La Tenda Parrocchia San Sebastiano Galatina

La Tenda Parrocchia San Sebastiano Galatina Fu l’arcivescovo Nicola Riezzo (1969-1981) ad erigere canonicamente la parrocchia di S.Sebastiano, con decreto del 1° dicembre 1970.

Tanti auguri alla signora Graziella Romano  che oggi ha compiuto 100 anni. Lucida e pronta a tenere testa a tutti ha cos...
12/09/2026

Tanti auguri alla signora Graziella Romano che oggi ha compiuto 100 anni. Lucida e pronta a tenere testa a tutti ha costruito la sua lunga esistenza su Cristo sua roccia. Auguri da parte di tutta la comunità.

FERITE DISINNESCATEIl perdono non sanerà la ferita, ma ci libera da uno sguardo cattivo che vede nemici dovunque. Il per...
12/09/2026

FERITE DISINNESCATE
Il perdono non sanerà la ferita, ma ci libera da uno sguardo cattivo che vede nemici dovunque. Il perdono non libera il passato, libera il futuro.

Una parabola che scardina il nostro cuore piccolo: Non dovevi anche tu aver pietà?

Chiave di volta di tutta l'etica umana. Perché perdonare? Un istinto in noi ci fa credere che il male subìto si possa “riparare” mediante un altro male. Ferire chi ci ha ferito, col risultato d'avere non più una, ma due ferite che sanguinano!

Il perdono non va confuso neppure con il subire in silenzio, occorre fare la giustizia per raggiungere la riconciliazione, come fu per il miracoloso processo storico di Nelson Mandela per il Sudafrica. Il perdono non sanerà la ferita, ma ci libera da uno sguardo cattivo che vede nemici dovunque. «Ci strappa dai circoli viziosi, spezza le coazioni a ripetere su altri il male subìto, rompe la catena della colpa e della vendetta, spezza le simmetrie dell'odio» (H. Arendt).

La parola greca impiegata dai vangeli per indicare il perdono è afesis. Deriva da “afiemi”, verbo di movimento: andare da un luogo ad un altro, lasciare un posto per raggiungerne un altro, aprire porte e legami e serrature, tagliare lacci e rimettere qualcuno nel vento e nel sole, mettere spontaneamente in libertà la persona.

Il perdono è mandare via, mandare altrove, mandare avanti. Significa movimento, è il salpare della nave, lo scoccare della freccia, è la carovana che parte, l'aquila che si lancia in volo, il prigioniero che esce dal carcere.

Dio non è Colui che, pur sentendosi offeso, perdona. Dice Turoldo: «È noi che offende questo continuo peccare, non te». E' Dio che ti lancia in avanti, ti fa salpare verso albe intatte, offre possibilità nuove con un supplemento di energia: d'ora in avanti tu sarai...!

Il perdono non libera il passato, libera il futuro.

Quando noi preghiamo “rimetti i nostri debiti”, stiamo chiedendo: donaci la libertà, lasciaci per oggi e per domani tutta la libertà e la forza di volare e di amare, di generare e di dare alla luce.

Anche il sacramento detto della Confessione non è rivolto tanto ai peccati di ieri, quanto alla strada di domani; non è un colpo di spugna sugli sbagli della vita, è un colpo d'ala per ripartire e trasformarci.

A volte noi perdoniamo ma in qualche angolo della memoria custodiamo le offese ricevute, come munizioni pronte per la prossima battaglia; San Francesco scriveva: «Farai vedere negli occhi il perdono». Non il perdono a stento, non quello a muso duro, ma quello che esce dagli occhi, dallo sguardo nuovo e buono, che ti cambia il modo di vedere la persona. E diventano occhi che ti custodiscono, dentro i quali ti senti a casa.

Perché Dio perdona, perché è buono? No, anche un uomo è capace di bontà. Dio perdona per un atto di fede in me, di fiducia: vede la luce prima delle ombre, vede la mia vita “d'ora in avanti” come per l'adultera perdonata, vede un futuro buono dove il bene possibile conta più Ermes Ronchi

GUADAGNATI IL FRATELLOIl fratello è un guadagno, un tesoro per te e per il mondo. Investire in fraternità è l'unica poli...
05/09/2026

GUADAGNATI IL FRATELLO
Il fratello è un guadagno, un tesoro per te e per il mondo. Investire in fraternità è l'unica politica economica che produce vera crescita.

Dove due o tre sono riuniti nel mio nome io sono con loro.

Il suo Nome è giustizia, pace, mitezza, limpido cuore. Il nome di Gesù è: fratello e amico! Nel mio nome vuol dire: quando due persone vivono un legame secondo Vangelo, allora Dio è lì. Quando due si guardano con bontà e verità lì c'è Dio. Quando un uomo e una donna, un genitore e un figlio o due amici si ascoltano con amore vigile, lì c'è Dio. Quando hai fame e sete di giustizia e di pace, per te e per gli altri, lì c'è Dio. Solo allora reale e spirituale coincidono.

