Camminando Insieme

Camminando Insieme Siamo giovani in cammino con il desiderio di condividere e vivere la gioia piena della vita 😇✨

Nel Vangelo di oggi, celebrazione della Pentecoste, Gesù entra nel cenacolo mentre i discepoli sono chiusi dalla paura e...
24/05/2026

Nel Vangelo di oggi, celebrazione della Pentecoste, Gesù entra nel cenacolo mentre i discepoli sono chiusi dalla paura e dice: “Pace a voi”, Poi dona loro lo Spirito Santo.

È bello pensare che Dio non aspetta che siamo forti o perfetti per venirci incontro. Entra proprio nelle nostre paure, nelle porte chiuse del cuore, e porta pace. Lo Spirito Santo trasforma uomini impauriti in testimoni coraggiosi: non toglie le difficoltà, ma dona la forza per affrontarle.

Anche oggi abbiamo bisogno di questa Pentecoste: meno paura, più fiducia; meno chiusura, più amore; meno parole vuote, più vita vera nel Vangelo.

Tutti i giorni abbiamo bisogno del Suo Spirito in noi, della Sua Presenza che ci dona uno sguardo e un atteggiamento nuovo.

Riccardo

Quante volte ci capita di agire di testa nostra semplicemente perché non sappiamo attendere? Perché l’attesa richiede fi...
17/05/2026

Quante volte ci capita di agire di testa nostra semplicemente perché non sappiamo attendere? Perché l’attesa richiede fiducia, abbandono e la speranza che ciò che desideriamo si realizzi.
Ma soprattutto, richiede pazienza. Una pazienza che spesso ci manca, divorati dalla paura di sbagliare, di perdere un’opportunità o di veder svanire qualcuno che amiamo.
Nelle letture di oggi, il Signore ci rivolge un invito preciso: attendere l’adempimento della promessa del Padre. Ci ricorda con chiarezza che non spetta a noi conoscere i tempi o i momenti che il Padre ha riservato al suo potere; il nostro compito non è programmare il futuro, ma accogliere lo Spirito Santo per diventare suoi testimoni nel mondo.
Nel Vangelo di Matteo vediamo i discepoli recarsi in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato, quando lo videro, si prostrarono, ma dubitarono. È un momento grandioso in cui si vede tutta la nostra fragilità umana. Il Signore vede i nostri tentativi di fiducia nei suoi confronti, anche se alle volte dubitiamo, non si scandalizza dei nostri dubbi.
Anzi, proprio davanti a quelle incertezze, Gesù fa tre cose straordinarie:
• Si avvicina: non prende le distanze dai nostri dubbi, ma accorcia le distanze.
• Si fida: nonostante la loro debolezza e paura, decide di fidarsi di loro, mandandoli a battezzare, portare la Parola e a fare nuovi discepoli.
• Promette: non ci lascia soli nell’attesa o nella missione.
Di fronte alle nostre paure e ai nostri “piani B” dettati dalla fretta, Gesù ci ricorda a ciascuno di noi: “Va’, vai avanti, non temere, io sono con te tutti i giorni, fino alla fine del mondo!”.

Chiara

“Egli vi darà un altro Paraclito perché rimanga con voi per sempre”.È questa la promessa che Gesù fa per rassicurare pri...
10/05/2026

“Egli vi darà un altro Paraclito perché rimanga con voi per sempre”.
È questa la promessa che Gesù fa per rassicurare prima di consegnarsi: una presenza consolatrice che ci consolerà e proteggerà per sempre. Lo Spirito sarà “presso di voi” dice; in questa espressione è contenuto il significato del legame intrinseco, dell’unione indissolubile che il Signore instaura con noi, sin dal principio scegliendoci.
Con il suo Spirito, affidandoci a Lui, appoggiandoci alla sua Croce, noi possiamo vederlo: “voi mi vedrete perché io vivo e voi vivrete”.
“Io vivo”, di questo dobbiamo gioire! Egli è risorto la notte di Pasqua e risorge di nuovo questa domenica ricordandoci che la morte non darà l’ultima parola, il peccato non vincerà.
E Lui ha vinto, l’amore ha vinto.
Rallegriamoci dunque perché Egli non ci ha lasciato orfani, ma ci ha consegnato il suo Spirito, il suo soffio, la sua grazia che ci accompagnerà in eterno.

Teresa

C’è una frase di Gesù che non lascia spazio a mezze misure: “Io sono la via, la verità e la vita!”. Non dice “vi mostro ...
03/05/2026

C’è una frase di Gesù che non lascia spazio a mezze misure: “Io sono la via, la verità e la vita!”. Non dice “vi mostro una strada!”, ma identifica la strada con sé stesso. Seguirlo non è aderire a un’idea, ma entrare in un rapporto.
I discepoli sono turbati, come noi quando perdiamo punti di riferimento. Tommaso lo dice apertamente: “Non sappiamo dove vai!”. È la domanda di ogni uomo quando non capisce più il senso delle cose. E Gesù non risponde con una spiegazione, ma con la sua persona.
La fede non nasce dal capire tutto, ma dal riconoscere Lui. Come una voce familiare in mezzo a tante: non la dimostri, la riconosci.
Eppure anche davanti a questa presenza possiamo restare ciechi, come Filippo che chiede ancora: “Mostraci il Padre!”. Come se non bastasse ciò che ha davanti.
La promessa però è concreta: chi si affida a Lui non perde la vita, la trova. Non una vita qualsiasi, ma una vita piena, abitata, non più sola.
La domanda allora è semplice e decisiva: mi fido abbastanza da seguirlo, anche quando non capisco tutto?

