Chiese in Comunione

Chiese in Comunione Pagina di divulgazione

🌹🌹"IL SIGNORE CI CHIEDE DI AMARE SOLO IN MODO GRANDE".Don Luigi Maria Epicoco 🌹🌹RICORDIAMO CHE OGGI DOMENICA 7 GIUGNO È ...
07/06/2026

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"IL SIGNORE CI CHIEDE DI AMARE SOLO IN MODO GRANDE".
Don Luigi Maria Epicoco

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RICORDIAMO CHE OGGI DOMENICA 7 GIUGNO È LA SOLENNITÀ DEL CORPO E DEL SANGUE DI GESÙ.
NELLA NOSTRA PARROCCHIA DI IN (IM) LE SANTE MESSE FESTIVE SARANNO SOLO DUE, ALLE ORE 8:00-10:00.
ALLE 18:30 CI SARÀ UN'UNICA MESSA A BORDIGHERA ALTA DA DOVE PARTIRÀ LA PROCESSIONE FINO A TERRASANTA DOVE SARÀ IMPARTITA LA BENEDIZIONE EUCARISTICA A CUI SEGUIRÀ UN PICCOLO RINFRESCO.
ALLA SANTA MESSA ED ALLA PROCESSIONE SONO INVITATI IN MODO PARTICOLARE I BAMBINI CHE LA SETTIMANA PROSSIMA RICEVERANNO LA PRIMA COMUNIONE CON I LORO GENITORI E CATECHISTI E CHIUNQUE SIA IN GRADO DI PERCORRERE LA STRADA DAL PAESE ALTO A TERRASANTA.
LE ALTRE MESSE SARANNO: ALLE ORE 9:00 A MONTENERO ALLE 11:30 A SANT'ANTONIO E ALLE 9:30 A SANT'AMPELIO.

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Oggi si ricorda

CORPUS DOMINI

« Così Dio amò il mondo, da darci il suo Figlio Unigenito ».

Queste mirabili parole le vediamo brillare sulla capanna dell'Infante di Betlemme ove Cristo nacque su di un giaciglio di foglie.

Le vediamo impresse sulla povera casetta di Nazaret ove Gesù lavorò per amor nostro.

Le vediamo là nel pretorio di Caifa, di Erode, di Pilato, ove l'innocente Gesù soffrì per amor nostro.

Senza dubbio se Nostro Signore ci avesse amato soltanto fino alla croce, fino a dare la vita per noi, sarebbe già stata una prova di immenso amore, ma il Signore volle far più. Il Cuore di Gesù è Cuore divino, e Dio è eterno ed anche il suo amore non può morire: « Io sarò con voi sino alla consumazione dei secoli ».

Ma in che modo, o Gesù, resterai con noi? Se tu stesso hai predetto la tua morte, la tua partenza da questa terra?

Nella notte stessa nella quale uno dei suoi amici più intimi, un suo apostolo, Giuda, lo tradiva, nella notte in cui i suoi nemici aizzavano la plebe, radunavano falsi accusatori, armavano soldati per la sua cattura, mentre i Giudei gridavano : « Non deve regnare sopra di noi, è degno di morte... dobbiamo toglierlo dal mondo... », Gesù, là, nel Cenacolo, circondato dai suoi Apostoli dà una prova solenne di tutto il suo amore per gli uomini.

« Non vi lascerò orfani, esclama, ma sarò sempre con voi ». Ancora una volta quel Cuore adorabile, pieno d'amore, si commuove, pensa alle anime che avranno bisogno di nutrimento spirituale; che avranno bisogno di Lui e della sua forza ed allora decide di darsi come cibo.

Verso la metà della cena, prese il pane, alzò gli occhi al cielo, lo benedisse, lo spezzò e lo distribuì agli Apostoli dicendo: « Prendete e mangiate; questo è il mio Corpo ». Similmente fece del vino che distribuì dicendo: « Prendete e bevete, questo è il mio Sangue; ogni qualvolta farete questo, fatelo in mia memoria ».

Ecco compiuta l'istituzione del Sacramento dell'amore, l'Eucarestia, il Sacramento che fa vivere in mezzo a noi Gesù, anche dopo la sua ascesa al cielo.

I nemici uccisero Gesù, suscitarono persecuzioni di ogni genere, cercarono ogni mezzo per toglierlo di mezzo agli uomini, ma tutto fu inutile.

Cristiani, quante volte là da quel tabernacolo Gesù ci invita al banchetto divino! accostiamoci a lui. Rallegriamoci di essere nel numero dei fedeli convitati che il Padrone ha introdotto nella sua casa. Là dimenticheremo le nostre tristezze ed ascolteremo dal Cuore di Cristo i suoi divini consigli, là riceveremo la forza, il vigore per vincere i nostri nemici e camminare più speditamente per la via della virtù.

Gesù Eucaristico, sole splendente ed ardente d'amore, brilla nella nostra mente, nel nostro cuore, nelle nostre famiglie, nel mondo intero, e facci amare Iddio sopra ogni cosa e il prossimo come noi medesimi!

