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🔔IL VANGELO DI OGGI📖Dal Vangelo secondo MATTEO22,34-40In quel tempo, i farisei, avendo udito che Gesù aveva chiuso la bo...
25/10/2026

🔔IL VANGELO DI OGGI📖
Dal Vangelo secondo MATTEO
22,34-40

In quel tempo, i farisei, avendo udito che Gesù aveva chiuso la bocca ai sadducèi, si riunirono insieme e uno di loro, un dottore della Legge, lo interrogò per metterlo alla prova: «Maestro, nella Legge, qual è il grande comandamento?».
Gli rispose: «"Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente". Questo è il grande e primo comandamento. Il secondo poi è simile a quello: "Amerai il tuo prossimo come te stesso". Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti».

21/10/2026

Chiesa di San Pio di Castel del Piano PG

15/10/2026

15 Ottobre S Teresa d ' Avila

MEDITIAMO LE LETTURE DI OGGI - Giovedì 15 Ottobre 2026    PREGHIERA DEL MATTINO Signore, mio Dio, mentre incomincio ques...
15/10/2026

MEDITIAMO LE LETTURE DI OGGI - Giovedì 15 Ottobre 2026
PREGHIERA DEL MATTINO
Signore, mio Dio, mentre incomincio questa nuova giornata lodo la tua maestà e la tua bontà paterna. Ti ringrazio per la notte passata e ti consacro il giorno che viene. Aiutami a essere caritatevole verso tutti, per la tua gloria, per la salvezza della mia anima e per il bene degli uomini. Affido alla tue mani, o mio Dio, questo giorno della mia vita. INTRODUZIONE
Santa Teresa d'Avila
Santa Teresa è stata riconosciuta dottore della Chiesa perché nei suoi scritti ha saputo esprimere i segreti della vita spirituale e spiegarli agli altri, parlando veramente dall'abbondanza del cuore. E un piacere leggere i suoi scritti, per la spontaneità dello stile che li fa assomigliare non a dei trattati di teologia, ma ad una viva conversazione con una donna colma di Dio e che appunto racconta come ha incontrato Dio su tutte le sue strade, come ha lavorato con Dio per fondare ovunque carmeli che fossero centri di intensa vita spirituale.
Il passo della lettera ai Romani evoca la fecondità interiore della santa e capiamo che tutta la sua dottrina veniva proprio da un cuore formato dallo Spirito Santo. Ella stessa parla della forza delle sue aspirazioni spirituali, della loro profondità; si tratta veramente di gemiti, come dice san Paolo: "Lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza, intercede per noi con gemiti inesprimibili". "Salvàti nella speranza", noi gemiamo verso Dio.
Questa vita "spirituale" nel senso più forte del termine, unisce santa Teresa alle tre Persone divine, e lo si comprende meglio leggendo i versetti successivi a quelli riportati, che già parlano dello Spirito di Dio che prega in noi con gemiti inesprimibili. La nostra preghiera è in noi stessi l'attività di Dio, del suo Spirito, se è preghiera autentica, se è preghiera cristiana. Non sono parole di sapienza umana, non sono un'invenzione umana: è l'attività dello Spirito in noi, che cerca di penetrare il nostro essere, di trasformarlo per slanciarci in Dio, per approfondire in noi il desiderio di Dio, per dare uno slancio fortissimo verso il Padre. Questo grido dello Spirito in noi è espresso nel salmo di ingresso: "L'anima mia ha sete di Dio, del Dio vivente", anela a Dio, perché già abbiamo gustato la vita di Dio, perché siamo abitati da Dio. "E Dio che scruta i cuori sa quali sono i desideri dello Spirito": c'è una corrispondenza tra ciò che Dio vuole per noi e ciò che in noi lo Spirito realizza secondo la volontà di Dio.
