I Servi inutili del Buon Pastore

I Servi inutili del Buon Pastore Movimento Ecclesiale cattolico il cui carisma è la riscoperta del senso della Chiesa «colonna e sostegno della verità» (1Tm 3,15) e del suo pensiero.

CAFFÈ SPIRITUALE    MERCOLEDÌ 11 GIUGNO 2026SAN BARNABA, APOSTOLO - MEMORIA          ===☕️===Twitter: https://www.ambroi...
11/06/2026

CAFFÈ SPIRITUALE MERCOLEDÌ 11 GIUGNO 2026
SAN BARNABA, APOSTOLO - MEMORIA
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«Beato questo santo,
uomo virtuoso, pieno di Spirito Santo e di fede:
meritò di essere annoverato tra gli apostoli.». (Cf. At 11,24 (https://www.bibbiaedu.it/CEI2008/nt/At/11/?sel=11,24))

✠ Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

VANGELO
Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date.
✠ Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 10,7-13 (https://www.bibbiaedu.it/CEI2008/nt/Mt/10/?sel=10,7-13)).
In quel tempo, disse Gesù ai suoi apostoli:
«Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni.
Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date. Non procuratevi oro né argento né denaro nelle vostre cinture, né sacca da viaggio, né due tuniche, né sandali, né bastone, perché chi lavora ha diritto al suo nutrimento.
In qualunque città o villaggio entriate, domandate chi là sia degno e rimanetevi finché non sarete partiti.
Entrando nella casa, rivolgetele il saluto. Se quella casa ne è degna, la vostra pace scenda su di essa; ma se non ne è degna, la vostra pace ritorni a voi».
Parola del Signore.

MEDITAZIONE
San Giovanni Paolo II [(1920-2005)
papa],
Redemptoris missio, 86 (© Libreria Editrice Vaticana)

« La messe è molta »

Se si guarda in superficie il mondo odierno, si è colpiti da non pochi fatti negativi, che possono indurre al pessimismo. Ma è, questo, un sentimento ingiustificato: noi abbiamo fede in Dio Padre e Signore, nella sua bontà e misericordia. In prossimità del terzo millennio della redenzione, Dio sta preparando una grande primavera cristiana, di cui già si intravede l'inizio. Difatti, sia nel mondo non cristiano come in quello di antica cristianità, c'è un progressivo avvicinamento dei popoli agli ideali e ai valori evangelici, che la chiesa si sforza di favorire. Oggi, infatti, si manifesta una nuova convergenza da parte dei popoli per questi valori: il rifiuto della violenza e della guerra; il rispetto della persona umana e dei suoi diritti; il desiderio di libertà, di giustizia e di fraternità; la tendenza al superamento dei razzismi e dei nazionalismi; l'affermazione della dignità e la valorizzazione della donna.
La speranza cristiana ci sostiene nell'impegnarci a fondo per la nuova evangelizzazione e per la missione universale, facendoci pregare come Gesù ci ha insegnato: «Venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà come in cielo così in terra» (Mt 6,10).
Gli uomini che attendono Cristo sono ancora in numero immenso: gli spazi umani e culturali, non ancora raggiunti dall'annunzio evangelico o nei quali la chiesa è scarsamente presente sono tanto ampi da richiedere l'unità di tutte le sue forze. Preparandosi a celebrare il giubileo del Duemila, tutta la chiesa è ancor più impegnata per un nuovo avvento missionario. Dobbiamo nutrire in noi l'ansia apostolica di trasmettere ad altri la luce e la gioia della fede, e a questo ideale dobbiamo educare tutto il popolo di Dio.

PADRE NOSTRO…

ORAZIONE
O Dio,
che hai voluto riservare san Barnaba,
pieno di fede e di Spirito Santo,
per la conversione dei popoli pagani,
fa’ che sia annunciato fedelmente con la parola e con le opere
il Vangelo di Cristo che egli predicò con indomito coraggio.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.

✠ Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna. Amen.