PRATICA. Accostiamoci sovente al banchetto divino.

PREGHIERA. O Signore, che sotto questo mirabile Sacramento ci hai lasciato un ricordo della tua passione, deh, concedici di venerare così i sacri misteri del Corpo e del Sangue tuo, da sentire continuamente in noi il frutto della tua redenzione.

MARTIROLOGIO ROMANO. Solennità del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo: con il suo sacro nutrimento egli offre rimedio di immortalità e pegno di risurrezione.

ORIGINI DELLA FESTA

La ricorrenza deve le sue radici nell'ambiente della Gallia belgica grazie alle rivelazioni della Beata Giuliana di Retìne priora nel Monastero di Monte Cornelio a Liegi che nel 1208 vide durante un'estasi il disco lunare risplendente di luce candida, deformato però da un lato da una linea rimasta in ombra: da Dio intese che quella visione significava la Chiesa del suo tempo, che ancora mancava di una solennità in onore del SS. Sacramento. Il direttore spirituale della beata, il Canonico di Liegi Giovanni di Lausanne, ottenuto il giudizio favorevole di parecchi teologi in merito alla suddetta visione, presentò al vescovo la richiesta di introdurre nella diocesi una festa in onore del Corpus Domini. La richiesta fu accolta nel 1246 e venne fissata la data del giovedì dopo l'ottava della Trinità.

Tuttavia nel 1262 salì al soglio pontificio, col nome di Urbano IV, l'antico arcidiacono di Liegi e confidente della beata Giuliana, Giacomo Pantaleone. Ed è a Bolsena, proprio nel Viterbese, la terra dove è stata aperta la causa suddetta che in giugno, per tradizione si tiene la festa del Corpus Domini a ricordo di un particolare miracolo eucaristico avvenuto nel 1263.

Si racconta che un prete boemo, in pellegrinaggio verso Roma, si fermò a dir messa a Bolsena ed al momento dell'Eucarestia, nello spezzare l'ostia consacrata, fu pervaso dal dubbio che essa contenesse veramente il corpo di Cristo. A fugare i suoi dubbi, dall'ostia uscirono allora alcune gocce di sangue che macchiarono il bianco corporale di lino liturgico e alcune pietre dell'altare tuttora custodite in preziose teche presso la basilica di Santa Cristina.

Venuto a conoscenza dell'accaduto Papa Urbano IV istituì ufficialmente la festa del Corpus Domini estendendola dalla circoscrizione di Liegi a tutta la cristianità. La data della sua celebrazione fu fissata nel giovedì seguente la prima domenica dopo la Pentecoste (60 giorni dopo Pasqua). Così, l'11 Agosto 1264 il Papa promulgò la Bolla "Transiturus" che istituiva per tutta la cristianità la Festa del Corpus Domini dalla città che fino allora era stata infestata dai Patarini i quali negavano il Sacramento dell'Eucaristia.

Le reliquie — l’Ostia miracolosamente trasformata e il corporale insanguinato — furono conservate nella Cattedrale di Orvieto, nella ca****la detta “del corporale”. In chiesa a Bolsena restano lastre di marmo macchiate, testimonianza visibile dell’evento. Ogni anno, il Corpus Christi viene celebrato con una solenne processione ad Orvieto, in cui il corporale viene portato in processione .

Il Miracolo Eucaristico di Cascia
Il miracolo eucaristico di Cascia avvenne in Italia nel 1330 e rappresenta uno dei segni più forti della presenza reale di Cristo nell’Eucaristia. La tradizione narra che un sacerdote, ormai privo di fede e solito celebrare la Messa solo per dovere, venne chiamato una mattina molto presto per portare la Comunione a un malato in pericolo di vita.

Per comodità o per negligenza, prese un'ostia consacrata dal tabernacolo e la ripose tra le pagine del suo breviario, poi sellò il cavallo e partì. Giunto alla casa del moribondo, aprì il libro e vide con sgomento che le due pagine erano intrise di un liquido rosso, simile a sangue: l’ostia si era trasformata visibilmente. Profondamente scosso e pentito, confessò la sua incredulità e tornò alla fede.

Il sacerdote andò a Siena, al Convento agostiniano, per raccontare il fatto a Padre Simone Fidati da Cascia, che era un celebre predicatore. Dopo aver visto con i suoi occhi l'ostia insanguinata, P. Simone concesse il perdono al sacerdote e chiese di tenere con sé quelle due pagine macchiate di sangue che, in seguito, portò una a Perugia e l'altra a Cascia, nella chiesa di Sant'Agostino. Da allora, la Chiesa promosse il culto della Reliquia con numerose e speciali indulgenze, tra le quali quella della Porziuncola, concessa da Papa Bonifacio IX, nel 1401. Nel 1930 (600 anni dopo l'evento prodigioso), fu celebrato a Cascia un Congresso eucaristico per l'intera diocesi di Norcia. In quell'occasione, fu donato un Ostensorio prezioso ed artistico conservato nel monastero e utilizzato per le solenni esposizioni.

