Destinazione Campania

Destinazione Campania In realtà, la fondazione si dovrebbe agli Osci, passando successivamente ai Sanniti. Per assicurarsi il possesso di Benevento, vennero dedotti nel 268 a.C.

Benevento (Ben-viént in dialetto beneventano, Beneventum in Latino) è un comune italiano di circa 62.289 abitanti .Città sannitica, romana, longobarda e poi pontificia, Benevento vanta un cospicuo patrimonio storico-artistico. « Nulla in Italia è più antico di Benevento. »
(Edward Hutton, Naples and Campania revisited, London, Hollis and Carter, 1958)

Fondazione
La fondazione di Benevento risale

a tempi remoti. Una leggenda narra che Benevento debba le sue origini all'eroe greco Diomede, sbarcato in Italia dopo la distruzione e l'incendio di T***a, e che avrebbe riservato per la città una zanna del mitico Cinghiale Calidonio (simbolo di Benevento) ucciso da suo zio Meleagro; secondo Procopio di Cesarea avrebbe anche ospitato l'incontro tra Diomede ed Enea. Una moneta del IV secolo a.C., attribuita alla città e recante impresso l'emblema del cavallo e la scritta Malies, avvalorerebbe la tesi dell'origine greca, in quanto il cavallo era il simbolo particolare di Diomede. Inoltre, la parola Malies (o Malocis), nome probabilmente osco o sannita, sarebbe all'origine del primo nome della città che era Maloenton, da cui quello latino di Maleventum o Maluentum. Del periodo pre-romano la città offre ceramiche e bronzi del secolo VIII e VII. A tal proposito è interessante sottolineare che secondo lo studio linguistico dei Toponimi, la radice *Mal- (con possibile significato di "pietra") non sarebbe riconducibile ad una radice indoeuropea, per questo motivo si ritiene che questo toponimo (ricorrente in molti luoghi in Europa ed in particolare in Italia), sia una lascito nelle lingue indoeuropee (a cui appartengono l'Osco e il Latino), della lingua parlata prima dell'arrivo di questi popoli in età neolitica. Negli ultimi anni alcuni studiosi vanno ipotizzando un'origine diversa della città, che avrebbe preso nome di Civitate Beneventana, così come si chiamò una zona dell'attuale territorio cittadino nel corso del Medioevo. I Romani
Per la prima volta nella storia romana nel 314 a.C., Maleventum, definita a proposito della prima guerra sannitica quale fiorente centro del Sannio Meridionale. Nei suoi pressi, le legioni di Papirio Cursore e di Bibulco sconfissero, nel corso della seconda guerra sannitica, le truppe sannitiche. Nelle vicinanze della città, nel 297 a.C., il console romano Publio Decio Mure, avrebbe sconfitto durante la terza guerra sannitica gli Apuli, impedendo in tal modo il ricongiungimento con i Sanniti. Nel 275 a.C., i Romani vinsero Pirro, venuto in Italia con i suoi elefanti: questo fatto si dimostrò fondamentale per lo sviluppo della città. il primo stanziamento di coloni romani con diritto latino. A quest'epoca risale il nome di Beneventum, mutuato da Maleventum, considerato di cattivo augurio. Durante la seconda guerra punica, vennero combattute due battaglie decisive: nel 214 a.C. il generale cartaginese Annone fu sconfitto da T. Gracco; nel 210 a.C., il campo di Annone venne assalito e preso dal console Q. Fulvio. Nel 209 a.C. fu una delle diciotto colonie latine a somministrare contingenti di uomini e denaro per continuare la guerra. L'importanza della città crebbe con la realizzazione della via Traiana, nuovo tracciato della via Appia. Nell'86 a.C., i Romani la elevarono al rango di municipium. Verso la fine della Repubblica, Benevento viene descritta come una delle città più floride del Meridione. Augusto, nel 42 a.C., vi deduce una nuova colonia, mentre da Nerone viene dedotta una terza colonia, che prende il nome di Concordia, come è documentato anche nelle iscrizioni del regno di Settimio Severo: Colonia Julia Augusta Concordia Felix. Adriano poi la unì alla Campania. Benevento trasse particolari benefici dall'essere situata su una importante arteria di comunicazione quale era al tempo la via Appia. Traiano la scelse quale punto di partenza per la via che prese il suo nome. Fu così che per tutto il III e IV secolo d.C. la città prosperò in modo particolare, arricchendosi di numerosi e splendidi monumenti. In quel periodo fu la città più popolosa del Meridione dopo Capua. Medioevo
