fuoco durante la notte e come nube durante il giorno. Coloro che erano ancora come bambini avevano bisogno di essere istruiti e illuminati per giungere alla conoscenza di Dio; altri, invece, già maturi e illuminati dalla fede, avevano bisogno di sostegno e di aiuto per sopportare con coraggio l'arsura della vita presente e il peso della giornata, poiché: «Tutti quelli che vogliono vivere piamente in Cristo Gesù saranno perseguitati». Infine, quando la nube si alzava, anche il santuario riprendeva il cammino, e con esso si mettevano in marcia i figli d'Israele. Così la Chiesa segue Cristo dovunque Egli vada, e la santa moltitudine dei credenti non si allontana mai da Colui che la chiama alla
salvezza.

*LA GRANDE DOMANDA*XXI domenica TO_Mt 16,13-20_Verso la fine dell’estate, ogni anno ritorna questa domanda di Gesù. Ogni...
21/08/2026

*LA GRANDE DOMANDA*
XXI domenica TO
_Mt 16,13-20_

Verso la fine dell’estate, ogni anno ritorna questa domanda di Gesù. Ogni anno con un evangelista diverso: Ma voi, chi dite che io sia?
Siamo nel Nord della Palestina, nel punto più lontano da Gerusalemme, in zona pagana. Qui Gesù interroga i suoi, quasi per un sondaggio: la gente, chi dice che io sia? Rabbi, sei uno che allarga i cuori, uno innamorato di Dio, un profeta.
Dopo due anni e mezzo passati con lui, per i discepoli il cerchio si stringe: ma voi, voi dalle barche abbandonate, voi che camminate con me da anni e che ho scelto a uno a uno, chi sono io per voi?
Mi guardo dentro. Chi è per me? Uno che inquieta, uno che non mi lascia in pace; la mia gioia, il mio rimorso; uno che è ‘impossibile amare impunemente’ (Turoldo), senza sentire una stretta nelle viscere. Gesù non cerca definizioni, ma relazioni; cerca un rapporto vivo: cosa ti è successo quando mi hai incontrato? Cosa è cambiato in te? Quanto conto per te? Che posto ho nella tua vita? Sono doman

13/08/2026
TRA ONDE E ABISSI OSCILLANDO9 agosto 26 - XIX domenica  Mt 14,22-33Gesù dapprima assente, poi come un fantasma, poi voce...
06/08/2026

TRA ONDE E ABISSI OSCILLANDO

9 agosto 26 - XIX domenica

Mt 14,22-33

Gesù dapprima assente, poi come un fantasma, poi voce e infine mano salda che ti afferra. Un crescendo nell’esperienza di Dio dentro una liturgia di onde, di vento, di buio, di miracoli appena raggiunti e subito rimossi. Perché i miracoli non bastano mai.

Si è appena concluso il segno festoso dei pani e dei pesci e Gesù, scrive Matteo, costrinse i suoi a salire sulla barca. Costrinse: il maestro è brusco quando c’è aria di trionfi, non è quella la scuola che vuole per i suoi, e allora li costringe ad andare via. Invece non ha mai fretta quando c’è da curare, da sfamare, da ascoltare. Gesù resta sulla riva, passa e saluta tutti e poi, profumato di abbracci e di gioia, si reca sul monte a pregare, lungo una notte intera.
A questo punto il Vangelo racconta una storia di miracoli che falliscono. Il nostro posto non è nei grandi risultati, ma in una barca in mare aperto, dove prima o poi verranno acque agitate e vento contrario.

Sul finire della notte entra in scena Pietro, con la sua tipica irruenza: Se sei figlio di Dio, comandami di ve**re verso te camminando sulle acque. Verso di te, bellissima richiesta. Camminando sulle acque, richiesta infantile che cerca un prodigio sterile, fine a se stesso.
Pietro, uomo di grande coraggio e grandi paure, scende e comincia a camminare sulle acque. Ma proprio mentre vede, sente e tocca il miracolo, comincia a dubitare e ad affondare.
Perché hai dubitato?
Il rude pescatore si rivela uomo di poca fede non perché dubita del miracolo, ma proprio perché lo cerca! I miracoli stupiscono, ma non convertono. Mai. Lo mostra Pietro stesso: fa passi di miracolo sulle onde e nel vento, eppure proprio nel momento in cui sperimenta il prodigio, la sua fede va in crisi: Signore affondo!

