La Tenda Parrocchia San Sebastiano Galatina

La Tenda Parrocchia San Sebastiano Galatina Fu l’arcivescovo Nicola Riezzo (1969-1981) ad erigere canonicamente la parrocchia di S.Sebastiano, con decreto del 1° dicembre 1970.

Bellissime emozioni oggi, nella domenica del Corpus Domini. Tutta la comunità ha gioito per il battesimo di Ginevra e pe...
07/06/2026

Bellissime emozioni oggi, nella domenica del Corpus Domini. Tutta la comunità ha gioito per il battesimo di Ginevra e per il 25simo e il 50simo di matrimonio di due coppie. A tutti loro l'augurio di una vita sempre ricca di fede nel nome di Dio, Pane che salva.

martedì 9 - giovedì 11 giugno 202618.30 -19.00: Triduo animato dal gruppo dell'Apostolato della Preghiera in preparazion...
06/06/2026

martedì 9 - giovedì 11 giugno 2026
18.30 -19.00: Triduo animato dal gruppo dell'Apostolato della Preghiera in preparazione alla festa del Sacro Cuore di Gesù

venerdì 12 giugno 2026
Festa del Sacro Cuore
18.00: Adorazione Eucaristica
19.00: Santa Messa

Tutti invitati alla festa di fine anno pastorale ... Tra canti, musica, balli e squisitezze.
06/06/2026

Tutti invitati alla festa di fine anno pastorale ... Tra canti, musica, balli e squisitezze.

Questo è il mio corpo, questa è la mia vitaGesù non dice: prendete su di voi la mia sapienza, mangiate la mia santità. M...
06/06/2026

Questo è il mio corpo, questa è la mia vita

Gesù non dice: prendete su di voi la mia sapienza, mangiate la mia santità. Ma: prendete la mia umanità, il corpo, il mio modo di abitare la terra. Le mie mani povere.

Un Vangelo di otto versetti, e Gesù a ripetere, per otto volte: Chi mangia la mia carne vivrà in eterno. Quasi un ritmo incantatorio, una divina monotonia, nello stile di Giovanni che avanza per cerchi concentrici. Per otto volte Gesù insiste sul perché mangiare: per vivere, per vivere davvero. È l'incalzante certezza di Gesù su qualcosa che cambia la direzione della vita. Qui è il genio del cristianesimo: Dio non prende nulla e dona tutto, si perde dentro le sue creature come pane dentro la bocca.

Cosa celebriamo oggi? Tabernacoli aperti, pissidi dorate e ostensori? No. Oggi non è la festa degli adoratori.
Celebriamo Cristo che si dona fino al sangue? Neppure questo.

La festa di oggi è ancora un passo avanti. Perché un dono sia vero occorre qualcuno che lo accolga. Quando nell'eucaristia sentiamo: Prendete e mangiate, questo è il mio corpo, su quali parole cade l'accento della frase? Ci dicevano che l'essenziale era: questo è il mio corpo, il pane trasformato. Ma se noi seguiamo la successione esatta delle parole volute da Gesù il verbo principale è: Prendete. Qui è il miracolo, il batticuore, lo scopo: Prendete. Per essere trasformati voi. A che serve un Pane, un Dio chiuso nel tabernacolo e da esporre di tanto in tanto alla venerazione e all'incenso? No. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna. Adesso, non avrà, come una specie di Tfr per la fine della vita. La vita eterna è già cominciata se è comunione con la vita dell'Eterno.

Bellissima la domanda del Salmo 33: Vi è qualcuno che desidera la vita, che vuole gustare lunghi giorni felici? Sì, io lo desidero, voglio gustarli, voglio goderli.

Vuoi pienezza? La risposta è Gesù, con carne e sangue, cioè l'intera vicenda umana, le sue mani di carpentiere con il profumo del legno, le sue lacrime e le sue passioni. E qui c'è una sorpresa. Gesù non dice: prendete su di voi la mia sapienza, mangiate la mia santità, il sublime che è in me. Ma: prendete la mia umanità, il corpo, il mio modo di abitare la terra. Le mie mani povere.

Gesù non sta parlando della comunione eucaristica, ma del flusso caldo della sua vita, che nel nostro cuore può mettere radici, annaffiate del suo coraggio, dal suo perdersi in noi.

Allora mangiare e bere Cristo significa molto più che fare la Comunione alla Messa, significa “farci comunione”. Finita la religione delle pratiche esterne, dei riti, degli obblighi, questa è la religione del corpo a corpo con Dio, a tu per tu con la sua vita, fino a diventare una cosa sola con lui. “Io non sono ancora il Cristo, ma io sono questa infinita possibilità” (D.M.Turoldo).

Prendete, mangiate! Qui è il miracolo, il tabernacolo, lo stupore.