Ora tutto questo continua la lettera di Paolo – è affinché diventiamo simili al Figlio, perché "quelli che egli da sempre ha conosciuto li ha anche predestinati ad essere conformi all'immagine del Figlio suo".
Lo Spirito ci è dato per mezzo del Figlio. È per la parola del Figlio che possiamo ricevere in noi lo Spirito; è per il sacrificio del Figlio che otteniamo in noi la vita di Dio, che è vita dello Spirito: l'acqua viva, simbolo dello Spirito Santo, è ormai unita al sangue uscito dal fianco di Cristo; è dunque attraverso Cristo che riceviamo lo Spirito che ci slancia verso il Padre, trasformandoci a immagine del Figlio.
E il nostro cuore diventa un cuore buono perché in esso vive la Trinità. Dice un passo del Vangelo che l'uomo buono estrae cose buone dal suo cuore. Noi non possiamo pretendere che il nostro cuore sia buono: è lo Spirito che venendo vi porta la vita di Dio e lo trasforma, in modo che possiamo estrarre dal suo tesoro cose buone per coloro che avviciniamo. E ciò che ha fatto Teresa d'Avila. Ha spalancato il suo cuore a tutta la forza della vita divina che veniva a lei da Cristo e dallo Spirito e che la lanciava verso Dio e da questo cuore colmo di Dio ha estratto tesori di vita spirituale per tutti quelli che le erano affidati e per le generazioni successive.
Domandiamo al Signore la stessa fiducia di santa Teresa e di aprire il nostro cuore all'azione dello Spirito Santo che ci viene da Gesù e ci conduce al Padre.
PRIMA LETTURA
In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo.
Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesini 1,1-10
Paolo, apostolo di Cristo Gesù per volontà di Dio, ai santi che sono a Èfeso credenti in Cristo Gesù: grazia a voi e pace da Dio, Padre nostro, e dal Signore Gesù Cristo. Benedetto Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli in Cristo. In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo per essere santi e immacolati di fronte a lui nella carità, predestinandoci a essere per lui figli adottivi mediante Gesù Cristo, secondo il disegno d'amore della sua volontà, a lode dello splendore della sua grazia, di cui ci ha gratificati nel Figlio amato. In lui, mediante il suo sangue, abbiamo la redenzione, il perdono delle colpe, secondo la ricchezza della sua grazia. Egli l'ha riversata in abbondanza su di noi con ogni sapienza e intelligenza, facendoci conoscere il mistero della sua volontà, secondo la benevolenza che in lui si era proposto per il governo della pienezza dei tempi: ricondurre al Cristo, unico capo, tutte le cose, quelle nei cieli e quelle sulla terra.Parola di Dio.
SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 97)
Il Signore ha rivelato la sua giustizia.
Cantate al Signore un canto nuovo,
perché ha compiuto meraviglie.
Gli ha dato vittoria la sua destra
e il suo braccio santo.