**************
«Andate e fate discepoli tutti i popoli, dice il Signore.
Ecco, io sono con voi tutti i giorni,
fino alla fine del mondo». (Mt 28,19a (https://www.bibbiaedu.it/CEI2008/nt/Mt/28/?sel=28,19).20b (https://www.bibbiaedu.it/CEI2008/nt/Mt/28/?sel=28,20))
In Cristo Gesù, Figlio di Dio, vero Dio e vero Uomo, nostra Speranza, Via, Verità e Vita, sia benedetta questa giornata.
D. Ambroise Atakpa.
«Andate e fate discepoli tutti i popoli, dice il Signore.
Ecco, io sono con voi tutti i giorni,
fino alla fine del mondo». (Mt 28,19a (https://www.bibbiaedu.it/CEI2008/nt/Mt/28/?sel=28,19).20b (https://www.bibbiaedu.it/CEI2008/nt/Mt/28/?sel=28,20))

nomeSanta Paola Frassinettititolo: Verginenascita: 3 marzo 1809Genovamorte: 11 giugno 1882Romaricorrenza: 11 giugnoAGIOG...
11/06/2026

nome
Santa Paola Frassinetti

titolo: Vergine

nascita: 3 marzo 1809
Genova

morte: 11 giugno 1882
Roma

ricorrenza: 11 giugno

AGIOGRAFIA
La beata Frassinetti nacque da una piissima famiglia di Genova il 3 marzo dell'anno 1809. I suoi quattro fratelli furono tutti sacerdoti ed uno è venerabile: D. Giuseppe Frassinetti.

Il suo primo apostolato lo esercitò a fianco del fratello, allora parroco a S. Pietro in Quinto. D. Giuseppe aveva istituito nella sua parrocchia una scuola di fanciulle povere e ne affidò la direzione alla sorella Paola, che subito cominciò ad esercitare quell'attività religiosa che a poco a poco la condusse alla fondazione del nuovo istituto delle Dorotee.

Essa però non si occupò esclusivamente dell'insegnamento; ma attese altresì con zelo all'educazione delle bambine e giovanette che si raccoglievano attorno a lei. Nè si limitava alle sole ore della scuola; ma quando questa finiva, Paola chiamava a sè le sue piccole amiche e discepole, e conducendole a passeggio per i boschi, le colline e sulle rive del mare, le tratteneva in elevate conversazioni.

L'idea di fondare l'istituto era nella sua mente, ed ella pregava il Signore perchè si degnasse concedere a tante giovanette la grazia di un nuovo mistico giardino, dove poter più facilmente amar Gesù e attendere alla propria santificazione. E la Frassinetti non tardò a concretare i suoi desideri. Il 12 agosto, festa di S. Chiara, insieme a sei altre compagne fece i voti religiosi, e un provvidenziale incontro diede subito alla fondazione il suo proprio carattere.

D. Luigi Passi di Bergamo aveva pur egli fondata una Congregazione di donne cristiane per l'istruzione catechistica sotto la protezione di S. Dorotea.

Ma l'opera avrebbe terminato con lui e cercava perciò una Congregazione religiosa cui affidarla. Avendo sentito parlare della Frassinetti e della sua iniziativa, le fece la proposta di assumere l'assistenza dell'opera da lui ideata.

Paola ne comprese l'opportunità e l'utilità é abbracciò la proposta del Passi e diede alla comunità il nome di Istituto di S. Dorotea.

Il Papa Gregorio XVI affidò alle Dorotee il non facile incarico di riformare l'antico Istituto di S. Maria del Rifugio presso S. Onofrio sul Quirinale. E qui la Beata fissò la sua dimora stabile.

Presto l'istituto si diffuse a Bologna e in tutte le città italiane; e non tardò a varcare anche i confini diffondendosi in tutto il mondo.

Intanto la Frassinetti era prossima alla morte. Gli Angeli stavano ormai mettendo gli ultimi fiori alla sua corona che si era preparata durante una lunga vita tutta spesa per Iddio, nella preghiera, nella lotta interiore e nello spezzare a tante giovinette il pane della santità. Il Signore gradi il suo olocausto e 1'11 giugno 1882, dopo aver ricevuta la visita di S. Giovanni Bosco, volò gloriosa al cielo.

PRATICA. - Facciamo le nostre azioni per la maggior gloria di Dio e per il bene dell'anima ricordando che tutto è vanità e solo conta ciò che si fa per l'eternità.

PREGHIERA. - Dona a noi la grazia, o Signore, oggi che onoriamo la tua beata Paola Frassinetti, di poter essere ammaestrati nella devozione.