Venne inoltre pubblicata tutta la documentazione storica sul fenomeno. Ogni anno, il prodigioso avvenimento viene ricordato per la festa del Corpus Domini, quando la Reliquia viene solennemente esposta o portata in processione. Ancora oggi, molte persone dicono di vedere, in quelle macchie di sangue, l'espressione di un volto umano sofferente e in effetti anche l'impressione fotografica sembrerebbe rilevare la stessa cosa.

Oggi la reliquia —una delle due pagine insanguinate—è conservata nella Basilica inferiore del Santuario di Santa Rita da Cascia, all’interno di un ostensorio in argento, accanto alle spoglie del Beato Simone Fidati, colui che ricevette la pagina dal sacerdote

MIRACOLO EUCARISTICO DI LANCIANO
Nel cuore dell’Abruzzo, a Lanciano, si conserva uno dei miracoli eucaristici più antichi e celebri della Chiesa cattolica. L’evento risale all’VIII secolo, quando un monaco basiliano, durante la celebrazione della Messa, fu assalito dal dubbio sulla reale presenza di Cristo nell’Eucaristia. In quel momento, sotto i suoi occhi, l’ostia si trasformò in carne viva e il vino in sangue, che si coagulò in cinque grumi. I presenti rimasero sconvolti, e da allora le reliquie furono custodite con grande devozione.

Oggi sono conservate nella chiesa di San Francesco, nello stesso luogo dove avvenne il fatto. La carne, di colore bruno-rossastro, ha la forma di una sottile membrana; il sangue, rappreso in cinque frammenti irregolari, è esposto in un antico reliquiario. Nel 1970, il dottor Odoardo Linoli, con l’approvazione ecclesiastica, condusse un’analisi scientifica che rivelò che la carne appartiene a un cuore umano, precisamente al miocardio, e che il sangue è del gruppo AB, lo stesso attribuito al sangue sulla Sindone.

Le analisi esclusero la presenza di conservanti e confermarono la straordinaria conservazione delle reliquie, rimaste intatte per oltre dodici secoli. Il miracolo di Lanciano è oggi meta di pellegrinaggio e venerazione, considerato una potente testimonianza della dottrina cattolica sulla presenza reale di Cristo nel sacramento dell’Eucaristia.

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COMMENTO AL DI IERI DI DON LUIGI MARIA

«Guardatevi dagli scribi, che amano passeggiare in lunghe vesti, ricevere saluti nelle piazze, avere i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti nei banchetti». Gesù ci mette in guardia da una tentazione molto sottile: vivere per essere visti. Gli scribi non sono condannati per ciò che fanno, ma per il motivo per cui lo fanno. Hanno trasformato la loro fede in una vetrina, la loro religiosità in una ricerca di consenso. Quando il cuore ha bisogno continuamente dell'approvazione degli altri, allora significa che ha smesso di cercare Dio e ha cominciato a cercare se stesso. Per questo il Vangelo ci presenta immediatamente una figura completamente diversa: una vedova povera. Nessuno la nota, nessuno la applaude, nessuno la considera importante. Eppure è proprio lei a catturare lo sguardo di Gesù. «Questa vedova, così povera, ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri». Agli occhi degli uomini conta la quantità. Agli occhi di Dio conta l'amore. Gli altri offrono qualcosa del loro superfluo, la vedova offre ciò che è necessario alla sua vita. Gli altri danno senza compromettersi, lei si consegna totalmente. Per questo Gesù vede in quel gesto una grandezza che nessun altro riesce a vedere. Molto spesso siamo preoccupati di fare cose grandi, mentre il Signore ci chiede semplicemente di amare in modo grande. La santità non consiste nell'essere straordinari, ma nel vivere in maniera straordinaria ciò che è ordinario. La vedova non compie un miracolo, non pronuncia discorsi memorabili, non occupa posti importanti, non scrive libri. Fa semplicemente un gesto d'amore totale. «Essi infatti hanno gettato parte del loro superfluo. Lei invece, nella sua miseria, vi ha gettato tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere». Questa donna ci ricorda che la fede è sempre una questione di fiducia. Si può donare tutto soltanto quando si è certi che la propria vita non dipende da ciò che si possiede, ma da Colui al quale ci si affida. E forse il vero problema della nostra vita spirituale è che spesso diamo a Dio molte cose, ma raramente gli consegniamo davvero noi stessi. La vedova povera possiede soltanto due monetine, ma in realtà possiede il tesoro più grande: un cuore che sa affidarsi completamente a Dio. E questo vale più di qualsiasi ricchezza.

