A Capracotta, la festa di Sant'Anna nacque, probabilmente nel 1919, su insistenza della mia bisnonna Carmela Di Tella, nata Sciullo (1868-1940), per grazia ricevuta. Questa consisteva nella preghiera di nonna Carmela di far tornare dalla Grande Guerra quattro dei suoi sette figli maschi, arruolati nel Regio Esercito. Tornarono tutti vivi e, anche se due di loro morirono poco dopo per malattie comu
nque non contratte in guerra, la mia ava si adoperò per rendere grazie alla Santa tramite l'istituzione di una festa religiosa popolare. Negli anni l'organizzazione della festa è passata di mano in mano, da nonna Carmela a suo figlio Pasqualino Di Tella (r' furnare), quindi ai nipoti Michele (r' curredore, figlio del succitato Pasqualino) e Gabriele Innocente Di Tella (r' barbiere, figlio di Giuseppe). È questo uno dei motivi per cui la giornata in onore di Sant'Anna si configura come una festa tradizionale del quartiere San Giovanni, con la statua della Santa che staziona in Piazza Emanuele Gianturco e attende l’esplosione dei fuochi pirotecnici. È ancora viva nei ricordi l'immagine di mia nonna Rosa Anna, undicesima ed ultima figlia di Carmela Sciullo, che attendeva sulla soglia della sua abitazione in Via Guglielmo Marconi l'avvicinarsi della figura lignea di Anna, così da poter esprimere in cuor suo il proprio caloroso ringraziamento per i fratelli tornati vivi dalla logorante esperienza bellica. Accanto alla liturgia religiosa in onore di Sant'Anna (che si celebra l'ultima domenica di luglio) esiste anche una festività eminentemente popolare, che ad oggi si svolge tra Via Pescara e Via Michelangelo. Pire di fuochi, panini imbottiti, musica folcloristica, patane arracanate, vino a fiumi, balli di coppia e molta cordialità trovavano nella figura di z' Briele il loro rappresentante massimo. Oltre a quello del quartiere San Giovanni venivano accesi altri fuochi in tutti i rimanenti quartieri di Capracotta (ogni cittadino offriva un po' della sua preziosa legna da ardere in onore della Santa) ed era prassi girovagare per il paese per visitarli tutti. Alcuni anni dopo l'improvvisa morte di Gabriele avvenuta nel 2008, la volontà di suo cugino Michele, presidente del comitato di Sant'Anna, è stata quella di lasciare presto l’organizzazione a leve più giovani. Per motivi non esclusivamente logistici la festa di Sant'Anna è passata, dopo l'edizione del 2013, nelle mani della mia famiglia che, assieme ad altri discendenti diretti di nonna Carmela, ha sempre coadiuvato i Di Tella nello svolgimento della processione. Affievolitasi la fede religiosa, rimane dunque saldissimo il legame con la terra e la comunità di Capracotta e soprattutto con quella grazia chiesta e ricevuta dalla mia bisnonna, alla cui memoria lego il totale impegno per la prosecuzione, nei decenni a ve**re, della festa capracottese in onore di Anna di Tsipori.