MARTIROLOGIO ROMANO. A Roma, santa Paola Frassinetti, vergine, che, superate molte difficoltà iniziali, fondò la Congregazione delle Suore di Santa Dorotea per la formazione cristiana della gioventù femminile, prodigandosi per la sua opera con forza d’animo e con dolcezza unita a energica passione.

Si Giuseppe Valdagno

11/06/2026

MERENDA SPIRITUALE

"Che vantaggio può
avere Cristo, se la mensa
del sacrificio è piena
di vasi d'oro, mentre Egli
muore di fame nel povero?
Prima sazia l'affamato
e solo in seguito
orna l'altare con quello
che rimane ".

S. GIOVANNI
CRISOSTOMO

Dio vi benedica!
Don Vincenzo Tristaino – Si Torino

CAFFÈ SPIRITUALE    MERCOLEDÌ 10 GIUGNO 2026 MERCOLEDÌ DELLA X SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO PARI)          ===☕️=...
10/06/2026

CAFFÈ SPIRITUALE MERCOLEDÌ 10 GIUGNO 2026
MERCOLEDÌ DELLA X SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO PARI)
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«Il Signore è mia luce e mia salvezza: di chi avrò timore?
Il Signore è difesa della mia vita: di chi avrò paura?
Gli avversari e i nemici, sono essi a cadere». Cf. Sal 26,1-2)

✠ Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

VANGELO
Non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento.
✠ Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 5,17-19 (https://www.bibbiaedu.it/CEI2008/nt/Mt/5/?sel=5,17-19)).
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento.
In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto.
Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli».
Parola del Signore.

MEDITAZIONE
Sant'Ilario di Poitiers [(ca 315-367)
vescovo, dottore della Chiesa],
Commento al Vangelo di Matteo, 4,14-15; PL 9,936-937

Cristo è il compimento delle Scritture

"Non son venuto per abolire, ma per dare compimento". La forza e la potenza di queste parole del Figlio di Dio contengono un grande mistero.

La Legge, infatti, prescriveva delle opere, ma tutte queste opere ella le orientava alla fede verso le realtà che si sarebbero manifestate in Cristo: poiché l'insegnamento e la Passione del Salvatore sono il disegno grande e misterioso della volontà del Padre. La Legge, sotto il velo delle parole ispirate, ha annunciato la nascita di nostro Signore Gesù Cristo, la sua incarnazione, la sua Passione, la sua risurrezione; i profeti, come anche gli apostoli, ci insegnano più volte che da tutta l'eternità è stato disposto il mistero di Cristo per essere rivelato nel nostro tempo...

Cristo non ha voluto che pensassimo che le sue opere contenevano altro che le prescrizioni della Legge. Perciò ha affermato lui stesso: "Non son venuto per abolire, ma per dare compimento". Il cielo e la terra... spariranno, ma neppure il minimo comandamento della Legge sparirà, poiché in Cristo tutta la Legge e i Profeti trovano il loro compimento. Al momento della Passione... ha dichiarato: "Tutto è compiuto" (Gv 19,30). In quel momento, sono state confermate tutte le parole dei Profeti.

Ecco perché Cristo afferma che anche il più piccolo dei comandamenti di Dio non può essere abolito senza offendere Dio... Nulla può essere più umile che la cosa più piccola. E la più umile di tutte è stata la Passione del Signore e la sua morte in croce.

PADRE NOSTRO…

ORAZIONE
O Dio, sorgente di ogni bene,
ispiraci propositi giusti e santi
e donaci il tuo aiuto,
perché possiamo attuarli nella nostra vita.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.

✠ Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna. Amen.

**************
«Insegnami, mio Dio, i tuoi sentieri,
guidami nella tua fedeltà e istruiscimi’Sal 24 (25),4b.5a)
In Cristo Gesù, Figlio di Dio, vero Dio e vero Uomo, nostra Speranza, Via, Verità e Vita, sia benedetta questa giornata.
D. Ambroise Atakpa.
«Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento. »
(Cf. Mt 5,17-19 (https://www.bibbiaedu.it/CEI2008/nt/Mt/5/?sel=5,17-19))

nome: Madonna Odigitriatitolo: Icona Marianaricorrenza: 10 giugnoLa denominazione “Odigitria” derivò dal greco e signifi...
10/06/2026

nome: Madonna Odigitria

titolo: Icona Mariana

ricorrenza: 10 giugno

La denominazione “Odigitria” derivò dal greco e significò “Colei che conduce, indicando la via”. In questa espressione si concentrò l’idea centrale dell’iconografia: Maria non si pose al centro come fine ultimo della venerazione, ma mostrò Cristo come strada sicura per la fede e la salvezza.