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LA TOMBA DI SANT’ , UN CAPOLAVORO DEL TRECENTO

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https://www.chiesadimilano.it/news/arte-cultura/la-tomba-di-santagostino-un-capolavoro-del-trecento-2874724.html

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NELL’ERA DELL’ UN NUOVO UMANESIMO DIGITALE CRISTIANO

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https://www.avvenire.it/idee-e-commenti/nellera-dellia-un-nuovo-umanesimo-digitale-cristiano_109324

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L'ARCIVESCOVO DI : TORNARE A INGINOCCHIARSI DAVANTI A DIO NELL'EUCARISTIA

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https://www.avvenire.it/chiesa/larcivescovo-di-sydney-tornare-a-inginocchiarsi-davanti-a-dio-nelleucaristia_109333

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CORPUS DOMINI, COSA SIGNIFICA E COSA SI FESTEGGIA

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https://tg24.sky.it/mondo/approfondimenti/festa-corpus-domini-significato

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PINUCCIO SCIOLA, IL CANTO E IL SANGUE DELLA PIETRA IN

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https://www.avvenire.it/idee-e-commenti/pinuccio-sciola-il-canto-e-il-sangue-della-pietra-in-sardegna_109303

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CORPUS DOMINI:​ LASCIATI AMARE, GRATUITAMENTE.
Don Luigi Maria Epicoco

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https://youtu.be/M1dqKyASR0g?is=jlRSsvlTP5XZmaMY

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PADRE SERAFINO TOGNETTI - MARIA SS., E SATANA - 3 PICCOLI PASSI CON GESÙ

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https://youtu.be/qe_9e_CIthg?is=ft_oq4ZzTK7Miu7s

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IL VANGELO DI SABATO 6 GIUGNO - MC 12,38-44: TUTTA QUANTA LA SUA VITA
Don

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https://youtu.be/VBATV0fs6d4?is=Aw6qkfl1T61n_1hc

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PAPA LEONE IN SPAGNA

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🌹🌹"LA FEDE NASCE, QUANDO ACCETTIAMO LA SPROPORZIONE CON DIO".Don Luigi Maria Epicoco 🌹🌹RICORDIAMO CHE OGGI 6 GIUGNO E IL...
06/06/2026

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"LA FEDE NASCE, QUANDO ACCETTIAMO LA SPROPORZIONE CON DIO".
Don Luigi Maria Epicoco

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RICORDIAMO CHE OGGI 6 GIUGNO E IL PRIMO SABATO DEL MESE DEDICATO AL CUORE IMMACOLATO DI MARIA.
NELLA NOSTRA PARROCCHIA DI IN (IM) LA SANTA MESA PREFESTIVA SARÀ CELEBRATA ALLE ORE 18:00.

Ricordiamo a quanti hanno iniziato LA GRANDE DOPPIA NOVENA dei primi Venerdì e Sabati di recitare le PREGHIERE PROPRIE

https://drive.google.com/file/d/16QK4kDWdGfNhbw7fYjm-blaFe5hg8CYp/view?usp=sharing

*I PRIMI SABATI DEL MESE *
La Madonna apparendo a Fatima il 13 giugno 1917 disse a suor Lucia :
“Guarda, figlia mia, il mio Cuore circondato di spine che gli uomini ingrati infliggono continuamente con bestemmie e ingratitudini. Consolami almeno tu e fa sapere questo: A tutti coloro che per cinque mesi, al primo sabato, SI CONFESSERANNO, riceveranno la santa COMUNIONE, reciteranno il ROSARIO e mi faranno compagnia per QUINDICI MINUTI meditando i Misteri, con L'INTENZIONE DI OFFRIRMI RIPARAZIONE, prometto di assisterli nell’ora della morte con tutte le grazie necessarie alla salvezza”.

https://www.corrispondenzaromana.it/fatima-limportanza-dei-primi-sabati-del-mese/

Condizioni:
1 – Confessione, fatta entro gli otto giorni precedenti, con l’intenzione di riparare le offese fatte al Cuore Immacolato di Maria. Se uno nella confessione si dimentica di fare tale intenzione, può formularla nella confessione seguente.
2 – Comunione, fatta in grazia di Dio con la stessa intenzione della confessione.
3 – La Comunione deve essere fatta nel primo sabato del mese perciò non nella messa prefestiva del Sabato sera.
4 – La Confessione e la Comunione devono ripetersi per cinque mesi consecutivi, senza interruzione, altrimenti si deve ricominciare da capo.
5 – Recitare la corona del Rosario, almeno la terza parte, con la stessa intenzione della confessione.

https://drive.google.com/file/d/16ysinTshpKn3XTJAbVeE-FnMtnVa1RS0/view?usp=sharing

6 – Meditazione, per un quarto d’ora fare compagnia alla SS.ma Vergine meditando sui misteri del Rosario.

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Oggi si ricorda

SAN

S. Norberto nacque a Xanten nel 1085 circa da una illustre e ricca famiglia. Fin da giovinetto si diede agli studi con splendidi successi, per cui fu bene accolto alle corti dei principi e in quella dello stesso imperatore Enrico. E qui, più che altrove, diede prova della sua nobiltà e della sua erudizione.

Norberto però in questa prima sua gioventù sprecò i preziosi talenti ricevuti da Dio conducendo una vita comoda, amante delle vanità e delle lodi. Ma la grazia di Dio non tardò a smuovere il suo cuore e a fargli comprendere che tutto è vanità.