Il Signore ha fatto conoscere la sua salvezza,
agli occhi delle genti ha rivelato la sua giustizia.
Egli si è ricordato del suo amore,
della sua fedeltà alla casa d’Israele.

Tutti i confini della terra hanno veduto
la vittoria del nostro Dio.
Acclami il Signore tutta la terra,
gridate, esultate, cantate inni!

Cantate inni al Signore con la cetra,
con la cetra e al suono di strumenti a corde;
con le trombe e al suono del c***o
acclamate davanti al re, il Signore.
Alleluia, alleluia.
Io sono la via, la verità e la vita, dice il Signore.
Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me.
Alleluia.
VANGELO
Sarà chiesto conto del sangue di tutti i profeti: dal sangue di Abele fino al sangue di Zaccarìa.
+ Dal Vangelo secondo Luca 11,47-54
In quel tempo, il Signore disse: «Guai a voi, che costruite i sepolcri dei profeti, e i vostri padri li hanno uccisi. Così voi testimoniate e approvate le opere dei vostri padri: essi li uccisero e voi costruite. Per questo la sapienza di Dio ha detto: "Manderò loro profeti e apostoli ed essi li uccideranno e perseguiteranno", perché a questa generazione sia chiesto conto del sangue di tutti i profeti, versato fin dall'inizio del mondo: dal sangue di Abele fino al sangue di Zaccarìa, che fu ucciso tra l'altare e il santuario. Sì, io vi dico, ne sarà chiesto conto a questa generazione. Guai a voi, dottori della Legge, che avete portato via la chiave della conoscenza; voi non siete entrati, e a quelli che volevano entrare voi l'avete impedito». Quando fu uscito di là, gli scribi e i farisei cominciarono a trattarlo in modo ostile e a farlo parlare su molti argomenti, tendendogli insidie, per sorprenderlo in qualche parola uscita dalla sua stessa bocca.
Parola del Signore.
OMELIA
Il Vangelo riporta le due ultime invettive di Gesù, contro gli scribi. Costoro non contenti di imporre agli altri obblighi che essi non osservano, mantengono lo stesso atteggiamento di quelli che in tempi passati non ascoltarono i profeti e li uccisero. "Guai a voi che costruite i sepolcri dei profeti". Sarebbe un onore costruire sepolcri a persone da venerare, ma in Gesù c'è dell'ironia. Se i loro padri hanno ucciso i profeti per non convertirsi, ora loro invece di essere testimoni della sapienza di Dio, portano a consumazione il mistero di iniquità come i loro padri, soffocando la Parola ascoltata. "Per questo la sapienza di Dio ha detto: "Manderò loro profeti e apostoli e ne uccideranno e ne perseguiteranno". La sapienza di Dio da sempre sa di essere perseguitata e uccisa: è la sapienza della croce. "Guai a voi, dottori della legge che avete presa la chiave della scienza! Voi non siete entrati e l'avete impedito a quelli che volevano entrarvi". La chiave è la conoscenza di quel Dio che è misericordia in Gesù, che ora si manifesta loro. Essi non ci sono entrati, perché hanno e danno l'immagine di un Dio senza misericordia. Perciò: "Sarà domandato conto del sangue dei profeti". Questa espressione sottolinea come alla generazione di Gesù, verrà chiesto conto del sangue di tutti i giusti di tutti i tempi. Infatti il mistero del male si consuma nell'ora della sua passione. Questa è l'opera del Signore. "Padre perdona loro perché non sanno quello che fanno", voce che si fa voce nello Spirito di tutti i profeti, consegnati all'estrema testimonianza. Infatti la Divina Provvidenza dispose di non limitare la sua bontà al suo Figlio diletto, ma di espanderla per mezzo di lui a molte altre creature, perché lo adorassero e lo lodassero per l'eternità insieme a tutti i fratelli. Questa è la chiave che ci è stata riconsegnata. (Padri Silvestrini)
VIVERE LA PAROLA
Mantieni sempre allo stesso livello il tuo coraggio orientato al bene.
Non parliamo del coraggio a parole, che è facile!
Raccontare gesti straordinari, tutti raccontano …
Ma quello che ha valore è il coraggio della lotta contro i propri vizi, perché da lì sorgerà la vittoria
finale.
Sii costante e perseverante, cammina con rettitudine in avanti e verso l’alto e mantieni forte il tuo
coraggio nell’azione di ogni giorno in cerca dell’ideale.

Prega per noi Madonna del Rosario 🙏🌹🌹
06/10/2026

Prega per noi Madonna del Rosario 🙏🌹🌹

29 SETTEMBRE: SANTI ARCANGELI MICHELE, RAFFAELE E GABRIELE.SAN MICHELE ARCANGELO, SAN RAFFAELE ARCANGELO, SAN GABRIELE A...
29/09/2026

29 SETTEMBRE: SANTI ARCANGELI MICHELE, RAFFAELE E GABRIELE.
SAN MICHELE ARCANGELO, SAN RAFFAELE ARCANGELO, SAN GABRIELE ARCANGELO PREGATE PER NOI.

