Basilica Cattedrale San Giuliano di Caltagirone

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Il maestro Filippo Romano ha donato alla Cattedrale di San Giuliano una scultura in terracotta raffigurante la “Natività...
29/05/2026

Il maestro Filippo Romano ha donato alla Cattedrale di San Giuliano una scultura in terracotta raffigurante la “Natività”. Un nuovo presepe che arricchisce il patrimonio artistico della chiesa madre della Diocesi calatina.
L’opera è collocata sotto il “Volto Santo”, luogo in cui ogni giorno tanti si fermano per una preghiera e per accendere un lumino. Nella semplicità delle forme ispirate al presepe calatino e nel calore della terracotta mirabilmente modellata, il mistero dell’Incarnazione si fa vicino: Dio si è fatto uomo, nato da Maria, per salvarci. Come ricorda San Paolo: “Gesù Cristo, da ricco che era, si è fatto povero per voi, perché voi diventaste ricchi per mezzo della sua povertà” (2 Cor 8,9).
Vieni a vederla in Cattedrale e a sostare in preghiera.

A partire da martedì 12 aprile e fino a martedì 2 giugno, ogni settimana alle ore 20.00, presso la Chiesa del Crocifisso...
10/04/2026

A partire da martedì 12 aprile e fino a martedì 2 giugno, ogni settimana alle ore 20.00, presso la Chiesa del Crocifisso (vicino alla Cattedrale), terrò un ciclo di incontri dedicati alla scoperta della Celebrazione Eucaristica.
Attraverso queste catechesi mistagogiche, riprendendo l’esperienza maturata negli anni di insegnamento presso l’Istituto Teologico San Paolo di Catania, vorrei aiutare a conoscere, celebrare e vivere più profondamente la Messa, riscoprendone il significato nelle sue singole parti.
Gli incontri sono aperti a tutti, con un’attenzione particolare ai membri dei gruppi liturgici e ai ministri straordinari della Comunione.

𝐃𝐨𝐧𝐚 𝐢𝐥 𝐭𝐮𝐨 𝟓𝐱𝐦𝐢𝐥𝐥𝐞🫂Con la prossima dichiarazione dei redditi puoi donare il tuo 𝟓𝐱𝐦𝐢𝐥𝐥𝐞 alla nostra Parrocchia. Un picc...
10/04/2026

𝐃𝐨𝐧𝐚 𝐢𝐥 𝐭𝐮𝐨 𝟓𝐱𝐦𝐢𝐥𝐥𝐞🫂

Con la prossima dichiarazione dei redditi puoi donare il tuo 𝟓𝐱𝐦𝐢𝐥𝐥𝐞 alla nostra Parrocchia. Un piccolo gesto che ci permette di fare tanto per i poveri della nostra comunità parrocchiale.

Grazie in anticipo per la tua collaborazione.

Dio ti benedica.

25/03/2026
21/02/2026

La Caritas parrocchiale è un segno concreto di ca**tà e vicinanza verso chi vive momenti di difficoltà.

Ogni mercoledì alle ore 16.30 in parrocchia accogliamo e ascoltiamo i bisogni delle famiglie e provvediamo alla distribuzione degli alimenti in collaborazione con l’associazione.

Ogni giovedì dalle 10.30 alle 12.00 è aperto il bazar solidale in via Gabelle.

La domenica è il giorno dedicato alla raccolta dei generi alimentari: questa settimana vi chiediamo un’attenzione particolare per la pasta.

Anche un piccolo gesto può diventare un grande aiuto. Grazie a tutti per la generosità e la sensibilità che continuate a dimostrare. 💛

ASCOLTARE E DIGIUNARE.LA QUARESIMA COME TEMPO DI CONVERSIONECari fratelli e sorelle!La Quaresima è il tempo in cui la Ch...
14/02/2026

ASCOLTARE E DIGIUNARE.
LA QUARESIMA COME TEMPO DI CONVERSIONE

Cari fratelli e sorelle!

