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Solennità della Santissima TrinitàTrinità, immensa maestà …Dio, comunità d’amore. Modello di ogni relazione. Ed uno di q...
31/05/2026

Solennità della Santissima Trinità
Trinità, immensa maestà …
Dio, comunità d’amore. Modello di ogni relazione. Ed uno di quei Tre è un uomo come noi ... Padre, Figlio e Spirito Santo. Il segno della croce ce lo ricorda ogni momento, dalla nascita alla morte. Quando siamo entrati nel mondo, qualcuno ci ha segnato in fronte dicendo: ‘Io ti battezzo, nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo’. Ed uscendo da questo mondo, potrebbe accadere – cosa oggi molto improbabile! - che qualcuno ci dica: ‘Parti anima cristiana da questo mondo, nel nome di Dio Padre che ti ha creato, nel nome di Dio Figlio che ti ha redento, nel nome di Dio Spirito Santo che ti ha santificata’.

Dio. Tre persone distinte, un’unica natura divina. In Dio, dunque, non c’è solitudine ma relazione. Del resto, non può essere altrimenti. Se Dio è amore, egli non può essere un solitario. Non può non avere un altro da amare. L’amore, infatti, può esistere solo nella relazione con altri. Tuttavia, ogni persona divina possiede una sua specifica identità, pur rimanendo profondamente unita alle altre due. Il Padre non è il Figlio ed il Figlio non è il Padre. Un Dio Creatore (il Padre), un Dio Redentore (il Figlio), un Dio Santificatore (lo Spirito). Ciascuno partecipa alle operazioni dell’altro. Il Figlio crea col Padre; il Padre soffre l’esperienza terrena e la passione del Figlio; lo Spirito partecipa all’opera del Padre, tenendo in vita l’universo, fisico e spirituale, ed interviene nell’opera del Figlio attuando, nel tempo, la salvezza.
Ma, perché Dio è trinitario? E non semplicemente ‘unico’, come credevano gli Ebrei e come affermano ancora oggi gli Islamici? I Padri della Chiesa spiegano che il Padre, contemplando se stesso, ha individuato la sua essenza più intima, amandosi infinitamente. Ecco il Figlio, l’oggetto eterno dell’amore del Padre. Del resto, in quanto Dio non può amare altro che se stesso. Se, infatti, amasse qualcosa fuori di sé, egli rivelerebbe una mancanza, una imperfezione, impossibile in Dio. Per cui, anche quando ama il mondo e noi, Dio non ama altro che se stesso. L’eterno amore che collega il Padre ed il Figlio, da sempre e per sempre, cioè senza inizio e senza fine, determina sia la generazione reciproca dei Due, sia la generazione della Terza Persona, lo Spirito Santo, il quale rappresenta la personificazione della relazione fra Padre e Figlio.

