Non un nuovo movimento né una nuova aggregazione, ma un cammino di comunione nelle parrocchie. La prima Chiesa abitò nelle case, più che nei templi.
Indirizzo
Piazza Del Vescovado, 3
Assisi
06081
Orario di apertura
| 09:00 - 12:00 |
Sito Web
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Our Story
Le "Comunità Maria" * Famiglie del Vangelo affrontano la sfida di un annuncio e di una catechesi, come anche di una vita liturgica e comunitaria, che fanno sempre più fatica, a causa della dispersione” e “disgregazione” a cui è soggetta la nostra società. Ogni tentativo di rinnovamento catechetico, liturgico e comunitario, che non si misuri con questo processo, è destinato a naufragare. Se la società si disgrega, la Chiesa deve fare ogni sforzo per "riaggregarla”, come fece nella prima ora della sua storia, facendo perno proprio sui “gruppi-famiglia”. Il modo stesso come Gesù operava ci fa da modello: egli amava parlare a tutti, spesso avendo davanti agli occhi grandi f***e, ma “spiegava” poi la Parola nel piccolo gruppo dei suoi discepoli (cf Mc 4,33-34). La prima comunità di Gerusalemme ci mostra una simile dinamica nel rapporto tra l’intera comunità e i gruppi che, progressivamente, si formavano: perseveranti nell'insegnamento degli apostoli, nella comunione, nello spezzare il pane e nelle preghiere, avendo ogni cosa in comune, frequentavano insieme il tempio (livello “assembleare”), e spezzavano il pane nelle case (livello “familiare”: cf At 2,42 – 47). La prima Chiesa abitò nelle case, più che nei templi. Ancora oggi, nella dimensione della “casa”, il cristianesimo può ritrovare quel tono caldo, che una volta era assicurato dalle famiglie, dal vicinato, dalla cultura, e faceva della parrocchia il naturale luogo di convergenza dei rapporti umani. Di questo cristianesimo dai rapporti “caldi” c’è oggi particolarmente bisogno. Grande provvidenza sono stati in questi decenni del dopo–Concilio le aggregazioni e i movimenti ecclesiali che, a seconda dei loro specifici carismi, hanno anche aggregato le persone. Questi percorsi dello Spirito restano una benedizione: chi vi è chiamato fa bene a rimanervi fedele e a promuoverli. Occorre però che la Chiesa si metta, anche in questo, “a scuola” dello Spirito per definire un progetto che dia a tutti i battezzati, nel luogo più ordinario dove essi si possono ritrovare, la parrocchia, la possibilità di fare cammini validi di fede con il supporto di un’esperienza comunitaria. Esperienze che vanno in questa direzione sono, ad esempio, in Italia le “cellule di evangelizzazione” o le “comunità familiari di evangelizzazione”. Si tratta di progetti che mirano a rendere tutta la parrocchia una comunità che, senza nulla perdere del suo aspetto comunitario globale, aiuta le persone invitandole a inserirsi in piccoli gruppi dove l’ascolto della Parola di Dio e l’esperienza di fraternità possono favorire e sostenere il cammino di fede di ciascuno.