Un giorno mentre viaggiava, elegantemente vestito, sul suo cavallo, lo colse un temporale. Rifugiatosi sotto una pianta, poco mancò che un fulmine non lo incenerisse. La terra si aperse sotto i piedi del cavallo ed egli fu buttato a terra svenuto.

Rinvenuto, si ricordò della sua triste vita condotta fino allora e, come già S. Paolo, rivolse al Signore le parole: « Che vuoi che io faccia? ». « Fuggi il male e fa' il bene, cerca la pace e seguila finché non la trovi ».

Queste parole le sentì nel profondo del cuore. Era la voce di Dio che ancora una volta lo chiamava, ed egli l'ascoltò e mutò vita per sempre.

Abbandonata la corte, si ritirò nel monastero di Sigeberto vicino a Colonia, e dopo conveniente preparazione fu ordinato sacerdote dall'Arcivescovo di quella città.

In seguito fu eletto canonico e in questo nuovo ufficio avrebbe voluto correggere molti abusi, ma trovò ostacoli nella rilassatezza dei tempi, per cui, rinunziato al canonicato, camminando a piedi scalzi, e mendicando il cibo, andava annunziando ovunque la buona novella, finché si ritirò nel silenzio di
Prémontré. Ma non fu solo. Quaranta ecclesiastici e molti secolari si unirono a lui per vivere nella penitenza e ne la preghiera. S. Norberto pensò allora ad una regola di vita comune e adottò quella di S. Agostino, e nel Natale del 1121 fecero la professione solenne. Così era fondata la Congregazione dei Canonici Regolari Premostratensi.

Nel viaggio che fece a Roma per l'approvazione della regola, passò a Spira ove il clero e il popolo erano radunati per l'elezione del nuovo arcivescovo. Saputo l'arrivo del Santo, egli stesso fu eletto all'alta dignità. « Ecco il nostro padre, ecco il nostro pastore! » si gridava dappertutto. Voce di popolo, voce di Dio: e S. Norberto dovette accettare e cercò di soddisfar a questo nuovo onere guadagnando tutti a Gesù Cristo

Non pochi però si opposero al suo ardente zelo attentarono anche alla sua vita. Egli perdonò e sopportò tutto; e alla fine colla sua pazienza vinse anche quegli animi ribelli, conducendoli all'ovile di Gesù Cristo.

Assistette al concilio che si tenne a Reim e fu nominato arcivescovo di Magdeburgo da papa Onorio II nel 1126. Molto s'affaticò per estinguere lo scisma dell'antipapa Anacleto; nello stesso tempo visitò molte province della Germania portando ovunque la sua parola di padre e di pastore.

Una malattia che l'assalì gravemente, lo tenne per 4 mesi a letto ed il 6 giugno 1134 spirò nel bacio de Signore.

Inizialmente, fu sepolto nella chiesa del cenobio tra i suoi "fratelli". Durante la Riforma, quando la città di Magdeburgo passò ai protestanti, i premostratensi si impegnarono a trasferire le reliquie, poiché i protestanti non veneravano le reliquie dei santi. Nel 1626, riuscirono ad aprire il sepolcro e trasportare il corpo a Praga, dove l'abate di Strahow permise la collocazione. Nel 1627, le spoglie furono deposte nella chiesa del cenobio dei Canonici Premostratensi a Strahow, a Praga, dove fu eretto un altare.

PRATICA. Perdoniamo le offese ricevute e godiamo se il mondo ci odia quando facciamo bene, perché, allora siamo sicuri di essere veramente seguaci di Gesù Cristo.

PREGHIERA. O Signore, che il tuo beato confessore e vescovo Norberto rendesti banditore esimio della tua parola, e per suo mezzo rendesti feconda la tua Chiesa di una nuova famiglia, deh! fa che per i suoi meriti possiamo praticare col tuo aiuto quanto egli ha insegnato con le parole e colle opere.

MARTIROLOGIO ROMANO. A Magdebùrgo san Norbérto, Vescovo di quella città e Confessore, Fondatore dell'Ordine Premostraténse.

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COMMENTO AL DI IERI DI DON LUIGI MARIA

“Come mai gli scribi dicono che il Messia è figlio di Davide?” Con questa domanda Gesù sembra voler condurre la folla a una riflessione teologica più profonda, semplicemente per trasmettere loro una questione molto importante: il Messia, quindi lui stesso, non è soltanto un discendente come altri della famiglia di Davide, ma è qualcuno di più grande, a cui lo stesso Davide attribuisce un'autorità che supera ogni appartenenza umana. Potremmo sintetizzare così la pagina del Vangelo di oggi: Dio agisce nelle cose di questo mondo, ma è sempre più grande delle cose di questo mondo. Egli entra nella nostra storia senza lasciarsi rinchiudere dalla storia. Assume un volto umano senza smettere di essere il Signore. Spesso anche noi corriamo il rischio di ridurre Gesù alle nostre categorie, alle nostre idee o alle nostre aspettative. Lo vorremmo comprensibile, prevedibile. Invece il Vangelo ci ricorda che Cristo appartiene certamente alla nostra storia, ma non si esaurisce in essa. È vicino a noi, eppure rimane infinitamente più grande di noi. La fede nasce proprio quando accettiamo questa sproporzione: quando smettiamo di costruirci un Dio a nostra misura e ci lasciamo invece sorprendere da un Dio che supera continuamente le nostre misure. Per questo ogni autentico incontro con Cristo allarga il cuore, apre la mente e ci libera dalla tentazione di ridurre il mistero di Dio a qualcosa che possiamo possedere o spiegare completamente. Il Vangelo di oggi ci invita dunque a riconoscere che Gesù non è soltanto un personaggio della storia della salvezza, ma il Signore della storia. E soltanto quando gli riconosciamo questo primato possiamo comprendere davvero chi siamo e quale direzione dare alla nostra vita.