Quando Pietro guarda al Signore può camminare sul mare. Quando invece guarda al vento che è forte, alle difficoltà, alle onde, alle crisi, alle paure, entra nel dubbio.
Così accade sempre. Se noi guardiamo al Signore e alla sua Parola, se abbiamo occhi che puntano in alto, se mettiamo in cuore progetti buoni, noi avanziamo. Se guardiamo alle difficoltà, se teniamo gli occhi bassi, fissi sulle macerie e i fallimenti di ieri, iniziamo la discesa nel buio.
Pietro, dentro il miracolo, dubita: Signore affondo; ma dentro il dubbio, crede: Signore, salvami! Ringrazio Pietro per questo suo intrecciare fede e dubbio; per questo suo oscillare fra miracoli e abissi, dubbio e fede, indivisibili. A contendersi in vicenda perenne il cuore umano. Ma è proprio là che il Signore ci raggiunge. Non attende, non pretende che abbiamo una fede grande, verrà dentro la nostra paura a salvarci da tutti i naufragi, se appena gli tendiamo la mano.
E la piccola barca di canne avanzerà verso la fine della notte, dove la paura diventa carezza e dove il grido diventa abbraccio tra l’uomo e il suo Dio.

CON OCCHI DI MATTINOXVI domenica - 19 luglio 26Mt 13,24-43  Una parabola che davvero può cambiarci il volto di Dio e far...
17/07/2026

CON OCCHI DI MATTINO

XVI domenica - 19 luglio 26

Mt 13,24-43

Una parabola che davvero può cambiarci il volto di Dio e farci sentire abbracciati anziché giudicati, passando da occhi d’ombra a occhi di mattino.
Anch’io sono uscito da un’ aula di tribunale e mi sono felicemente perso in un campo di grano.

La parabola racconta che il nostro cuore è una zolla di terra contesa da due avversari, invasa da buon grano ed erbe cattive. E racconta due sguardi: quello dei servi che si posa sul male e quello del padrone del campo che vede solo il buon grano.
Vuoi che andiamo a sradicare la zizzania? La risposta del signore del campo è perentoria: No! Rischiate di strappare via il grano! Ed aggiunge: abbi pazienza, non avere fretta perché rischi di sradicare anche i germogli buoni.
Dio ha gli occhi del mattino, occhi nuovi che vedono lontano. Non gli interessa un campo perfetto, ma salvare ogni spiga, ogni piccola profezia di buono. E ci propone di fare come lui: Per vincere il buio accende ogni giorno il suo mattino, per vincere l’inverno invia la primavera, per far fiorire la steppa fa volare nell’aria milioni di semi. Perché il nostro spirito è capace di cose grandi solo se ha grandi passioni, e non grandi reazioni immediate.

E mi assicura: tu non sei i tuoi difetti, ma le tue maturazioni; non coincidi con la zizzania, ma con le tue potenzialità di bene. Dio ha lo sguardo del mattino.

Il germoglio è silenzio, non fa clamore, non è ancora una meraviglia se non per chi ha occhi come Lui, e il male di una vita non revoca il bene compiuto, al contrario è il bene che revoca il male!

Il bene possibile domani, la spiga di domani è molto più importante del male contorto di oggi!

Il lavoro della nostra vita è solo questo: far maturare il buon grano di cui nessuno è privo, venerare la nostra parte luminosa perché viene da Dio! La parabola ci insegna a liberarci da falsi esami di coscienza negativi, da occhi servili e non di creatore. Vera introspezione è leggere la vita con sguardo divino, quello che non cerca nel campo del cuore assenza di difetti, ma fecondità di frutti buoni. Non siamo al mondo per essere perfetti e senza spine, nessun campo lo è; ma per essere nella vita donatori di vita. Non siamo al mondo per essere immacolati, ma per essere incamminati; non perfetti ma fruttuosi.

Allora ama i tuoi semi di vita, coltiva con infinita pazienza ogni tuo germoglio buono, veglia su tutto ciò che nasce in te. Sii indulgente con tutte le creature, ma anche con te stesso. Non nutrire il tuo peccato di ieri, lascialo andare, perché se non vedi luce dentro di te, non la vedrai in nessuno.
Preoccupiamoci quindi di avere un amore grande per ogni seme di bontà, misericordia, accoglienza, libertà e tenerezza che Dio ci ha dato, e vedremo la zizzania perdere terreno e le tenebre ritirarsi. È questa la serena prospettiva di Dio.

Info
Blog S. Maria del Cengio
https://blog.smariadelcengio.it
YouTube - www.youtube.com/-t4n
Telegram - https://t.me/ronchi1

Litanie della Madonna del Monte CarmeloSignore, pietà. Signore, pietà.Gesù Cristo, pietà. Gesù Cristo, pietà.Signore, pi...
15/07/2026

Litanie della Madonna del Monte Carmelo

Signore, pietà. Signore, pietà.

Gesù Cristo, pietà. Gesù Cristo, pietà.

Signore, pietà. Signore, pietà.

Padre celeste, che sei Dio, abbi pietà di noi.

Figlio, Redentore del mondo, che sei Dio, abbi pietà di noi.