Origine e fortuna nella tradizione cristiana

La tradizione più antica collegò l’Odigitria al mondo bizantino e a Costantinopoli, dove l’immagine venne venerata come segno di protezione e di guida per il popolo. L’icona, considerata modello autorevole, ispirò innumerevoli copie e varianti: monasteri, chiese e confraternite la custodirono come memoria visibile di una fede che si trasmise non solo con le parole, ma anche con le immagini.

Con il passare dei secoli, l’iconografia attraversò regioni e lingue diverse. Raggiunse l’Europa orientale e la Rus’, poi giunse anche nel Mediterraneo occidentale, dove trovò terreno fertile soprattutto in alcune aree dell’Italia meridionale e della Sicilia, legandosi a feste popolari, processioni e santuari locali.

*Come si riconobbe l’Odigitria*

L’Odigitria si distinse per una struttura visiva chiara e “teologica”:

Maria in posizione frontale, solenne e composta, come figura di intercessione e di presenza.
Il Bambino Gesù sul braccio sinistro, spesso rappresentato con gesto benedicente.
La mano destra di Maria che indicò il Figlio: un gesto semplice che divenne proclamazione di fede.
Il rotolo o il libro in mano a Cristo, segno della Parola e dell’insegnamento.
In molte immagini comparvero anche abbreviazioni e iscrizioni tradizionali (specialmente in ambiente greco), che ribadirono l’identità sacra dei personaggi e la centralità del mistero dell’Incarnazione.

Simboli e colori

L’arte cristiana attribuì ai colori un linguaggio simbolico: il manto di Maria venne spesso reso in tonalità scure o blu, a richiamare profondità e trascendenza; il rosso e l’oro sottolinearono dignità, regalità e vita donata. Anche quando gli artisti variarono stile e palette, conservarono l’idea fondamentale: Maria “indicò”, Cristo “rispose” con benedizione e insegnamento.

Un messaggio spirituale sempre attuale

*La forza della Madonna* Odigitria non risiedette soltanto nella bellezza formale, ma nel suo messaggio essenziale: la fede non si chiuse in un’emozione privata, bensì si orientò verso una direzione. L’immagine invitò lo sguardo a compiere un passaggio preciso: dalla Madre al Figlio, dalla devozione alla sequela, dalla richiesta di aiuto alla scelta concreta di una “via”.

Per questo, in molte comunità l’Odigitria venne invocata come guida nelle incertezze e come protezione nei momenti difficili, e le celebrazioni in suo onore conservarono un carattere fortemente identitario: non solo memoria del passato, ma gesto comunitario di affidamento.

*Eredità artistica e diffusione delle immagini*

Dall’icona dipinta ai mosaici, dagli affreschi alle tavole medievali, l’Odigitria influenzò generazioni di artisti. L’Occidente accolse e reinterpretò questo modello, talvolta rendendolo più dolce e narrativo, talvolta mantenendone la severità bizantina. Eppure, anche nelle varianti più libere, rimase riconoscibile l’elemento decisivo: il gesto che indicò Cristo come centro.

Si Giuseppe Valdagno

CAFFÈ SPIRITUALE   MARTEDÌ 09 GIUGNO 2026 MARTEDÌ DELLA X SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO PARI)          ===☕️===Twi...
09/06/2026

CAFFÈ SPIRITUALE
MARTEDÌ 09 GIUGNO 2026
MARTEDÌ DELLA X SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO PARI)
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«Il Signore è mia luce e mia salvezza: di chi avrò timore?
Il Signore è difesa della mia vita: di chi avrò paura?
Gli avversari e i nemici, sono essi a cadere». Cf. Sal 26,1-2)

✠ Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

VANGELO
Voi siete la luce del mondo.
✠ Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 5,13-16 (https://www.bibbiaedu.it/CEI2008/nt/Mt/5/?sel=5,13-16)).
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente.
Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli».
Parola del Signore.