Sede vescovile a partire dal IV-V secolo, fu quasi interamente distrutta da un terribile terremoto nel 369 d.C., segnando il suo lento ed inesorabile declino, favorito anche dalla crisi dell'Impero romano d'Occidente. Nel 410 d.C., subì l'invasione dei Visigoti e nel 455 quella dei Vandali. Poco tempo dopo, si verificò la caduta dell'Impero Romano d'Occidente. Nel 490 d.C. fu presa dai Goti, nel 536 o 537 liberata da Belisario e nel 545 conquistata e saccheggiata da Totila. Nel 571 i Longobardi vi fondarono il ducato di cui Zottone fu il primo duca fino al 591. L'ultimo fu Arechi II, genero di re Desiderio, dal 778 al 787. Protetto dalla sua grandezza, dalla situazione appartata e dalle difficoltà di portarvi e sostenervi guerra, il ducato si mantiene incolume davanti alla minaccia dei Franchi e lo stesso Carlo Magno è costretto ad arrestarsi ai suoi confini. Nell'840, dopo la morte violenta di Sicardo, il dominio fu diviso nei due principati di Benevento e Salerno e nella contea di Capua. Seguì la serie dei principi indipendenti di Benevento da Radalgisio a Landolfo VI. Nel 969, papa Giovanni XIII innalzò Benevento a Chiesa metropolitana. Il principato finì nel 1053 con la battaglia di Civitate e la presa di Benevento da parte di Riccardo I di Aversa e Roberto il Guiscardo. Nel 1077, Enrico III la cedette alla Chiesa. Fu per qualche anno in mano ai Normanni (1078 - 1081), rimanendo poi per secoli un'enclave pontificia nel Regno di Napoli, governata da rettori papali, pur fra alterne vicende: vi furono infatti tentativi di conquistarla da parte di Federico II e Manfredi di Svevia, che qui rimase ucciso in una battaglia contro Carlo I d'Angiò. Fu sottratta alla Chiesa durante le lotte tra Angioini e Aragonesi. Età moderna
Nel 1458, papa Callisto III, alla vigilia della sua morte, crea il nipote Pedro Luís duca di Benevento, infeudazione illusoria, in quanto la città è saldamente tenuta da re Ferrante. Alessandro VI, per non essere da meno, confermando a Federico d'Aragona l'investitura del regno di Napoli, nel 1497 l'ottiene per il figlio Giovanni, già duca di Gandia, principe di Tricarico, conte di Garinola e di Claromonte, nonché Gonfaloniere della Chiesa. Benevento fu poi turbata dalle lotte intestine sorte tra la fazioni di Castello e quella della Fragola (Fravola), concluse con la pace del 1530. Nel Seicento, però, pestilenzie, carestie e terremoti annientarono gli sforzi compiuti e impoverirono sempre più la città. Benevento ritrova serenità sotto il papa, salvo un breve assedio operato dagli spagnoli dal 4 settembre al 28 settembre 1633. Nel 1688 fu distrutta da un terremoto. Si salvò dalle rovine del suo palazzo il cardinale arcivescovo Orsini, il futuro Benedetto XIII, che non solo ricostruì la città, ma ne incrementò tutte le attività. Nel 1702, Benevento fu però squassata da un nuovo cataclisma e il Pastore non desisté dalla sua opera, tanto da essere celebrato come Alter Conditor Urbis ("nuovo fondatore della città"). Con l'arrivo in Italia di Napoleone Bonaparte nel 1798, Benevento fu dapprima occupata da Ferdinando IV di Borbone. In seguito, Napoleone la fece sede di un nuovo principato, retto dal Talleyrand (1806). Tornata alla Chiesa con la Restaurazione, nel 1860 i garibaldini di Salvatore Rampone la sottrassero al dominio pontificio, e fu così annessa al nascente Regno d'Italia. Dopo l'unità d'Italia
Cominciava così una nuova vita per la vetusta città, che riprendeva nel Mezzogiorno d'Italia la sua funzione, sviluppandosi notevolmente nel suo complesso urbano ed abbellendosi di edifici interessanti e di bei monumenti, progredendo nell'agricoltura, specie nella coltivazione dei tabacchi e dei cereali, nelle famose industrie dolciarie, meccaniche, dei liquori, del legno, dei laterizi, nei suoi floridi commerci, nelle istituzioni assistenziali e culturali. Né tale fervore poteva essere spento dall'immane distruzione del secondo conflitto mondiale, allorché la cittadinanza diede tale prova di coraggio e di abnegazione, da meritare la Medaglia d'Oro al Valor Civile (15 giugno 1967). La città fu bombardata dagli Alleati nel 1943: duemila abitanti morirono e oltre la metà della città rimase distrutta. Solo il 2 ottobre 1943 gli americani entrarono nella citta'. Ingenti danni furono poi causati da un'alluvione nel 1949. Da allora ad oggi Benevento si è notevolmente espansa, ed è tuttora oggetto di grandi interventi di riqualificazione. Simboli
Gonfalone della città
Lo stemma cittadino, concesso con D.P.R. del 27 dicembre 1990, ha la seguente blasonatura:
« scudo ennagonale a testa di cavallo, inquartato di rosso e di argento, al capo d'oro, caricato dal cinghiale al naturale, fermo sulla linea di partizione, cinghiato di rosso. Lo scudo è sormontato dalla corona di principe; sotto lo scudo, su lista bifida e svolazzante d'oro, la sigla S.P.Q.B. nella prima riga, le parole CONCORDES IN UNUM nella seconda riga, sigla e parole in lettere maiuscole di nero. »
Il gonfalone consiste in un drappo di rosso mentre la bandiera cittadina, che riprende gli smalti del blasone civico, è un tricolore giallo, bianco e rosso.

