08/06/2026
Dal Vangelo alla Vita
Lunedì 8 Giugno 2026
della X settimana del tempo ordinario
Mt 5,1-12a:”In quel tempo, vedendo le f***e, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:
«Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati quelli che sono nel pianto,
perché saranno consolati.
Beati i miti,
perché avranno in eredità la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,
perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi,
perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore,
perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace,
perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per la giustizia,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. Cosi infatti perseguitarono i prfoeti che furono prima di voi».”
il Vangelo odierno è quello delle Beatitudini: l'insegnamento fondamentale di Gesù, con cui inizia il Discorso della Montagna: la “magna charta” del cristianesimo!
“Le beatitudini rispondono all'innato desiderio di felicità. Questo desiderio è di origine divina; Dio l'ha messo nel cuore dell'uomo per attirarlo a sé, perché egli solo lo può colmare.(Catechismo della Chiesa Cattolica 1718).
“sono le promesse paradossali che, nelle tribolazioni, sorreggono la speranza; annunziano le benedizioni e le ricompense già oscuramente anticipate ai discepoli; sono inaugurate nella vita della Vergine Maria e di tutti i santi.” (Idem 1717)
In un mondo corrotto dall’ azione del Diavolo e dai nostri peccati, le Beatitudini capovolgono i criteri del mondo per essere felici e -avendo presente che alla gioia della Resurrezione si giunge passando prima attraverso la Passione e la Morte- ci permettono di evitare quella che San Josemaria chiamava “la mistica del magari”:
“Mettete dunque da parte i sogni, i falsi idealismi, le fantasticherie, tutto quell'atteggiamento che sono solito chiamare "mistica del magari" — magari non mi fossi sposato, magari non avessi questa professione, magari avessi più salute, magari fossi giovane, magari fossi vecchio!… —, e attenetevi piuttosto, con sobrietà, alla realtà più materiale e immediata, perché è proprio lì che si trova il Signore: “Guardate le mie mani e i miei piedi — dice Gesù risuscitato —, sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa come vedete che ho io” (Lc 24, 39).”( Colloqui, 116)
Tutto questo si chiama “cammino di santità”!
“Ci possono essere molte teorie su cosa sia la santità, (…) Gesù ha spiegato con tutta semplicità che cos’è essere santi, e lo ha fatto quando ci ha lasciato le Beatitudini (cfr Mt 5,3-12; Lc 6,20-23). Esse sono come la carta d’identità del cristiano. Così, se qualcuno di noi si pone la domanda: “Come si fa per arrivare ad essere un buon cristiano?”, la risposta è semplice: è necessario fare, ognuno a suo modo, quello che dice Gesù nel discorso delle Beatitudini.[66] In esse si delinea il volto del Maestro, che siamo chiamati a far trasparire nella quotidianità della nostra vita.”( Papa Francesco, Gaudete et Exultate, 63)
Evidentemente questa “via della felicità terrena ed eterna” si può raggiungere solamente con l’aiuto dello Spirito Santo, accogliendo i suoi Doni: in particolare attraverso la duplice mensa della Parola e del Pane. Provare per credere!