MEDITAZIONE
Santa Ildegarda di Bingen [(1098-1179)
badessa benedettina e dottore della Chiesa],
Il libro delle opere divine, cap. 6

L'anima è penetrata dalla luce, come il mondo è penetrato dal sole

Nell'uomo tutti gli elementi sono distinti e rispettano un ordine determinato. L'anima appare come un fuoco, e in essa, la ragione è come una luce; l'anima è penetrata dalla luce della ragione come il mondo è illuminato dal sole; così, attraverso la ragione, può prevedere e conoscere tutte le opere dell'uomo. (...)
Il sole, oscurato da una nuvola nera, nascosto sotto i fulmini, i tuoni e le abbondanti piogge, non appare più; quando quei fenomeni cessano, diffonde di nuovo la sua luce. Lo stesso vale per l’anima dell’uomo, oppressa a tal punto dal corpo da agire secondo i desideri della carne, la luce interiore della ragione si oscura; poiché la rabbia è come il fulmine, l’avidità come il tuono, i desideri illeciti della carne come piogge torrenziali. Quando la penitenza l’ha ripulita dai suoi mali, risplende nella chiarezza della vera luce, illuminata dalla speranza della liberazione e della salvezza. L'anima allora sprigiona la ragione come il fuoco solare dona i suoi raggi e, attraverso di essa, distingue ciò che è celeste e ciò che è terrestre.
L'anima dell'uomo è rafforzata dal fuoco del sole dello Spirito Santo per compiere il bene, ma il freddo della pigrizia e della negligenza la rende debole. Il fuoco della perseveranza e la contrizione dello spirito, insieme, fanno produrre all'uomo buoni frutti, lo confortano e lo aiutano in tutto ciò che è utile affinché nulla possa separarlo dal servizio e dall'amore di Dio.

PADRE NOSTRO…

ORAZIONE
O Dio, sorgente di ogni bene,
ispiraci propositi giusti e santi
e donaci il tuo aiuto,
perché possiamo attuarli nella nostra vita.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.

✠ Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna. Amen.

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«Risplenda la vostra luce davanti agli uomini,
perché vedano le vostre opere buone
e rendano gloria al Padre vostro». (Mt 5,16 (https://www.bibbiaedu.it/CEI2008/nt/Mt/5/?sel=5,16))
In Cristo Gesù, Figlio di Dio, vero Dio e vero Uomo, nostra Speranza, Via, Verità e Vita, sia benedetta questa giornata.
D. Ambroise Atakpa.

9 GIUGNOSANT’EFREMAGIOGRAFIAEfrem nacque a Nisibi in Mesopotamia circa l'anno 306 sotto l'imperatore Costantino. Era fig...
09/06/2026

9 GIUGNO
SANT’EFREM

AGIOGRAFIA
Efrem nacque a Nisibi in Mesopotamia circa l'anno 306 sotto l'imperatore Costantino. Era figlio di pagani, ma studiò con ardore la dottrina cristiana.
Contrariato e perseguitato dal padre, che era sacerdote degli idoli, fu costretto a lasciare la casa paterna e a ritirarsi presso il santo vescovo Giacobbe. Contava allora circa 15 anni e, dopo tre anni di preparazione, ricevette il Santo Battesimo.

Il pronto ingegno, e soprattutto la vita esemplare che conduceva, lo resero particolarmente caro al Vescovo che se ne servi in importanti affari e lo ebbe sempre vicino nei suoi viaggi.
Aperta una scuola di Sacra Scrittura a Nisibi, ne tenne la cattedra per vari anni. In questo tempo la città fu più volte assediata da Sapore II, re dei Persiani, ed Efrem divenne l'eroe della resistenza. Morto il vescovo Giacobbe (338), suo protettore, egli lasciò la scuola, ma continuò per lunghi anni nell'insegnamento ed ebbe allievi santi ed illustri.

Nel 362 si recò in pellegrinaggio alla città di Edessa e quivi prese stabile dimora. Ben presto gli fu nota la santa vita che alcuni monaci conducevano su di un monte e subito egli si porto Ira 1010 per sempre più perfezionarsi nella virtù.
Di natura collerico, seppe così bene frenare la passione da essere conosciuto come l'uomo più calmo. Meditava sovente sul giudizio di Dio e lo spaventava il pensiero del rendiconto finale. Dice S. Gregorio che non si potevano leggere i suoi discorsi sopra il giudizio finale senza sentirsi commuovere dalla descrizione che egli faceva di quel giorno terribile.

