31/08/2026
Sui social oggi tutta Bitetto ha appreso la notizia di un uomo senza fissa dimora, accasciato nei pressi della chiesa di San Domenico.
E vai... commenti a fiume di chi con la semplice denuncia crede, bontà sua, di acquietarsi la coscienza.
Alle 15.00 di ieri, domenica 30 agosto, la Caritas Parrocchiale si è fatta prossima di questo fratello in difficoltà. Gli siamo andati incontro. Quando lo abbiamo incontrato lui era in preghiera rivolto verso La Mecca: è mussulmano proveniente dal Medioriente. Gli abbiamo offerto acqua, un pasto caldo, qualche provvista di prima necessità.
Lui col volto basso, discreto e silenzioso, ha annuito con un sorriso, sussurrando solo di non aver bisogno di null'altro. Più tardi siamo tornati. Gli abbiamo consegnato altri alimenti. E gli abbiamo lasciato un biglietto con su scritto: Siamo CARITAS. E il nostro recapito telefonico.
Nel pomeriggio di oggi lo abbiamo ancora raggiunto in stazione. Gli abbiamo proposto di accompagnarlo al dormitorio a Bari, ma lui non ha voluto.
Con un cenno del capo ci ha ringraziato e ci ha salutato.
Non siamo chiamati a risolvere i problemi... ma certo, siamo fortemente sollecitati a farci prossimo di chi è in difficoltà. Quella compassione che si fa prossimità, anche se apparentemente può sembrare limitata o parziale, di fatto crea relazione e consegna una testimonianza evangelica: "... Lo avete fatto a me".
Quell'uomo ha portato via con sé, non solo il cibo e l'acqua, non solo quel biglietto con un numero telefonico... ha portato con sé il volto, le mani, il cuore della nostra comunità Cristiana di Bitetto. Perché dietro chi ieri e oggi fisicamente ha incontrato e dato qualcosa a quell'uomo, c'era il volto e il cuore di ognuno di noi, cristiani di questa Chiesa bitettese.
È Cristo che ci visita ogni volta che un fratello, una sorella, incrocia la nostra strada. Anche alle 15.00 di una pomeriggio di domenica con 43 gradi di temperatura.