Ed ecco la Trinità. Un eterno Amante (il Padre), un eterno Amato (il Figlio), l’eterno Amore che li genera e li lega (lo Spirito Santo). La relazione trinitaria può essere paragonata ad un incessante inno di ammirazione, lode, amore, fra tre persone divine, di cui ciascuna possiede la medesima divinità in modo diverso. È come se l’un l’altro si ripetessero all’infinito: ‘Ti amo, sei bello, sei grande, sei unico’. E cosa fa di diverso la Chiesa, sparsa per tutto il globo, nel sacrificio perfetto della Messa? C’è un uomo, in abiti sacerdotali, insieme ad un’assemblea di credenti attorno ad un altare, che ripetono, con gli angeli e i santi del cielo, le anime purganti e la moltitudine dei viventi nel pianeta: ‘Ti amo, sei bello, sei grande, sei unico’.
Dio Padre è il Pensiero ideatore. Dio Figlio è la Parola, il Verbo, che rivela il pensiero del Padre. Dio Spirito Santo è l’Azione sempre in opera, che crea l’universo, lo mantiene in esistenza e lo rinnova costantemente. E c’è da notare una cosa fondamentale. Una persona della Trinità, il Figlio, è uno di noi. È uomo, come noi. E lui che ascendendo al Cielo, ha portato sul trono stesso di Dio, il nostro corpo umano, glorificandoci nel modo più eccelso. In tal modo, anche noi, con l’Ascensione siamo entrati a far parte della Triade Divina. Siamo stati come risucchiati nel suo circuito d’amore.
Gli Ebrei pensavano che Dio fosse uno solo. Sbagliavano perché Dio è in tre persone. E, nello stesso tempo, vedevano giusto perché Dio, pur essendo in tre persone, è uno solo. Tuttavia, anche nell’Antico Testamento, vi sono accenni alla Trinità: si pensi a Dio che crea l’universo usando il noi: “Facciamo”. Oppure, all’apparizione dei tre misteriosi personaggi ad Abramo, presso le Querce di Mamre (Genesi 18). Sono tre uomini ma parlano come se fossero uno solo. Tuttavia, per la piena rivelazione del mistero trinitario, bisogna attendere Gesù. Egli vive sottomesso al Padre, considerandosi a lui inferiore, come Seconda Persona derivante dal Padre e come creatura umana: “Il Padre è più grande di me”. Gesù vive continuamente sotto l’occhio del Padre, adeguandosi totalmente alla sua volontà. Pur essendo Dio, egli si rivolge al Padre, quasi chiedendo il permesso, prima di compiere un miracolo. Eppure, Gesù è consapevole di essere una cosa sola col Padre: “Chi vede me, vede il Padre” (Gv 14, 8 ss); “Io e il Padre siamo una cosa sola” (Gv 10,30).

Forse non ci abbiamo mai pensato. La Trinità è il modello perfetto di ogni relazione fra gli uomini. In essa, è contenuta sia l’eguaglianza dei tre componenti, la loro pari dignità, sia la sottomissione, dovuta alla differenza delle persone. Se prendessimo come modello la Trinità, noi risolveremmo ogni problema sociale. Ci sentiremmo, ad un tempo, tutti uguali nella dignità di persone umane ma diversi per indole e funzione esercitata. Un po’ come avviene nella famiglia. In essa, tutti sono uguali in dignità, ma, nello stesso tempo, ognuno riveste un ruolo specifico.
Luciano Verdone

L'IMMAGINE CHE VEDETE ...
Nella foto. La famosa icona della Trinità del monaco russo Andrej Rublev (1400) che costituisce la più celebre rappresentazione della Trinità.
In essa, le tre Persone divine hanno le sembianze di tre angeli molto somiglianti fra loro. Tutti e tre indossano una veste di colore azzurro, segno della natura divina che le accomuna.
Si pensa che il Padre sia l’angelo di sinistra, l’unico che ha il capo eretto, mentre il Figlio è l’angelo al centro e lo Spirito Santo quello di destra. Infatti, sia il Figlio che lo Spirito, con il loro capo inclinato verso sinistra, proclamano che il Padre è la fonte e l’origine di tutta la Trinità. Eppure, il Padre è lì, a sinistra e non al centro, in un eterno dono di sé. Al centro è invece il Figlio, colui che ha detto sì, pagando con la carne e la croce.
Anche le immagini simboliche alle spalle dei tre Personaggi definiscono la loro identità. Alle spalle del Padre c'è la casa, in quanto è lui che crea l'universo. Alle spalle del Figlio c'è l'albero, perché il Verbo, incarnandosi, si assoggetta al divenire che accomuna tutte le creature. Alle spalle dello Spirito Santo c'è la montagna, simbolo dell'elevazione spirituale e dell'incontro con Dio.

31 maggio - TRINITA’: OLTRE LA PIETRAGv 3,16-18Nella festa della Trinità, il racconto di Dio diventa racconto dell’uomo....
28/05/2026

31 maggio - TRINITA’: OLTRE LA PIETRA

Gv 3,16-18

Nella festa della Trinità, il racconto di Dio diventa racconto dell’uomo. Il dogma della Trinità dice che vivere è convivere, come in cielo così in terra.
Il primo male ricordato dalla Bibbia non è il peccato dell’albero proibito, è Dio stesso a dichiararlo: Non è bene che l’uomo sia solo. È male che Adamo sia solo, il primo male assoluto è la solitudine. Neanche Dio può stare solo, è Trinità, legame d’amore, nodo di comunione.