Non andiamocene dal mondo senza essere diventati, anche noi come lui, pezzo di pane buono, spezzato per la fame e per la pace di qualcuno.

padre Ermes Ronchi

Auguri ragazzi! È bella la vostra emozione, è bella la gioia del vostro cuore riempito di Cristo Eucarestia. Fatevi guid...
31/05/2026

Auguri ragazzi! È bella la vostra emozione, è bella la gioia del vostro cuore riempito di Cristo Eucarestia. Fatevi guidare sempre dall'Amore.

Giovedì 418.00: Esposizione del Santissimo19.00: Santa MessaVenerdì 5Primo venerdì del mese18.00: Esposizione del santis...
30/05/2026

Giovedì 4
18.00: Esposizione del Santissimo
19.00: Santa Messa

Venerdì 5
Primo venerdì del mese
18.00: Esposizione del santissimo
Sacramento e Adorazione
Eucaristica animata dall' Apostolato della preghiera.
19.00: Santa Messa

Domenica 7
Solennità del Corpus Domini
Sante messe: 09.00; 10.30: 18.30.
20.00: Processione del Corpus a partire dalla Chiesa Madre

TRINITA' OLTRE LA PIETRADio Passa, e non lo chiuderai in parole di pietra. Non è bene che l'uomo sia solo, il primo male...
30/05/2026

TRINITA' OLTRE LA PIETRA

Dio Passa, e non lo chiuderai in parole di pietra. Non è bene che l'uomo sia solo, il primo male assoluto è la solitudine, e neanche Dio può stare solo: è Trinità, legame d'amore, nodo di comunione.

Nella festa della Trinità, il racconto di Dio diventa racconto dell'uomo. Il dogma della Trinità dice che vivere è convivere, come in cielo così in terra.

Il primo male ricordato dalla Bibbia non è il peccato dell'albero proibito, è Dio stesso a dichiararlo: Non è bene che l'uomo sia solo. È male che Adamo sia solo, il primo male assoluto è la solitudine. Neanche Dio può stare solo, è Trinità, legame d'amore, nodo di comunione.

Nella prima lettura Mosè sale sul monte con due tavole di pietra. Pensa di incidervi sopra la legge, qualcosa di definitivo e senza appello. E invece Dio fa tutt'altro, va più lontano e passa davanti a Mosè.

Passa: non lo chiuderai in parole di pietra; passa e proclama cinque nomi, uno più bello dell'altro: misericordioso e pietoso, lento all'ira, ricco di grazia, ricco di fedeltà. Proclama la prima di tutte le rivelazioni, misericordia e tenerezza, le proclama passando come un vento che accarezza Mosè con le sue tavole rimaste vuote. Come si fa a scrivere compassione e bontà su tavole di pietra? E allora Mosè capisce e chiede non una legge di pietra ma semplicemente: che il Signore cammini in mezzo a noi. A noi: che se ne fa Mosè di un Dio tutto per sé?

Al termine di una giornata puoi anche non aver mai pensato a Dio, mai pronunciato il suo nome. Ma se hai donato bontà, se hai dato un aiuto disinteressato, se hai lavorato per la giustizia e la pace, anche senza saperlo tu hai fatto la più bella professione di fede nella Trinità.

Nel Vangelo Gesù dialoga con Nicodemo, l'uomo delle paure, che è andato da lui di nascosto, di notte. E Gesù gli parla d'amore. Nel Vangelo il verbo amare si traduce sempre con un altro verbo concreto, pratico, forte, il verbo dare. Amare non è un fatto sentimentale, non equivale a emozionarsi ma a dare, un verbo di mani e di gesti.

Dio non ha mandato il Figlio per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato. Salvato da che cosa? Dall'unico grande peccato: che è il disamore. Quello che spiega tutta la storia di Gesù non è il peccato dell'uomo ma l'amore per l'uomo; non qualcosa da togliere via dalla nostra vita, ma qualcosa da aggiungere: perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia più vita.

Dio ha tanto amato il mondo, leggiamo, quindi non ha amato soltanto gli uomini; ma il mondo intero, la terra, le messi, e piante e animali.

E se lui lo ha amato, lo farò anch'io: voglio custodirlo e coltivarlo, con tutta la sua ricchezza e bellezza, e lavorare perché la vita fiorisca in tutte le sue forme, e racconti Dio e sia frammento della sua Parola.

Davanti alla Trinità io mi sento piccolo ma abbracciato come un bambino: abbracciato dentro un vento in cui naviga l'intero creato e che ha nome comunione.
(Ermes Ronchi)

Nella domenica di Pentecoste abbiamo accompagnato i ragazzi del primo turno delle Comunioni verso il faro di Cristo Euca...
24/05/2026

Nella domenica di Pentecoste abbiamo accompagnato i ragazzi del primo turno delle Comunioni verso il faro di Cristo Eucarestia. Sulla barca nel mare della vita ci siamo tutti noi accanto a questi fanciulli emozionati.
Auguri di cuore!

Indirizzo

Viale Don Bosco
Bosco
73013

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