La vita cenobitica non gli impedì di uscire spesso tra il popolo a predicare il vangelo e a combattere le molte eresie che pullulavano da ogni parte. Per questo compose molti inni, dove smascherò il falso e inculcò il vero; questi suoi inni egli li diffuse tra il popolo che li cantava in chiesa.
Fu semplice diacono, ma il bene che fece è immenso, e noi lo vediamo ovunque consolatore e pacificatore, specialmente durante l'invasione degli Unni e nella carestia. Il Signore lo chiamava alla pace dei Beati pieno di meriti nel giugno dell'anno 373 sotto Valente.

Il santo dottore lasciò innumerevoli scritti; parte in prosa: I commentari biblici e il metodo esegetico, e parte in poesia: La poesia siriaca (Omelie e discorsi poetici) e gli Inni di genere lirico. Scrisse pure molto bene intorno alla Verginità e santità di Maria SS.
Nel 1920 il Pontefice Benedetto XV con l'enciclica « Principi Apostolorum » dichiarava S. Efrem dottore della Chiesa.

MARTIROLOGIO ROMANO
Ad Edéssa, in Mesopotàmia, sant'Efrem, Diacono Edesséno e Confessore, il quale, dopo molte fatiche sostenute per la fede di Cristo, illustre per dottrina e santità, sotto l'Imperatore Valènte, si riposò in Dio, e dal Papa Benedétto decimoquinto fu proclamato Dottore della Chiesa universale.

Si Giuseppe Valdagno

MERENDA SPIRITUALE"Abbiate un po' di pa-zienza e prima che ve ne rendiate conto,Dio troverà strade e mezzi.Lasciamolo fa...
08/06/2026

MERENDA SPIRITUALE

"Abbiate un po' di
pa-zienza e prima
che ve ne rendiate conto,
Dio troverà strade e mezzi.
Lasciamolo fare
tranquillamente".

(B.MARIA BARBARA
DELLA Ss TRINITÀ
Vienna-Austria 1818
Catumbi-RiodeJaniero
17 / 03 / 1873)

Dio vi benedica!
Don Vincenzo Tristaino – Si Torino

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08/06/2026

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«Il Signore è mia luce e mia salvezza: di chi avrò timore?
Il Signore è difesa della mia vita: di chi avrò paura?
Gli avversari e i nemici, sono essi a cadere».
(Cf. Sal 26,1-2)

✠ Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

VANGELO
Beati i poveri in spirito.
✠ Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 5,1-12a (https://www.bibbiaedu.it/CEI2008/nt/Mt/5/?sel=5,1-12)).
In quel tempo, vedendo le f***e, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:
«Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati quelli che sono nel pianto,
perché saranno consolati.
Beati i miti,
perché avranno in eredità la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,
perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi,
perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore,
perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace,
perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per la giustizia,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. Così infatti perseguitarono i profeti che furono prima di voi».
Parola del Signore.

MEDITAZIONE
San Nerses Snorhali [(1102-1173)
patriarca armeno],
Seconda parte, § 351-366; SC 203

"Gesù salì sul monte... Si mise a parlare e insegnava loro"

Sei salito a sederti su un'alta montagna
come un'altra volta eri disceso dal Sinai;
Nella nuvola avevi dato la Legge antica;
nel tuo corpo, o Verbo, hai insegnato la Nuova.
Hai aperto la bocca divina,
hai beatificato la gente del bene;
in cambio delle tavole dei dieci comandamenti,
hai dato le Nove Beatitudini della Legge Nuova.
Hai posto una scala dalla terra al cielo,
con nove gradini e gradi;
attraverso essa hai fatto salire il genere umano;
l'hai posto fra i nove Cori.
Ma io, così incollato a terra
a causa dei vizi del peccato pesanti da portare,
non ho salito nemmeno uno solo
dei nove gradi! (...)
Ora Ti supplico, Signore, col cuore in lacrime;
Abbraccio i tuoi piedi, Signore;
Alleggeriscimi, io che sono in un corpo,
del peso tanto grande dei peccati,
affinché sia possibile alla mia anima quaggiù
salire in spirito verso Te in cielo,
seguendo le tue Parole come scala,
un gradino dopo l'altro.