𝗔 𝗟𝗢𝗨𝗥𝗗𝗘𝗦, 𝗗𝗜𝗢 𝗖𝗜 𝗖𝗛𝗜𝗘𝗗𝗘 𝗗𝗜 𝗡𝗢𝗡 𝗙𝗨𝗚𝗚𝗜𝗥𝗘 𝗗𝗔𝗟𝗟𝗔 𝗡𝗢𝗦𝗧𝗥𝗔 𝗙𝗥𝗔𝗚𝗜𝗟𝗜𝗧𝗔̀’𝗦𝗮𝗻𝘁𝗮 𝗠𝗲𝘀𝘀𝗮 𝗰𝗲𝗹𝗲𝗯𝗿𝗮𝘁𝗮 𝗱𝗮 𝗣𝗮𝗽𝗮 𝗟𝗲𝗼𝗻𝗲 𝗫𝗜𝗩𝗣𝗿𝗮𝗶𝗿𝗶𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗦𝗮𝗻𝘁𝘂...
28/09/2026

𝗔 𝗟𝗢𝗨𝗥𝗗𝗘𝗦, 𝗗𝗜𝗢 𝗖𝗜 𝗖𝗛𝗜𝗘𝗗𝗘 𝗗𝗜 𝗡𝗢𝗡 𝗙𝗨𝗚𝗚𝗜𝗥𝗘 𝗗𝗔𝗟𝗟𝗔 𝗡𝗢𝗦𝗧𝗥𝗔 𝗙𝗥𝗔𝗚𝗜𝗟𝗜𝗧𝗔̀’

𝗦𝗮𝗻𝘁𝗮 𝗠𝗲𝘀𝘀𝗮 𝗰𝗲𝗹𝗲𝗯𝗿𝗮𝘁𝗮 𝗱𝗮 𝗣𝗮𝗽𝗮 𝗟𝗲𝗼𝗻𝗲 𝗫𝗜𝗩
𝗣𝗿𝗮𝗶𝗿𝗶𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗦𝗮𝗻𝘁𝘂𝗮𝗿𝗶𝗼 𝗱𝗶 𝗡𝗼𝘀𝘁𝗿𝗮 𝗦𝗶𝗴𝗻𝗼𝗿𝗮 𝗱𝗶 𝗟𝗼𝘂𝗿𝗱𝗲𝘀
𝗗𝗼𝗺𝗲𝗻𝗶𝗰𝗮 𝟮𝟳 𝘀𝗲𝘁𝘁𝗲𝗺𝗯𝗿𝗲 𝟮𝟬𝟮𝟲

«𝗤𝘂𝗶, 𝗻𝗲𝘀𝘀𝘂𝗻𝗮 𝗳𝗿𝗮𝗴𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮̀ 𝘃𝗶𝗲𝗻𝗲 𝗿𝗲𝘀𝗽𝗶𝗻𝘁𝗮.»

È da questa frase che possiamo comprendere il cuore della Santa Messa celebrata questa mattina da Papa Leone XIV a Lourdes, davanti a pellegrini arrivati dalla Francia e da tante parti del mondo.

Guardando quell'assemblea, il Papa ha parlato del volto universale della Chiesa: persone diverse, provenienti da luoghi diversi, riunite nella casa della Madre come una sola famiglia. Ognuno è arrivato portando con sé la propria storia, le proprie gioie, le proprie fatiche e quei pesi che spesso soltanto Dio conosce fino in fondo.

Ma il primo grande richiamo dell'omelia è stato quello alla 𝗰𝗼𝗻𝘃𝗲𝗿𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲.

Partendo dal Vangelo di questa domenica, Leone XIV ha ricordato le parole di Gesù: «non vi siete nemmeno pentiti». Dio non vuole la perdizione dei suoi figli. Vuole che l'uomo viva, che apra gli occhi, riconosca la strada che ha preso e torni a Lui.

Per questo la conversione non può essere rimandata.

«𝗘̀ 𝗼𝗴𝗴𝗶 – 𝗻𝗼𝗻 𝗱𝗼𝗺𝗮𝗻𝗶 – 𝗰𝗵𝗲 𝗯𝗶𝘀𝗼𝗴𝗻𝗮 𝗰𝗼𝗻𝘃𝗲𝗿𝘁𝗶𝗿𝘀𝗶; 𝗲̀ 𝗼𝗴𝗴𝗶 𝗶𝗹 𝗺𝗼𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗳𝗮𝘃𝗼𝗿𝗲𝘃𝗼𝗹𝗲, 𝗶𝗹 𝗴𝗶𝗼𝗿𝗻𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝘀𝗮𝗹𝘃𝗲𝘇𝘇𝗮.»