Nella prima lettura Mosè sale sul monte con due tavole di pietra. Pensa di incidervi sopra la legge, qualcosa di definitivo e senza appello. E invece Dio fa tutt’altro, va più lontano e passa davanti a Mosè.

Passa: non lo chiuderai in parole di pietra; passa e proclama cinque nomi, uno più bello dell’altro: misericordioso e pietoso, lento all’ira, ricco di grazia, ricco di fedeltà.

Proclama la prima di tutte le rivelazioni, misericordia e tenerezza, le proclama passando come un vento che accarezza Mosè con le sue tavole rimaste vuote. Come si fa a scrivere compassione e bontà su tavole di pietra? E allora Mosè capisce e chiede non una legge di pietra ma semplicemente: che il Signore cammini in mezzo a noi. A noi: che se ne fa Mosè di un Dio tutto per sé?
Al termine di una giornata puoi anche non aver mai pensato a Dio, mai pronunciato il suo nome. Ma se hai donato bontà, se hai dato un aiuto disinteressato, se hai lavorato per la giustizia e la pace, anche senza saperlo tu hai fatto la più bella professione di fede nella Trinità.

Nel Vangelo Gesù dialoga con Nicodemo, l’uomo delle paure, che è andato da lui di nascosto, di notte.
E Gesù gli parla d’amore.

Nel Vangelo il verbo amare si traduce sempre con un altro verbo concreto, pratico, forte, il verbo dare. Amare non è un fatto sentimentale, non equivale a emozionarsi ma a dare, un verbo di mani e di gesti.
Dio non ha mandato il Figlio per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato. Salvato da che cosa? Dall’unico grande peccato: che è il disamore. Quello che spiega tutta la storia di Gesù non è il peccato dell’uomo ma l’amore per l’uomo; non qualcosa da togliere via dalla nostra vita, ma qualcosa da aggiungere: perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia più vita.
Dio ha tanto amato il mondo, leggiamo, quindi non ha amato soltanto gli uomini; ma il mondo intero, la terra, le messi, e piante e animali.
E se lui lo ha amato, lo farò anch’io: voglio custodirlo e coltivarlo, con tutta la sua ricchezza e bellezza, e lavorare perché la vita fiorisca in tutte le sue forme, e racconti Dio e sia frammento della sua Parola.

Davanti alla Trinità io mi sento piccolo ma abbracciato come un bambino: abbracciato dentro un vento in cui naviga l’intero creato e che ha fatto
P.Ermes Ronchi

22/05/2026

L'intervista del nostro direttore Luigi Garofalo a Radio Vaticana per commentare la prima enciclica di Papa Leone XIV dal titolo Magnifica Humanitas, dedicat...

21/05/2026

«Un cuore a cuore. Aperto a tutti».
Dietro un confessionale può nascondersi un argine contro disperazione e isolamento.
La riflessione di Padre Maurizio Patriciello: https://sl.famigliacristiana.it/FC/1c6507

ATTO DI CONSACRAZIONE ALLO SPIRITO SANTO O Santo Spirito Amore che procede dal Padre e dal Figlio Fonte inesauribile di ...
10/05/2026

ATTO DI CONSACRAZIONE ALLO SPIRITO SANTO

O Santo Spirito Amore che procede dal Padre e dal Figlio Fonte inesauribile di grazia e di vita a te desidero consacrare la mia persona, il mio passato, il mio presente, il mio futuro, i miei desideri, le mie scelte, le mie decisioni, i miei pensieri, i miei affetti, tutto quanto mi appartiene e tutto ciò che sono. Tutti coloro che incontro, che penso, che conosco, che amo e tutto ciò con cui la mia vita verrà a contatto: tutto sia beneficato dalla Potenza della tua Luce, del tuo Calore, della tua Pace. Tu sei Signore e dai la vita e senza la tua Forza nulla è senza colpa. O Spirito dell'Eterno Amore vieni nel mio cuore, rinnovalo e rendilo sempre più come il Cuore di Maria, affinché io possa diventare, ora e per sempre, Tempio e Tabernacolo della Tua Divina presenza. Amen