Spirito Santo, che sei Dio, abbi pietà di noi.

Santa Trinità, unico Dio, abbi pietà di noi.

Santa Maria, prega per noi.

Madonna del Monte Carmelo, Regina del Cielo, prega per noi peccatori.

Madonna del Monte Carmelo, vincitrice su Satana,

Madonna del Monte Carmelo, figlia obbedientissima,

Madonna del Monte Carmelo, vergine purissima,

Madonna del Monte Carmelo, sposa devotissima,

Madonna del Monte Carmelo, madre tenerissima,

Madonna del Monte Carmelo, modello perfetto di virtù,

Madonna del Monte Carmelo, ancora sicura di speranza,

Madonna del Monte Carmelo, rifugio nell'afflizione,

Madonna del Monte Carmelo, dispensatrice dei doni di Dio,

Madonna del Monte Carmelo, baluardo contro i nostri nemici,

Madonna del Monte Carmelo, nostro aiuto nel pericolo,

Madonna del Monte Carmelo, via che conduce a Gesù,

Madonna del Monte Carmelo, nostra luce nelle tenebre,

Madonna del Monte Carmelo, nostra consolazione nell'ora della morte,

Madonna del Monte Carmelo, avvocata dei peccatori più abbandonati,

Per coloro che sono induriti nel vizio,

veniamo a Te con fiducia, o Madonna del Monte Carmelo.

Per coloro che offendono il tuo Divin Figlio,

veniamo a Te con fiducia, o Madonna del Monte Carmelo. Per coloro che trascurano la preghiera,

veniamo a Te con fiducia, o Madonna del Monte Carmelo.

Per coloro che sono nell'agonia finale,

veniamo a Te con fiducia, o Madonna del Monte Carmelo.

Per coloro che rimandano la loro conversione,

veniamo a Te con fiducia, o Madonna del Monte Carmelo.

Per coloro che soffrono in Purgatorio,

veniamo a Te con fiducia, o Madonna del Monte Carmelo. Per coloro che non Ti conoscono,

veniamo a Te con fiducia, o Madonna del Monte Carmelo.

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, perdonaci, o Signore.

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, ascoltaci, o Signore.

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, abbi pietà di noi.

Madonna del Monte Carmelo, speranza di chi è senza speranza, intercedi per noi presso il tuo Divin Figlio.

Madonna del Carmelo, gloriosa Regina degli Angeli, canale della più tenera misericordia di Dio verso l'umanità, rifugio e avvocata dei peccatori, mi prostro davanti a Te con fiducia, supplicandoTi di ottenermi...

In cambio, prometto solennemente di rivolgermi a Te in tutte le mie prove, sofferenze e tentazioni, e farò tutto ciò che è in mio potere per incoraggiare gli altri ad amarTi, venerarTi e invocarTi in ogni loro necessità. Ti ringrazio per le innumerevoli grazie che ho ricevuto grazie alla Tua misericordia e alla Tua potente intercessione. Continua a essere la mia difesa nel pericolo, la mia guida nella vita e la mia consolazione nell'ora della morte. Amen.

Madonna del Carmelo, avvocata dei peccatori più abbandonati, prega per l'anima del peccatore più abbandonato dell'universo (o per l'anima di...). Allora gli Angeli del Cielo gioiranno e l'inferno sarà privato della sua preda.

Vengo a Te con fiducia, o Madonna del Carmelo. Amen.

08/07/2026

«Strada facendo, predicate, dicendo che il Regno dei cieli è vicino.» (Mt 10,1-7)

Quante volte pensiamo al Regno dei Cieli come a una realtà lontana, mentre Gesù ci annuncia una verità sorprendente: il Regno è vicino. Desidera abitare il nostro cuore già oggi.
Quando scegliamo il perdono invece del rancore, la fiducia invece della paura, l'amore invece dell'egoismo, il Cielo comincia a farsi spazio nella nostra vita. Il Signore non vuole donarci il Paradiso soltanto un giorno: desidera farci sperimentare fin da ora la gioia del suo Amore.
Spesso siamo troppo distratti per accorgercene, quindi fermiamoci qualche istante. Lasciamoci raggiungere dalla sua presenza e scopriremo che il Regno è molto più vicino di quanto immaginiamo.
• Vivo le mie giornate nella consapevolezza della presenza di Dio?
• Quali distrazioni mi impediscono di accorgermi delle meraviglie che il Signore compie nella mia vita?
• In che modo posso testimoniare oggi che il Regno dei Cieli è davvero vicino?

Oggi mi fermerò più volte durante la giornata per richiamare alla mente la presenza di Dio e ripeterò nel cuore: "Venga il tuo Regno, Signore, nella mia vita."
👇 Fermati, medita il Vangelo e scrivi qui sotto ciò che suscita nel tuo cuore.

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