La Quaresima è il tempo in cui la Chiesa, con sollecitudine materna, ci invita a rimettere il mistero di Dio al centro della nostra vita, perché la nostra fede ritrovi slancio e il cuore non si disperda tra le inquietudini e le distrazioni di ogni giorno.
Ogni cammino di conversione inizia quando ci lasciamo raggiungere dalla Parola e la accogliamo con docilità di spirito. Vi è un legame, dunque, tra il dono della Parola di Dio, lo spazio di ospitalità che le offriamo e la trasformazione che essa opera. Per questo, l’itinerario quaresimale diventa un’occasione propizia per prestare l’orecchio alla voce del Signore e rinnovare la decisione di seguire Cristo, percorrendo con Lui la via che sale a Gerusalemme, dove si compie il mistero della sua passione, morte e risurrezione.
Ascoltare
Quest’anno vorrei richiamare l’attenzione, in primo luogo, sull’importanza di dare spazio alla Parola attraverso l’ascolto, poiché la disponibilità ad ascoltare è il primo segno con cui si manifesta il desiderio di entrare in relazione con l’altro.
Dio stesso, rivelandosi a Mosè dal roveto ardente, mostra che l’ascolto è un tratto distintivo del suo essere: «Ho osservato la miseria del mio popolo in Egitto e ho udito il suo grido» (Es 3,7). L’ascolto del grido dell’oppresso è l’inizio di una storia di liberazione, nella quale il Signore coinvolge anche Mosè, inviandolo ad aprire una via di salvezza ai suoi figli ridotti in schiavitù.
È un Dio coinvolgente, che oggi raggiunge anche noi coi pensieri che fanno vibrare il suo cuore. Per questo, l’ascolto della Parola nella liturgia ci educa a un ascolto più vero della realtà: tra le molte voci che attraversano la nostra vita personale e sociale, le Sacre Scritture ci rendono capaci di riconoscere quella che sale dalla sofferenza e dall’ingiustizia, perché non resti senza risposta. Entrare in questa disposizione interiore di recettività significa lasciarsi istruire oggi da Dio ad ascoltare come Lui, fino a riconoscere che «la condizione dei poveri rappresenta un grido che, nella storia dell’umanità, interpella costantemente la nostra vita, le nostre società, i sistemi politici ed economici e, non da ultimo, anche la Chiesa».[1]
Digiunare
Se la Quaresima è tempo di ascolto, il digiuno costituisce una pratica concreta che dispone all’accoglienza della Parola di Dio. L’astensione dal cibo, infatti, è un esercizio ascetico antichissimo e insostituibile nel cammino di conversione. Proprio perché coinvolge il corpo, rende più evidente ciò di cui abbiamo “fame” e ciò che riteniamo essenziale per il nostro sostentamento. Serve quindi a discernere e ordinare gli “appetiti”, a mantenere vigile la fame e la sete di giustizia, sottraendola alla rassegnazione, istruendola perché si faccia preghiera e responsabilità verso il prossimo.
Sant’Agostino, con finezza spirituale, lascia intravedere la tensione tra il tempo presente e il compimento futuro che attraversa questa custodia del cuore, quando osserva che: «Nel corso della vita terrena compete agli uomini aver fame e sete di giustizia, ma esserne appagati appartiene all’altra vita. Gli angeli si saziano di questo pane, di questo cibo. Gli uomini invece ne hanno fame, sono tutti protesi nel desiderio di esso. Questo protendersi nel desiderio dilata l’anima, ne aumenta la capacità».[2] Il digiuno, compreso in questo senso, ci consente non soltanto di disciplinare il desiderio, di purificarlo e renderlo più libero, ma anche di espanderlo, in modo tale che si rivolga a Dio e si orienti ad agire nel bene.
Tuttavia, affinché il digiuno conservi la sua verità evangelica e rifugga dalla tentazione di inorgoglire il cuore, dev’essere sempre vissuto nella fede e nell’umiltà. Esso domanda di restare radicato nella comunione con il Signore, perché «non digiuna veramente chi non sa nutrirsi della Parola di Dio».[3] In quanto segno visibile del nostro impegno interiore di sottrarci, con il sostegno della grazia, al peccato e al male, il digiuno deve includere anche altre forme di privazione volte a farci acquisire uno stile di vita più sobrio, poiché «solo l’austerità rende forte e autentica la vita cristiana».[4]
Vorrei per questo invitarvi a una forma di astensione molto concreta e spesso poco apprezzata, cioè quella dalle parole che percuotono e feriscono il nostro prossimo. Cominciamo a disarmare il linguaggio, rinunciando alle parole taglienti, al giudizio immediato, al parlar male di chi è assente e non può difendersi, alle calunnie. Sforziamoci invece di imparare a misurare le parole e a coltivare la gentilezza: in famiglia, tra gli amici, nei luoghi di lavoro, nei social media, nei dibattiti politici, nei mezzi di comunicazione, nelle comunità cristiane. Allora tante parole di odio lasceranno il posto a parole di speranza e di pace.
Insieme
Infine, la Quaresima mette in evidenza la dimensione comunitaria dell’ascolto della Parola e della pratica del digiuno. Anche la Scrittura sottolinea questo aspetto in molti modi. Ad esempio, quando narra, nel libro di Neemia, che il popolo si radunò per ascoltare la lettura pubblica del libro della Legge e, praticando il digiuno, si dispose alla confessione di fede e all’adorazione, in modo da rinnovare l’alleanza con Dio (cfr Ne 9,1-3).
Allo stesso modo, le nostre parrocchie, le famiglie, i gruppi ecclesiali e le comunità religiose sono chiamati a compiere in Quaresima un cammino condiviso, nel quale l’ascolto della Parola di Dio, come pure del grido dei poveri e della terra, diventi forma della vita comune e il digiuno sostenga un pentimento reale. In questo orizzonte, la conversione riguarda, oltre alla coscienza del singolo, anche lo stile delle relazioni, la qualità del dialogo, la capacità di lasciarsi interrogare dalla realtà e di riconoscere ciò che orienta davvero il desiderio, sia nelle nostre comunità ecclesiali, sia nell’umanità assetata di giustizia e riconciliazione.
Carissimi, chiediamo la grazia di una Quaresima che renda più attento il nostro orecchio a Dio e agli ultimi. Chiediamo la forza di un digiuno che attraversi anche la lingua, perché diminuiscano le parole che feriscono e cresca lo spazio per la voce dell’altro. E impegniamoci affinché le nostre comunità diventino luoghi in cui il grido di chi soffre trovi accoglienza e l’ascolto generi cammini di liberazione, rendendoci più pronti e solerti nel contribuire a edificare la civiltà dell’amore.
Di cuore benedico tutti voi e il vostro cammino quaresimale.

Dal Vaticano, 5 febbraio 2026, memoria di Sant’Agata, vergine e martire.
LEONE PP. XIV

Indirizzo

Caltagirone

Orario di apertura

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16:30 - 19:30
Martedì 08:30 - 12:00
16:30 - 19:30
Mercoledì 08:30 - 12:00
16:30 - 19:30
Giovedì 08:30 - 12:00
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Venerdì 08:30 - 12:00
16:30 - 19:30
Sabato 08:30 - 12:00
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Domenica 08:30 - 12:00
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Telefono

+3909331967823

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