Il culto della Madonna dello Sterpeto è legato alla grande peste del 1656, anno del ritrovamento dell'icona, che ridusse di oltre due terzi la popolazione barlettana. Si ritiene che l'epidemia abbia avuto inizio con l'arrivo a Napoli degli spagnoli e che gli intensi traffici commerciali tra la città partenopea e la Puglia abbiano accelerato l'espandersi della peste. Il governo cittadino, non sapen
do come fermare l'epidemia ed evitare le numerose vittime, decise di affidare la città al volere di Gesù Eucaristico, del Santo Legno della Croce, di San Ruggero e della Madonna. Nel luglio 1656 dei contadini ritrovarono in una cella sotterranea presso un antico monastero diroccato del tredicesimo secolo sito nelle campagne barlettane, un quadro della Madonna perfettamente conservato nonostante le intemperie dei secoli. La scoperta coincise con un improvviso rallentamento della peste, che rimase circoscritta alla zona corrispondente all'attuale Via Romania. La comunità barlettana associò l'evento all'intercessione della Vergine, tant'è che la tradizione ritiene che il nome "Via Romania" derivi non già dallo Stato rumeno, bensì dal termine barlettano "rumanett" (rimase), a memoria dell'evento. In seguito al miracoloso rallentamento della peste, la Città di Barletta fece voto di compiere una solenne processione eucaristico-penitenziale nel giorno del Venerdì Santo, durante la quale ancora oggi si fa memoria dell'evento con l'apertura della teca contenente il Santissimo Sacramento, che viene venerato e incensato in corrispondenza di Via Romania. Fu così che, dagli sterpi tra i quali era stato rinvenuto il quadro della Madonna, la protettrice fu chiamata Madonna dello Sterpeto e in seguito fu dichiarata Santa Patrona di Barletta. L'icona fu solennemente incoronata a nome del Capitolo Vaticano, dall'Em.mo Card. Secondo la leggenda l'icona di origine bizantina fu trasportata dai monaci basiliani a Barletta nell'ottavo secolo in seguito al periodo iconoclasta che infuriava nell'Impero Bizantino. Più verosimilmente l'icona, certamente non successiva al tredicesimo secolo, è di probabile origine nostrana, di fattura bizantineggiante dipinta secondo i moduli pittorici della Madonna della Tenerezza, propri dell'epoca. Ma ciò non esime dal pensare che l'icona possa essere di origine più antica, specie per il fatto che i primi detentori della abbazia dello Sterpeto furono proprio i monaci basiliani. In tempi più recenti l'icona ha subito un primo restauro nel 1948, giudicato dai più grossolano, specie per ciò che riguarda i contorni della icona. Un secondo restauro conservativo, guidato dalla Sovrintendenza dei Beni Culturali di Bari, ha riguardato l'icona nel 1979. L'8 maggio 2009, su istanza del sindaco di Barletta e del Consiglio Comunale, l'arcivescovo, sentito il parere del Capitolo Cattedrale di Barletta, ha dichiarato Barletta "Civitas Mariae" ovvero città di Maria.