Convertirsi significa lasciare le vie dell'errore per tornare sulla Via della Vita, aprendo il cuore a quella gioia che non passa.

Ed è proprio parlando della vera felicità che il Papa ha ricordato una delle parole più profonde affidate dalla Vergine Maria a Santa Bernadette:

«𝗡𝗼𝗻 𝘁𝗶 𝗽𝗿𝗼𝗺𝗲𝘁𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲 𝗳𝗲𝗹𝗶𝗰𝗲 𝗶𝗻 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗼 𝗺𝗼𝗻𝗱𝗼, 𝗺𝗮 𝗻𝗲𝗹𝗹’𝗮𝗹𝘁𝗿𝗼.»

A Lourdes questa frase assume un significato particolare. Qui arrivano persone che chiedono una guarigione, che affidano a Maria una persona cara, che portano una malattia, una perdita, una preoccupazione o una ferita. Ma Lourdes non promette una vita senza sofferenza. Ricorda piuttosto che anche dentro la sofferenza la vita conserva un valore immenso e che davanti a Dio nessuna persona è dimenticata.

Per questo Leone XIV ha definito la Grotta di Massabielle «𝘂𝗻 𝘀𝗮𝗻𝘁𝘂𝗮𝗿𝗶𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝘀𝗽𝗲𝗿𝗮𝗻𝘇𝗮 𝗰𝗿𝗶𝘀𝘁𝗶𝗮𝗻𝗮».

E poi quelle parole rivolte a tutti coloro che portano nella propria vita la fragilità:

«𝗟𝗲 𝘃𝗼𝘀𝘁𝗿𝗲 𝘀𝘁𝗮𝗺𝗽𝗲𝗹𝗹𝗲, 𝗹𝗲 𝘃𝗼𝘀𝘁𝗿𝗲 𝘀𝗲𝗱𝗶𝗲 𝗮 𝗿𝗼𝘁𝗲𝗹𝗹𝗲, 𝗹𝗲 𝘃𝗼𝘀𝘁𝗿𝗲 𝗹𝗮𝗰𝗿𝗶𝗺𝗲 𝗻𝗮𝘀𝗰𝗼𝘀𝘁𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗼𝘀𝘁𝗮𝗰𝗼𝗹𝗶.»

Sono, invece, il luogo nel quale ogni persona può essere rispettata, accolta e raggiunta dall'amore infinito di Dio.

È un modo diverso di guardare alla fragilità. Quello che tante volte viene considerato soltanto un limite, a Lourdes viene accolto e custodito. La malattia, la vecchiaia, la sofferenza non cancellano la dignità della persona. La vita rimane un dono prezioso di Dio, chiamato a fiorire per l'eternità nell'amore del Padre.

Leone XIV ha poi ricordato che la vita eterna non è una promessa vaga. È una promessa che Cristo ci ha ottenuto con la sua morte sulla croce e la sua risurrezione e che viene realizzata in noi attraverso la grazia del Battesimo.

Dio, però, ci ha creati liberi. E proprio perché siamo liberi, possiamo dire il nostro «sì» a Cristo. Un sì che non basta pronunciare una volta sola, ma che siamo chiamati a rinnovare continuamente, fino all'ultimo respiro:

«𝗣𝗿𝗲𝗴𝗮 𝗽𝗲𝗿 𝗻𝗼𝗶 𝗽𝗲𝗰𝗰𝗮𝘁𝗼𝗿𝗶, 𝗮𝗱𝗲𝘀𝘀𝗼 𝗲 𝗻𝗲𝗹𝗹’𝗼𝗿𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗮 𝗺𝗼𝗿𝘁𝗲.»

A Lourdes, però, Maria non parla soltanto di consolazione. Chiede anche conversione:

«𝗣𝗲𝗻𝗶𝘁𝗲𝗻𝘇𝗮! 𝗣𝗲𝗻𝗶𝘁𝗲𝗻𝘇𝗮! 𝗣𝗲𝗻𝗶𝘁𝗲𝗻𝘇𝗮!»