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18/09/2024

Ciao ragazzi, come state?
Vi ricordo che domani sera alle ore 19.00, presso il Caffè dell'Orto - Fattoria Sociale Orto di Casa Betania, in Via Marco da Benevento 10, ci sarà la presentazione del libro "Tramonti Occidentali". Con me gli amici Grazia Caruso, Monica Carbini ed il direttore del Consorzio Sale della Rete Economia civile "Sale della Terra", per parlare si del libro, ma anche di un tema molto attuale, che è quello delle migrazioni. Un bacione e vi aspetto numerosi.
PS: in caso di pioggia saremo al coperto, quindi state tranquilli!

Dopo la vittoria al "Premio Internazionale Spoleto Art Festival", sezione letteratura, con il mio romanzo "Tramonti Occi...
22/08/2024

Dopo la vittoria al "Premio Internazionale Spoleto Art Festival", sezione letteratura, con il mio romanzo "Tramonti Occidentali", mi avete sommerso di affetto e attestazioni di stima. Non posso che essere grato per la valanga di auguri e complimenti ricevuti, sia sui social che in privato.
Il vostro supporto mi da un’energia preziosa che mi spinge a guardare avanti, verso nuovi orizzonti e verso sfide ancor più ambiziose.
Ora si continua a sognare e lavorare! La prossima tappa? Il film ispirato al romanzo che inizierà le riprese nella prossima primavera. E poi ci sono altri obiettivi all'orizzonte, forse grandi, ma le sfide sono fatte per essere affrontate… e vinte.
P.S. nella foto il servizio fotografico fatto sotto la "Tower Bridge" dopo aver appreso la notizia della vittoria.

E oggi ancora un articolo che parla di Tramonti Occidentali e contiene anche il video dell'intervista fatta a radio RCS7...
25/07/2024

E oggi ancora un articolo che parla di Tramonti Occidentali e contiene anche il video dell'intervista fatta a radio RCS75

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Oggi, pubblico la bella intervista che mi hanno fatto gli amici giornalisti di L'Altra Notizia. Buona lettura a tutti.
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Io nella terra di mezzo ci sono nato, e ci vivo da sempre, da quando sono uscito dalla pancia di mia madre e ho respirat...
26/06/2024

Io nella terra di mezzo ci sono nato, e ci vivo da sempre, da
quando sono uscito dalla pancia di mia madre e ho respirato
l’odore di una primavera incessantemente in marcia.
Quest’anno però l’inverno è arrivato all’improvviso e prima del previsto. Fa freddo, il cielo è bianco, plumbeo, pioviggina e si sente l’acre odore della neve. È strano immaginare
come tutto ciò che è vivente sia formato da una diversa combinazione delle particelle di carbonio. Ho letto su qualche
rivista scientifica che il nostro mondo si basa sugli atomi di
carbonio, i quali, combinandosi con altri elementi naturalmente presenti nello spazio, determinano tutte le cose. Così
accade che io, essere dal sangue caldo, barbuto irpino scontroso, sia uguale al fiocco di neve freddo che ora si posa sulla
mia mano, sciogliendosi e assimilandosi a me.
Brusco montanaro dalla socialità scostante, cresciuto con
dentro agli occhi il respiro di questi panorami, progenie di
lupi, non avvezzo alla vita urbana, sbuffo di vapore che esce
dalla bocca in un giorno di neve.
Ed eccola la neve, immancabile amica di ogni inverno,
coperta protettrice di ogni filo d’erba, che cade sulle valli e
sulle cime del paesaggio. Lì, verso sud scorgo nettamente le
tre cime del monte Tuoro che domina Chiusano di San Domenico, e verso sud est le cime più alte dei Monti Picentini,
Verteglia, Laceno, Acerno.
Amica, siediti e bevi, ti ho preparato un tè caldo, oggi fa
bene, riscalda le viscere e le ossa. Se l’Italia ha un clima temperato, qui è tutta un’altra storia; il freddo è parte integrante
della nostra esistenza. Ti ci devi abituare.

Indirizzo

Via Valle, 18, 83020 Cesinali Avellino
Avellino
83100

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