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SAN CARACCIOLO

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https://www.chiesadimilano.it/almanacco/santo-del-giorno/anno-a-2025-2026-s/san-francesco-caracciolo-6-2871184.html

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« È TUTTO PER NOI», I PRETI 2026 SI PRESENTANO

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https://www.chiesadimilano.it/news/chiesa-diocesi/presentazione-motto-immagine-preti-2026-2874681.html

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ATTRAVERSA IL CANTIERE DELLA SAGRADA FAMÍLIA

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https://www.avvenire.it/agora/cultura/gutenberg-attraversa-il-cantiere-della-sagrada-familia_109254

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«IL È TROPPO PICCOLO»

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https://sancarlo.org/il-mondo-e-troppo-piccolo/

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CEI: APPROVATO “RADICATI E COSTRUITI IN CRISTO”, LE LINEE PASTORALI PER IL PROSSIMO QUINQUENNIO. APPELLO UNANIME PER LA PACE

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https://www.diocesidicremona.it/cei-approvato-radicati-e-costruiti-in-cristo-le-linee-pastorali-per-il-prossimo-quinquennio-appello-unanime-per-la-pace-29-05-2026.html

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, UN PROGETTO PER TRASFORMARE I MINISTERI DELLE RELIGIOSE

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https://www.vaticannews.va/it/chiesa/news/2026-06/sisters-project-africa-donne-religiose-suore-preghiera-giovani.html

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LA VICINA CHE ACCUDIVA IL GATTO DI CARLO RIVELÒ COSA FECE L'ANIMALE IL GIORNO DELLA SUA MORTE

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https://youtu.be/0v-Jy1hbKXs?is=QdErJoG5YhQAQX8Z

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IL VANGELO DI VENERDÌ 5 GIUGNO - MC 12,35-37: COME MAI DICONO CHE IL CRISTO È FIGLIO DI DAVIDE?

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https://youtu.be/Q7C1hz-RfHs?is=txvb-3nxteGw3kX4

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MARIA MAESTRA DELLA PAROLA
Don Luigi Maria Epicoco

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https://youtu.be/OAWt-upwZj0?is=hEIUIk1-c2FsUPzb

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🌹🌹"NON SI PUÒ DIRE DI AMARE DIO IGNORANDO IL PROSSIMODon Luigi Maria Epicoco 🌹🌹RICORDIAMO CHE OGGI 5 GIUGNO È IL PRIMO V...
05/06/2026

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"NON SI PUÒ DIRE DI AMARE DIO IGNORANDO IL PROSSIMO
Don Luigi Maria Epicoco

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RICORDIAMO CHE OGGI 5 GIUGNO È IL PRIMO VENERDÌ DEL MESE DEDICATO AL SACRO CUORE DI GESÙ.

LA DOPPIA GRANDE NOVENA, fu richiesta a Suor Natalia (Ungheria). Si tratta della COMUNIONE RIPARATRICE, dopo la preparazione appropriata (preghiere apposite) e un vero pentimento (attraverso la Confessione), per i 9 primi Venerdì e i 9 primi Sabati del mese, consecutivi, per consolare il S. Cuore di Gesù e l’Immacolato Cuore di Maria dalle offese ed oltraggi a Loro fatti.
Le Promesse già fatte a Santa Margherita Maria Alacoque dal Sacro Cuore di Gesù e a Suor Lucia di Fatima dall’Immacolato Cuore di Maria furono nuovamente arricchite in Ungheria, attraverso la richiesta di Gesù fatta a Suor Natalia, con ben 33 promesse:

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https://drive.google.com/file/d/16QK4kDWdGfNhbw7fYjm-blaFe5hg8CYp/view?usp=sharing

CONDIZIONI:
1. -Confessione il primo venerdì del mese o del sabato, a seconda di quale dei due capita per prima (anche se non si è in peccato mortale: Padre Pio e altri santi si confessava una volta a settimana, per spezzare i vincoli col peccato … a noi andrebbe benissimo già ogni 15 giorni).
2. Eucarestia il primo venerdì e il primo sabato di ogni mese per 9 mesi consecutivi
3. Preghiere proprie della novena
https://drive.google.com/file/d/16QIQvyNl6Q-A_uOuo82iXd4fDPd2nTQt/view?usp=sharing