E se tuo fratello commetterà una colpa contro di te, vai e ammoniscilo. Lo scandalo del perdono è che è la vittima a doversi convertire per prima. «Il perdono è la de-creazione del male» (R. Panikkar), perché rattoppa il tessuto continuamente lacerato delle nostre relazioni.

Ma cosa mi autorizza a interve**re nella vita dell'altro? La ragione è tutta in una parola: Se tuo fratello... Solo se senti l'altro come fratello, se sai la sua speranza e la sua gioia, solo se hai assaggiato l'amaro delle sue lacrime, sei autorizzato a interve**re. Altrimenti sarebbe solo aggressione.

Chi ci ama ci sa riprendere, chi non ci ama sa solo ferire o adulare. Dopo aver così interrogato il cuore, tu va' e parla, fai il primo passo, sii tu a riallacciare la relazione. Se ti ascolta, avrai guadagnato tuo fratello.

Verbo stupendo: guadagnare un fratello. C'è gente che guadagna stima o potere o denaro, e poi c'è gente che guadagna fratelli. Il fratello è un guadagno, un tesoro per te e per il mondo. Investire in fraternità è l'unica politica economica che produce vera crescita.

E, alla fine, una frase da capire bene: Se non ascolta neppure i testimoni, quel fratello sia per te come il pagano. Sia un escluso, uno scarto, un rifiuto? No. Con lui farai come Gesù, che siede a tavola con i pubblicani e i peccatori e discute di pane e briciole con la donna pagana; ricomincerai anche tu, con paziente fiducia, ad annunciare la bella notizia della tenerezza di Dio chino su ciascuno dei suoi figli.

A Dio che gli chiede dove è Abele, Caino risponde: Sono forse io il custode di mio fratello? La replica è chiara: Sì, tu sei il custode. Neppure Abele è esentato: alla fine Dio chiederà proprio ad Abele e alle vittime: Tu cosa hai fatto di tuo fratello Caino? Ti sei riconciliato? Ti sei preso cura di lui?

Allora tutto quello che legherete o scioglierete sulla terra lo sarà anche in cielo. Non si tratta del potere giuridico dell'assoluzione, ma del mandato fondamentale di tessere strutture di riconciliazione.
Ciò che avete riunito e riconciliato attorno a voi, tutti i legami buoni che avete creato li ritroverete nel cielo. Ciò che avete liberato attorno a voi come energia di vita nuova, di audacia, di sorrisi, non sarà più cancellato, è storia del tempo e dell'eternità. Ciò che libererete avrà libertà per sempre, ciò che unirete sarà in comunione per sempre.

padre Ermes Ronchi

Sta per riprendere la scuola ... Vi aspettiamo domenica 13 settembre 2026, alle ore 19.00, per affidare al Signore il nu...
03/09/2026

Sta per riprendere la scuola ... Vi aspettiamo domenica 13 settembre 2026, alle ore 19.00, per affidare al Signore il nuovo anno scolastico . Non mancate!

L'affermazione di essere là a cercare solo briciole di pane perduto è ciò che commuove Gesù. Può sembrare poca cosa la c...
15/08/2026

L'affermazione di essere là a cercare solo briciole di pane perduto è ciò che commuove Gesù. Può sembrare poca cosa la compassione di Dio, ma le briciole di Dio sono grandi come Dio stesso.

La donna delle briciole, madre intelligente e indomita che non si arrende ai silenzi di Gesù, è uno dei personaggi più simpatici del Vangelo. E Gesù, esce trasformato dall'incontro con lei. Quello che ci cambia nella vita non sono le idee, sono gli incontri.

Una donna di un'altra religione “converte” Gesù, gli fa cambiare strada.

Gesù ha un progetto: Sono venuto solo per le pecore perdute di Israele, e quella donna glielo fa cambiare: No, tu appartieni al dolore dei figli, tu sei pastore di tutto il dolore del mondo.

La donna nel racconto parla tre volte. La prima parola è la più antica di tutte le preghiere cristiane: Kyrie eleison. Abbi pietà. Pietà del mio dolore, di questa mia bimba malata. E Gesù non le rivolse neppure una parola.

Ma la madre segue il gruppo continuando a gridare, coinvolge anche gli apostoli, e alla risposta di Gesù, molto netta: “Io sono venuto solo per quelli della mia gente”, la donna sbarra il passo al rabbi straniero, e grida quella che è la seconda più evangelica preghiera: Aiutami.

La reazione del maestro è ancora più ruvida di prima: Non si toglie il pane ai figli per gettarlo ai cani. E qui arriva la risposta geniale della donna, la sua terza parola: È vero, Signore, eppure i cagnolini mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni.

È la svolta del racconto. Questa immagine illumina Gesù. Nel Regno di Dio, non ci sono figli e non, uomini e cani. Ma solo fame e creature da saziare. La coscienza umile che tutti siamo uguali, e al contempo l'affermazione di essere là a cercare solo briciole di pane perduto, è ciò che commuove Gesù. Donna, grande è la tua fede! Lei che non conosce la Bibbia e che prega gli idoli di Canaan e di Fenicia, per Gesù è donna di grande fede. La sua grande fede sta nel credere che per Dio la sofferenza di un uomo conta più della sua religione. Lei non conosce la fede dei catechismi, ma possiede quella delle madri.