PADRE NOSTRO…

ORAZIONE
O Dio, sorgente di ogni bene,
ispiraci propositi giusti e santi
e donaci il tuo aiuto,
perché possiamo attuarli nella nostra vita.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.

✠ Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna. Amen.

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«Rallegratevi ed esultate,
perché grande è la vostra ricompensa nei cieli».
(Mt 5,12a (https://www.bibbiaedu.it/CEI2008/nt/Mt/5/?sel=5,12))
In Cristo Gesù, Figlio di Dio, vero Dio e vero Uomo, nostra Speranza, Via, Verità e Vita, sia benedetta questa giornata.
D. Ambroise Atakpa.

Caffè Spirituale 13. 04. 2026 19 Aprile 2026 by Ambroise Atakpa CAFFÈ SPIRITUALE LUNEDÌ 13 APRILE 2026 LUNEDÌ DELLA II SETTIMANA DI PASQUA ===☕️=== Twitter: https://www.ambroise-atakpa.it —–•••—– «Cristo risorto dai morti non muore più; la morte non ha più po...

nome: Beato Nicola da Gesturi (Giovanni Medda)titolo: CappuccinoAGIOGRAFIANicola da Gesturi, al secolo Giovanni Angelo S...
08/06/2026

nome: Beato Nicola da Gesturi (Giovanni Medda)

titolo: Cappuccino

AGIOGRAFIA
Nicola da Gesturi, al secolo Giovanni Angelo Salvatore Medda, nacque il 5 agosto 1882 a Gesturi, in Sardegna, sesto di sette figli di Giovanni Medda e Priama Cogoni Zedda. Cresciuto in una famiglia umile ma profondamente religiosa, ricevette la Cresima nel 1886 e la Prima Comunione il 18 dicembre 1896. Rimasto orfano di entrambi i genitori in giovane età, visse con la sorella Rita, lavorando nei campi e conducendo una vita di preghiera e mortificazione.

Nel marzo 1911, sentendo la chiamata alla vita religiosa, entrò come terziario nel convento dei Frati Minori Cappuccini a Cagliari. Il 30 ottobre 1913 vestì l'abito cappuccino, assumendo il nome di Fra Nicola. Dopo il noviziato a Sanluri, emise la professione semplice il 1º novembre 1914 e quella solenne il 16 febbraio 1919.

Nel 1924, fu assegnato al convento di Sant'Antonio a Cagliari con l'incarico di questuante. Per 34 anni, percorse le strade della città e dei paesi vicini, chiedendo l'elemosina con umiltà e silenzio, divenendo una figura familiare e amata. La sua presenza discreta e il suo sguardo basso gli valsero il soprannome di "Frate Silenzio". Molti si rivolgevano a lui per consigli, conforto e preghiere, attribuendogli anche guarigioni miracolose.

Durante la Seconda Guerra Mondiale, nonostante i bombardamenti su Cagliari, Fra Nicola rimase in città per assistere i bisognosi, portando aiuto e conforto a chi aveva perso tutto. Dopo ogni attacco, era tra i primi a soccorrere i feriti e a pregare con i superstiti, spesso rischiando la propria vita.

Il 1º giugno 1958, sentendosi debilitato, chiese di essere sollevato dall'incarico di questuante. Ricoverato per un'ernia strozzata, fu operato d'urgenza ma le sue condizioni peggiorarono. Il 8 giugno 1958, alle 00:15, spirò serenamente nel convento di Sant'Antonio, stringendo il crocifisso tra le mani.

Il suo funerale, celebrato il 10 giugno, vide la partecipazione di circa 60.000 persone, testimoniando la profonda venerazione popolare. Le sue spoglie furono inizialmente sepolte nel cimitero di Bonaria e, nel 1980, traslate nella ca****la dell'Immacolata nel convento di Sant'Antonio a Cagliari.

Il processo di beatificazione iniziò nel 1966 e, dopo il riconoscimento di un miracolo attribuito alla sua intercessione, Papa Giovanni Paolo II lo proclamò Beato il 3 ottobre 1999 in Piazza San Pietro.

MARTIROLOGIO ROMANO. A Cagliari, beato Nicola (Giovanni) Medda da Gesturi, religioso dell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini, che, sempre pronto ad aiutare i bisognosi, con il suo esempio di virtù e di bontà incoraggiò molti alla ca**tà verso i poveri.

Si Giuseppe Valdagno

Indirizzo

Assisi

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