4. Tutto per 9 mesi consecutivi.
Il Signore a S. Margherita Maria Alacoque chiese che in riparazione alle offese recate al Suo SS. Cuore si frequentasse la Santa Comunione, specialmente nel Primo Venerdì d'ogni mese, con spirito
- di amore che cerca di contraccambiare l'ineffabile amore del Cuore divino verso di noi;
- e di riparazione per le freddezze, le ingratitudini, il disprezzo con cui gli uomini ripagano tanto amore.
A tale devozione legò la seguente grande promessa:
«A tutti quelli che, per 9 MESI consecutivi, si comunicheranno al PRIMO VENERDÌ D'OGNI MESE, io prometto la grazia della perseveranza finale: essi non morranno in mia disgrazia, ma riceveranno i Santi Sacramenti (se necessari) ed il mio Cuore sarà loro sicuro asilo in quel momento estremo».

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https://drive.google.com/file/d/16Ibil2qBKYqjH9B-JL7s-bfaiRkDd17R/view?usp=sharing

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Oggi si ricorda

SAN

S. Bonifacio nacque in Inghilterra verso l'anno 680. Educato nella religione cristiana, fin dalla più tenera età mostrò grande amore verso Dio e di Lui parlava con grande gusto.

Due missionari di passaggio per quelle contrade domandarono alloggio nella sua casa, e durante la sosta parlarono di Dio. Il piccolo Bonifacio, approfittando dell'occasione, domandò cosa dovesse fare per salvarsi. Ascoltò attentamente quanto dissero i due padri e Dio, premiando quest'anima candida, fece sentire distintamente nel cuore del fanciullo la sua voce che lo chiamava al suo servizio.

Da quel momento l'idea di farsi sacerdote non si partì più da lui. Ma il padre avendo fondato sul giovane le più lusinghiere speranze, si oppose energicamente, finché una grave malattia non gli fece comprendere il suo dovere di lasciar libero il figlio. Bonifacio allora pensò sol più a corrispondere alla divina chiamata ed entrò nel monastero di Exter dove ricevette la prima educazione.

Alla santità della vita univa pure grande ingegno e amore allo studio, massime della Sacra Scrittura, che fu sempre la fonte inesauribile della sua predicazione. Dopo il regolare corso di studi venne ordinato sacerdote l'anno 710.

Le sue rare doti di santità e di scienza si manifestarono meglio in lui, con ammirazione dei suoi superiori, quando fu mandato all'Arcivescovo di Canterbury per sistemare una delicata questione. Aborriva qualsiasi lode e approvazione; e temendo di poter essere in seguito elevato ad altre cariche, partì dall'Inghilterra e andò in Francia. Ma presto fu costretto al rimpatrio.

Morto poco dopo il suo ritorno l'Abate del monastero, la comunità lo elesse a successore; egli umilmente si rifiutò e andò a predicare tra gli infedeli. Venuto a Roma, Gregorio II lodò il suo zelo e la sua virtù e gli affidò l'evangelizzazione della
Germania.

Nella Turingia cominciò il suo apostolato. Quando però morì Rodbodoro re di Frisia, il paese fu inaccessibile ai missionari e Bonifacio si recò da S. Willebrordo, vescovo di Utrecht e insieme esercitarono il sacro ministero. San Willebrordo conosciuta presto la santità e lo zelo di Bonifacio nell'esercizio del sacro ministero, lo volle a suo successore.

Ma egli bramando essere semplice missionario, lasciò Utrecht e passò nell'Ansia.

Gregorio II quasi in premio del gran bene da lui compiuto lo consacrò vescovo della Germania, e Gregorio III gli aggiunse il titolo di arcivescovo.

Tuttavia le nuove dignità e i nuovi onori non furono di danno alla propria santificazione, ed egli continuò come prima la vita di travagli apostolici e di lotte interiori. Nel 738 rivide ancora una volta il Papa nella città eterna e nel 753 successe nella sede episcopale di Magonza.

Bonifacio ottenne il titolo di arcivescovo e quindi di legato pontificio con poteri straordinari sulla regione da lui governata. Per i suoi servigi alla Chiesa gli venne concesso ben presto il titolo di "apostolo dei cristiani tedeschi".

Il suo pellegrinaggio terreno intanto volgeva al termine; per meglio prepararsi al gran passo, rinunziò al vescovado e attese sol più alla predicazione.

Il 5 giugno del 754 sorpreso insiemwine a molti altri sacerdoti da una banda di furibondi idolatri, diede il suo sangue per il nome di Gesù Cristo, dopo aver esortati tutti gli altri sacerdoti a prepararsi coraggiosamente al martirio.

PRATICA. Distacchiamo il cuore dagli onori, beni e piaceri della terra e prepariamoci un tesoro nel cielo, umiliandoci e mortificandoci.

PREGHIERA. Dio, che per lo zelo del beato Bonifacio tuo vescovo e martire, ti sei degnato chiamare alla conoscenza del tuo nome una moltitudine di popoli, concedi, propizio, che mentre celebriamo la sua solennità, sperimentiamo anche il suo patrocinio.