Grande è la tua fede! Allora grande è ancora la fede sulla terra, dentro e fuori la Chiesa, perché grande è il numero delle madri che non sanno il Credo ma sanno il cuore di Dio. Usano altri nomi per invocare Dio, ma ne conoscono il cuore. Per lui non ci sono figli e cagnolini, dove c'è dolore, lì c'è tutta la pietà di Dio. Può sembrare una briciola, può sembrare poca cosa la compassione di Dio, ma le briciole di Dio sono grandi come Dio stesso.

Tutto questo diventa consolazione: perché nel giorno in cui avremo poca fede, nel giorno in cui saremo sopraffatti dal dolore, in quel momento Dio si farà vicino, come pane per i figli, come briciole per ogni cucciolo d'uomo.

Sogno qualcuno che prenda i piccoli da sotto la tavola e li tiri su, li metta come lampade sopra il lucerniere perché anch'essi hanno occhi di luce, perché ci sia più luce sulla tavola del pane di tutti, più luce sul futuro del mondo.

(Ermes Ronchi)

Dal Campo dei lupetti - Assisi 2026
14/08/2026

Dal Campo dei lupetti - Assisi 2026

Dal Campo di Reparto - Sasso di Castalda 2026
14/08/2026

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Magnificat, il Vangelo di MariaLuca ci offre, in questa festa dell'Assunzione di Maria, l'unica pagina evangelica in cui...
14/08/2026

Magnificat, il Vangelo di Maria

Luca ci offre, in questa festa dell'Assunzione di Maria, l'unica pagina evangelica in cui protagoniste sono le donne. Due madri, entrambe incinte in modo «impossibile», sono le prime profetesse del Nuovo Testamento. Sole, nessun'altra presenza, se non quella del mistero di Dio pulsante nel grembo. Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo!

Elisabetta ci insegna la prima parola di ogni dialogo vero: a chi ci sta vicino, a chi condivide strada e casa, a chi mi porta luce, a chi mi porta un abbraccio, ripeto la sua prima parola: che tu sia benedetto; tu sei benedizione scesa sulla mia vita!. Elisabetta ha introdotto la melodia, ha iniziato a ba***re il ritmo dell'anima, e Maria è diventata musica e danza, il suo corpo è un salmo: L'anima mia magnifica il Signore!. Da dove nasce il canto di Maria? Ha sentito Dio entrare nella storia, ve**re come vita nel grembo, interve**re non con le gesta spettacolari di comandanti o eroi, ma attraverso il miracolo umile e strepitoso della vita: una ragazza che dice sì, un'anziana che rifiorisce, un bimbo di sei mesi che danza di gioia all'abbraccio delle madri. Viene attraverso il miracolo di tutti quelli che salvano vite, in terra e in mare. Il Magnificat è il vangelo di Maria, la sua bella notizia che raggiunge tutte le generazioni. Per dieci volte ripete: è lui che ha guardato, è lui che fa grandi cose, che ha dispiegato, che ha disperso, che ha rovesciato, che ha innalzato, che ha ricolmato, che ha rimandato, che ha soccorso, che si è ricordato....è lui, per dieci volte.
La pietra d'angolo della fede non è quello che io faccio per Dio, ma quello che Dio fa per me; la salvezza è che lui mi ama, non che io lo amo. E che io sia amato dipende da lui, non dipende da me. Maria vede un Dio con le mani impigliate nel folto della vita. E usa i verbi al passato, con uno stratagemma profetico, come se tutto fosse già accaduto. Invece è il suo modo audace per affermare che si farà, con assoluta certezza, una terra e un cielo nuovi, che il futuro di Dio è certo quanto il passato, che questo mondo porta un altro mondo nel grembo. Pregare il Magnificat è affacciarsi con lei al balcone del futuro.
Santa Maria, assunta in cielo, vittoriosa sul drago, fa scendere su di noi una benedizione di speranza, consolante, su tutto ciò che rappresenta il nostro male di vivere: una benedizione sugli anni che passano, sulle tenerezze negate, sulle solitudini patite, sul decadimento di questo nostro corpo, sulla corruzione della morte, sulle sofferenze dei volti cari, sul nostro piccolo o grande drago rosso, che però non vincerà, perché la bellezza e la tenerezza sono, nel tempo e nell'eterno, più forti della violenza.

padre Ermes Ronchi

Ricordo che domani solennità dell'Assunzionee della Beata Vergine Maria pregheremo le cento Ave Maria, tradizionale devo...
14/08/2026

Ricordo che domani solennità dell'Assunzionee della Beata Vergine Maria pregheremo le cento Ave Maria, tradizionale devozione mariana tipica di questo giorno di festa. Ci troveremo alle ore 18.15 per dare inizio alla preghiera cui seguirà la Santa Messa.

Indirizzo

Viale Don Bosco
Bosco
73013

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