10 maggio   Giovanni 1,14🌟"E IL VERBO SI FECE CARNE "Il mistero dell’Incarnazione è il più grande abbassamento di Dio e,...
10/05/2026

10 maggio Giovanni 1,14
🌟"E IL VERBO SI FECE CARNE "
Il mistero dell’Incarnazione è il più grande abbassamento di Dio e, nello stesso tempo, la più alta dignità donata all’uomo. Il Verbo non si è fatto idea, pensiero o dottrina: si è fatto carne. Ha scelto la fragilità, il tempo, il limite, la povertà della condizione umana. Dio non ha evitato la nostra notte, ma l’ha abitata.
Maria custodisce nel suo grembo questo mistero silenzioso. Nel nascondimento di Nazareth, inizia una comunione così profonda tra Dio e l’uomo che nulla, ormai, potrà più separare totalmente la terra dal cielo. L’Incarnazione rivela che anche la nostra vita concreta, con le ferite, la fatica quotidiana, la solitudine interiore, i giorni oscuri, può diventare luogo della presenza divina.

Nel Vangelo di questa domenica (Gv 14,15-21), Gesù dice: “Non vi lascerò orfani”. È una parola che tocca la radice dell’esistenza umana. L’uomo teme l’abbandono, porta dentro di sé una nostalgia di comunione che nessuna realtà terrena riesce a colmare del tutto. Cristo promette invece una presenza che rimane: lo Spirito Consolatore abiterà nel cuore di chi ama.

San Benedetto conosce bene questa inquietudine del cuore umano. Per questo la Regola si apre con parole essenziali: “Ascolta, o figlio, gli insegnamenti del maestro e tendi l’orecchio del tuo cuore” (Prologo). Prima di ogni opera esteriore, occorre ritornare interiormente a Dio. Il monaco è un uomo che impara lentamente a rimanere alla presenza del Signore.
Benedetto chiede anche di “custodire ogni giorno davanti agli occhi la memoria di Dio” (RB 4). È una lotta spirituale contro la dispersione interiore. L’uomo infatti rischia di vivere superficialmente, lontano dal proprio centro profondo. Ma il Verbo si è fatto carne proprio per ricondurre l’uomo dentro una comunione viva con Dio.
Nel monastero, come nel cuore di Maria, tutto diventa spazio abitato dalla presenza divina: il silenzio, il lavoro, l’attesa, perfino la fatica e la prova. L’Incarnazione ci rivela che Dio non salva l’uomo dall’esterno, ma entrando nella sua stessa vita.
E san Benedetto ricorda ancora: “Non disperare mai della misericordia di Dio” (RB 4). Perché Cristo, facendosi carne, ha preso dimora anche nelle nostre ferite più nascoste.🌟

L’Incarnazione allora non è soltanto un evento da contemplare, ma una verità da vivere interiormente. Dio continua a cercare carne in cui dimorare: un cuore disponibile, umile, riconciliato. Maria insegna che l’anima diventa dimora di Dio quando accetta di accoglierlo nel silenzio e nella fede, senza difese né pretese.
E forse la sofferenza più profonda dell’uomo nasce proprio da questo: vivere lontano dalla propria dimora interiore, esiliato da se stesso e da Dio. Cristo invece viene ad abitare ciò che in noi è smarrito, perché nessuna povertà umana resti senza speranza.