Tre volte.

E il Papa ci ha ricordato che questa richiesta non riguarda soltanto la nostra vita personale. Riguarda anche il mondo nel quale viviamo. Di fronte ai conflitti che continuano a distruggere tante vite innocenti, non possiamo limitarci a guardare ciò che accade lontano da noi.

«𝗦𝗼𝗻𝗼 𝗾𝘂𝗶𝗻𝗱𝗶 𝗶 𝗰𝘂𝗼𝗿𝗶 𝗱𝗲𝗴𝗹𝗶 𝘂𝗼𝗺𝗶𝗻𝗶 𝗰𝗵𝗲 𝗯𝗶𝘀𝗼𝗴𝗻𝗮 𝗰𝗮𝗺𝗯𝗶𝗮𝗿𝗲, 𝗮 𝗰𝗼𝗺𝗶𝗻𝗰𝗶𝗮𝗿𝗲 𝗱𝗮𝗹 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗼.»

È una responsabilità che riguarda tutti.

La penitenza, ha spiegato Leone XIV, nasce dall'amore: amore verso Dio e amore verso i fratelli. E questo cammino di conversione coinvolge anche la Chiesa, che deve avere il coraggio di riconoscere le proprie ferite, le proprie infedeltà e i propri errori e mettersi umilmente sotto lo sguardo purificatore del Signore.

Ha ricordato così anche le parole di Sant'Agostino:

«𝗧𝗶 𝗱𝗶𝘀𝗽𝗶𝗮𝗰𝗰𝗶𝗮 𝘀𝗲𝗺𝗽𝗿𝗲 𝗰𝗶𝗼̀ 𝗰𝗵𝗲 𝘀𝗲𝗶, 𝘀𝗲 𝘃𝘂𝗼𝗶 𝗴𝘂𝗮𝗱𝗮𝗴𝗻𝗮𝗿𝗲 𝗰𝗶𝗼̀ 𝗰𝗵𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝘀𝗲𝗶.»

Poi il Papa ha rivolto una parola speciale ai malati di Lourdes, ricordando che possono vivere le proprie sofferenze unite alla passione di Cristo e offrirle per il bene della Chiesa e del mondo.

«𝗦𝗶𝗲𝘁𝗲 𝗱𝗮𝘃𝘃𝗲𝗿𝗼 𝗻𝗲𝗹 𝗰𝘂𝗼𝗿𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗖𝗵𝗶𝗲𝘀𝗮, 𝗲 𝗶𝗹 𝘃𝗼𝘀𝘁𝗿𝗼 𝗿𝘂𝗼𝗹𝗼 𝗲̀ 𝗶𝗻𝘀𝗼𝘀𝘁𝗶𝘁𝘂𝗶𝗯𝗶𝗹𝗲.»

E alla fine ha lasciato a tutti i pellegrini una consegna che sembra racchiudere il senso dell'intera celebrazione:

«𝗡𝗼𝗻 𝗿𝗶𝗽𝗮𝗿𝘁𝗶𝗿𝗲𝘁𝗲 𝗱𝗮 𝗟𝗼𝘂𝗿𝗱𝗲𝘀 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝘀𝗶𝗲𝘁𝗲 𝗮𝗿𝗿𝗶𝘃𝗮𝘁𝗶: 𝗿𝗶𝗽𝗮𝗿𝘁𝗶𝗿𝗲𝘁𝗲 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝗺𝗶𝘀𝘀𝗶𝗼𝗻𝗮𝗿𝗶 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝘀𝗽𝗲𝗿𝗮𝗻𝘇𝗮.»

Forse è proprio questo ciò che Lourdes chiede a chi arriva fin qui: non soltanto ricevere conforto, ma diventare capaci di portarlo agli altri. Tornare nelle nostre famiglie, nelle nostre parrocchie e nelle nostre città con uno sguardo più attento verso chi soffre, verso chi è solo, verso chi ha bisogno di una parola, di una presenza, di una preghiera.