MARTIROLOGIO ROMANO. Nella Frisia san Bonifacio, Vescovo di Magónza e Martire. Questi, dall'Inghiltérra andato a Roma, dal Papa beato Gregorio secondo fu mandato in Germania per predicare la fede di Cristo a quelle genti, e, avendo ivi sottomesso alla religione Cristiana una grandissima moltitudine, specialmente dei Frisoni, meritò di essere chiamato Apostolo dei Germàni; alla fine nella Frisia dai pagani infuriati colpito con la spada, compì il martirio insieme ad Eóbano Coepiscopo e ad alcuni altri servi di Dio.

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COMMENTO AL DI IERI DI DON LUIGI MARIA

«Qual è il comandamento più grande?» È a questa domanda che risponde Gesù nella pagina del Vangelo di oggi. E la sua risposta è tanto semplice quanto rivoluzionaria. Egli unisce in un unico movimento l'amore di Dio e l'amore del prossimo, mostrando che non possono essere separati. «Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza» e «Amerai il tuo prossimo come te stesso». Gesù non sta semplicemente elencando due comandamenti. Sta dicendo che esiste un'unica grande legge capace di dare unità alla nostra vita: l'amore. Per questo non si può dire di amare Dio ignorando il prossimo. E non si può amare veramente il prossimo senza attingere continuamente all'amore di Dio. Le due cose stanno insieme. Infatti il rischio più grande della vita spirituale è dividere ciò che Gesù ha unito. Possiamo rifugiarci in una religiosità fatta di pratiche e devozioni, ma senza attenzione concreta agli altri. Oppure possiamo dedicarci agli altri senza mai nutrire il nostro cuore della relazione con Dio. In entrambi i casi manca qualcosa di essenziale. Gesù ci ricorda che la misura autentica della fede è sempre l'amore. Non le parole che diciamo, non le idee che professiamo, ma la capacità concreta di amare. In pratica soltanto dall'equilibrio di questi tre amori nasce una vita buona: l'amore di Dio, l'amore del prossimo e il sano amore di sé. Chi non ama Dio fatica a trovare il fondamento del proprio amore. Chi non ama il prossimo chiude il cuore. Chi non ama sé stesso finisce per vivere relazioni fragili e distorte. Forse dovremmo fare spesso un semplice esame di coscienza: come sto amando Dio? Come sto amando gli altri? Come sto amando me stesso? Tutta la nostra vita sarà giudicata sulla verità di questi tre amori.

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Mercoledì 𝟏𝟎 𝐆𝐈𝐔𝐆𝐍𝐎 don Luigi Maria Epicoco sarà nella 𝐁𝐚𝐬𝐢𝐥𝐢𝐜𝐚 𝐝𝐢 𝐒𝐚𝐧 𝐕𝐢𝐭𝐨 𝐌𝐚𝐫𝐭𝐢𝐫𝐞 a 𝐈𝐒𝐂𝐇𝐈𝐀.
🔹Alle 𝐎𝐑𝐄 𝟏𝟗.𝟑𝟎 sarà celebrata la 𝐒𝐚𝐧𝐭𝐚 𝐌𝐞𝐬𝐬𝐚.
🔹Alle 𝐎𝐑𝐄 𝟐𝟏.𝟎𝟎 ci sarà la 𝐂𝐚𝐭𝐞𝐜𝐡𝐞𝐬𝐢

Nella locandina tutti i particolari

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CARLO ACUTIS: LA SANTITÀ È PER TUTTI

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https://www.tempi.it/carlo-acutis-santita-per-tutti-mostra-san-donato/

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, "IL CALVARIO DELLO XINGU" E LA MISSIONE DELLA CHIESA

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https://www.vaticannews.va/it/chiesa/news/2026-05/amazzonia-xingu-brasile-chiesa-fiume.html

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CORPUS DOMINI, MESSA AL PATRONATO. LA PROCESSIONE FINO A PIAZZALE ALPINI

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https://www.ecodibergamo.it/stories/premium/bergamo-citta/corpus-domini-messa-al-patronato-la-processione-fino-a-piazzale-alpini-o_3880380_11/

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MARIA, SCIOGLI I NODI DEL MIO CUORE

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https://preghieracristiana.it/preghiera-a-maria/maria-sciogli-i-nodi-del-mio-cuore/

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L'EUCARISTIA E LA FERITA CHE GUARISCE: L'UMILTÀ DI DIO NEL SILENZIO: UNA MEDITAZIONE DI DON EPICOCO

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https://youtu.be/Yr40oIo806M?is=dUA0XV4PYJ_ik0BT

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FESTA DEL SANTO, IN BASILICA LA DIOCESI DI TRIESTE CON IL VESCOVO ENRICO TREVISI

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https://youtu.be/ESE4GfqDDsU?is=8Wkuea7aV60Er2pb

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IL VANGELO DI GIOVEDÌ 4 GIUGNO - MC 12,28-34: NON C'È ALTRO COMANDAMENTO PIÙ GRANDE DI QUESTI
Don

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https://youtu.be/KQPirciYOxw?is=lZZ7jZIc_diAz7xe

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