Maria, dimora del Verbo incarnato, insegnaci ad accogliere Cristo nella povertà della nostra vita. Fa’ che non viviamo come orfani smarriti, ma come figli custoditi dall’amore del Padre. Donaci un cuore silenzioso e vigilante, capace di riconoscere la presenza di Dio nel quotidiano. Amen.🌟
Ci protegga Santa Maria e ci guidi benigna nel cammino della vita. 🙏

Bernardino di Betto Betti, detto Pinturicchio (Perugia, 1452 ca. – Siena, 1513), 'Madonna col Bambino', affresco e oro, ...
06/05/2026

Bernardino di Betto Betti, detto Pinturicchio (Perugia, 1452 ca. – Siena, 1513), 'Madonna col Bambino', affresco e oro, 1501 ca., Collegiata di Santa Maria Maggiore, Spello (PG), Umbria. L'infante Gesù ha la mano destra benedice mentre, con la sinistra, stringe il velum della Madre. (M. Laraia)

NOVENA A NOSTRA SIGNORA DI LOURDES ❤️PRIMO GIORNOPreghieraO consolatrice degli afflitti, Immacolata Maria, che mossa da ...
02/02/2026

NOVENA A NOSTRA SIGNORA DI LOURDES ❤️

PRIMO GIORNO

Preghiera

O consolatrice degli afflitti, Immacolata Maria, che mossa da materna ca**tà, vi manifestaste nella grotta di Lourdes e ricolmaste di celesti favori Bernardette, e oggi ancora guarite le piaghe dell'anima e del corpo a quanti ivi con fiducia a Voi ricorrono, ravvivate in me la fede,
e fate che, vinto ogni rispetto umano, mi mostri in tutte le circostanze, vero seguace di Gesù Cristo.


Ave Maria...

Nostra Signora di Lourdes, prega per noi.



Orazione

O Vergine Immacolata, Madre nostra, che vi siete degnata di manifestarvi ad una sconosciuta fanciulla, fate che noi viviamo nell'umiltà e nella semplicità dei figli di Dio,
per aver parte alle vostre celesti comunicazioni. Accordateci di saper fare penitenza per i nostri sbagli passati, fateci vivere con un grande orrore del peccato, e sempre più uniti alle virtù cristiane, affinchè il vostro Cuore resti aperto sopra di noi e non cessi di versare le grazie, che fanno vivere quaggiù dell'amore divino e rendono sempre più degni dell'eterna corona. Così sia.



Litanie alla Madonna di Lourdes (facoltative)

Signore pietà, Signore pietà;

Cristo pietà, Cristo pietà;

Signore pietà, Signore pietà;



Nostra Signora di Lourdes, Vergine Immacolata prega per noi;

Nostra Signora di Lourdes, Madre del Divin Salvatore prega per noi;

Nostra Signora di Lourdes, che hai scelto come interprete una debole e povera fanciulla prega per noi;

Nostra Signora di Lourdes, che hai fatto sgorgare sulla terra una sorgente che dà conforto a tanti pellegrini prega per noi;

Nostra Signora di Lourdes, dispensatrice dei doni del Cielo prega per noi;

Nostra Signora di Lourdes, a cui Gesù nulla può rifiutare prega per noi;

Nostra Signora di Lourdes, che nessuno ha mai invocato invano prega per noi;

Nostra Signora di Lourdes, consolatrice degli afflitti prega per noi;

Nostra Signora di Lourdes, che guarisci da ogni malattia prega per noi;

Nostra Signora di Lourdes, speranza dei pellegrini prega per noi;

Nostra Signora di Lourdes, che preghi per i peccatori prega per noi;

Nostra Signora di Lourdes, che ci inviti alla penitenza prega per noi;

Nostra Signora di Lourdes, sostegno della santa Chiesa prega per noi;

Nostra Signora di Lourdes, avvocata delle anime del purgatorio prega per noi;

Nostra Signora di Lourdes, Vergine del Santo Rosario prega per noi;


Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo perdonaci Signore;

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo ascoltaci o Signore;

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo abbi pietà di noi;

Prega per noi, Nostra Signora di Lourdes

Affinché siamo fatti degni delle promesse di Cristo.



Preghiamo:

Signore Gesù, noi ti benediciamo e ti ringraziamo per tutte le grazie che, per mezzo della Madre tua a Lourdes, hai sparso sul tuo popolo in preghiera e sofferente.
Fa' che anche noi, per l'intercessione di Nostra Signora di Lourdes, possiamo aver parte di questi beni per meglio amarti e servirti! Amen.

Indirizzo

Caracas

Sito Web

https://t.me/vocedivinaGroup

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