Perché la speranza cristiana non significa pensare che nella nostra vita non arriveranno più le tempeste. Significa sapere che, quando arriveranno, 𝗻𝗼𝗻 𝘀𝗮𝗿𝗲𝗺𝗼 𝘀𝗼𝗹𝗶.

Maria continua a vegliare sul cammino dei suoi figli e continua a condurci verso Gesù.

Questa mattina, da Lourdes, Papa Leone XIV ci ha ricordato che la fragilità non toglie valore alla nostra vita, che la sofferenza può diventare preghiera, che la conversione è sempre possibile e che la speranza non è qualcosa da tenere soltanto per noi.

𝗗𝗮 𝗟𝗼𝘂𝗿𝗱𝗲𝘀 𝘀𝗶 𝗿𝗶𝗽𝗮𝗿𝘁𝗲 𝗰𝗼𝗻 𝘂𝗻𝗮 𝘀𝗽𝗲𝗿𝗮𝗻𝘇𝗮 𝗱𝗮 𝗰𝘂𝘀𝘁𝗼𝗱𝗶𝗿𝗲 𝗲 𝗱𝗮 𝗽𝗼𝗿𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗮𝗴𝗹𝗶 𝗮𝗹𝘁𝗿𝗶.

Nostra Signora di Lourdes, prega per noi.

L«Ma voi, chi dite che io sia?». Dovremmo lasciare che il Vangelo di oggi ci guardi negli occhi e ci rivolga personalmen...
25/09/2026

L«Ma voi, chi dite che io sia?». Dovremmo lasciare che il Vangelo di oggi ci guardi negli occhi e ci rivolga personalmente questa domanda. Gesù non domanda semplicemente che cosa pensi la gente di Lui. A un certo punto smette di parlare alla terza persona e interpella direttamente i suoi discepoli. È come se dicesse a ciascuno di noi: chi sono io per te?
Potremmo dare molte risposte. Gesù potrebbe essere un personaggio importante della nostra infanzia, legato all'educazione che abbiamo ricevuto. Potrebbe essere una sorta di antidolorifico spirituale da cercare quando la vita diventa troppo difficile. Potrebbe essere una storia consolante a cui aggrapparci quando non riusciamo a sopportare lo scandalo della sofferenza. Potrebbe essere un grande maestro morale, qualcuno che ci insegna a comportarci bene. Potrebbe diventare persino una specie di portafortuna religioso a cui rivolgerci perché le cose vadano come desideriamo. Gesù può essere ridotto a tutte queste cose e, nello stesso tempo, possiamo non aver ancora compreso veramente chi Egli sia. Pietro invece pronuncia una risposta completamente diversa: «Il Cristo di Dio».
Dire che Gesù è il Cristo significa riconoscere che non è semplicemente una parte della nostra vita, ma ciò che dà senso a tutta la nostra vita. Non è qualcuno da aggiungere alle altre cose che già abbiamo. È il punto a partire dal quale ogni cosa può trovare il proprio posto.
Forse la vera domanda della fede è precisamente questa: se togliessimo Cristo dalla nostra vita, cambierebbe davvero qualcosa?
Perché possiamo continuare ad avere valori, abitudini religiose, devozioni, ricordi, persino una certa idea di Dio, senza che Gesù sia realmente il fondamento della nostra esistenza.
Dire «Tu sei il Cristo» significa invece riconoscere: Tu sei il motivo per cui la mia vita vale la pena di essere vissuta. Tu sei Colui a partire dal quale posso comprendere chi sono, dove sto andando e che cosa vale veramente la pena scegliere. Tu sei ciò che può salvare la mia vita dal non senso. La risposta di Pietro, allora, non è semplicemente una risposta corretta a una domanda di catechismo. È una dichiarazione che coinvolge tutta l'esistenza.

Assisi Basilica di Santa ChiaraCroce originale di San Damiano.S Francesco Patrono d' Italia 4 Ottobre
23/09/2026

Assisi Basilica di Santa Chiara
Croce originale di San Damiano.
S Francesco Patrono d' Italia 4 Ottobre

22/09/2026

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