Giovanni

“Egli Sarà in voi”Vi aspettiamo per condividere in semplicità, questo momento di preghiera e ascolto. ❤️‍🔥🕘  Ore 21:00📅 ...
03/05/2026

“Egli Sarà in voi”

Vi aspettiamo per condividere in semplicità, questo momento di preghiera e ascolto. ❤️‍🔥

🕘 Ore 21:00
📅 09 Maggio 2026
📍 Chiesa di San Giovannino

“Io sono la porta!”Questa parola di Cristo è di una semplicità disarmante e di una pretesa assoluta. Non dice: io vi ind...
26/04/2026

“Io sono la porta!”

Questa parola di Cristo è di una semplicità disarmante e di una pretesa assoluta. Non dice: io vi indico una porta. Dice: Io sono la porta. Cioè: il passaggio alla vita coincide con la mia persona.
“Chiama le sue pecore, ciascuna per nome”. Qui c’è il cuore della questione. L’uomo vive di stima, di riconoscimento. Noi siamo fatti per essere chiamati per nome. Quando qualcuno pronuncia il nostro nome con verità, ci sentiamo esistere. Cristo afferma di avere questo rapporto con ciascuno di noi: non una massa indistinta, ma un volto, una storia, un destino.
E le pecore lo seguono “perché conoscono la sua voce”. Non lo seguono per un ragionamento, ma per una familiarità. La fede nasce da un riconoscimento: “È Lui”. Come quando, in mezzo a tante voci, distingui quella di tua madre. Non hai bisogno di dimostrarlo: lo sai.
E tuttavia il Vangelo annota una cosa drammatica: “essi non capirono”. Si può avere davanti la Porta e non accorgersene. Perché? Perché l’uomo è tentato dall’autosufficienza, dall’idea di bastare a se stesso. Ma chi entra “da un’altra parte” – dice Gesù – è un ladro. Ogni strada che promette vita senza passare da un rapporto vero con il Mistero finisce per rubare qualcosa al cuore.
“Io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza.” Questa è la verifica. Dove Cristo è riconosciuto, la vita si dilata. L’io si ridesta. Anche il dolore non è più disperazione, perché è attraversato da una compagnia.
La questione allora è personale: io riconosco questa voce? La desidero? Chiedo di poterla riconoscere?
La fede è questo movimento semplice e totale: lasciarsi chiamare per nome e accettare di passare attraverso di Lui. Non per perdere qualcosa, ma per trovare finalmente il pascolo del cuore, quella pienezza che nessun’altra voce può dare.

Giulia

«Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo»Quanto spesso ci succede nella vita di tutti i giorni: siamo lì a incarta...
19/04/2026

«Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo»
Quanto spesso ci succede nella vita di tutti i giorni: siamo lì a incartarci attorno a ciò che non è andato come noi desideravamo andasse, a ciò che poteva andare diversamente, a ciò che noi credevamo fosse in un modo e in realtà ci sembra che alla fine sia in tutt’altro... Gesù è lì paziente, che ascolta tutti i nostri ragionamenti e attende di poter parlare delicatamente e mostrarsi. Ma i nostri occhi sono ancora abbassati, anche se il nostro cuore riconosce che la dolcezza come miele, il conforto, la consolazione delle sue parole sono quelle che scaldano, che illuminano, che profumano di risurrezione, che appartengono al nostro Signore.
E quindi il desiderio arde in loro di stare ancora con lui. E ancora, con pazienza, il Signore resta con loro e senza irruenza, con delicatezza si mostra a loro, permette loro di vederlo. Gli dona un’occasione. Il loro cuore colmo di desiderio di salvezza viene finalmente raggiunto dal loro corpo, dai loro occhi che finalmente si svegliano, che finalmente lo vedono. Ed è da questo incontro che poi scaturisce la determinazione del loro tornare senza indugio a Gerusalemme ad annunciare la resurrezione di Gesù.
Attendiamo questo. Questo incontro. Desideriamo la determinazione grazie alla quale possiamo annunciare al mondo che il nostro Signore è risorto, vive in mezzo a noi, spezza il pane e ci dona di vederlo! Vieni, Signore Gesù, desideriamo incontrarti.

Francesca

Questo brano inizia con i discepoli, la sera del giorno della risurrezione, mentre erano chiuse le porte del luogo dove ...
12/04/2026

Questo brano inizia con i discepoli, la sera del giorno della risurrezione, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano per timore dei Giudei. Insomma, questo è uno dei momenti più delicati perché i discepoli, come noi, hanno paura e si chiudono di fronte a ciò che è successo. Quante volte capita anche a noi di chiudere il nostro cuore? Soprattutto nei momenti più difficili, dove sembra tutto finito.
Proprio in quel momento Gesù, a porte chiuse, viene e sta in mezzo a noi. Quando i nostri cuori sono chiusi e non permettiamo a nessuno di entrarvi è lì che il Signore entra e porta pace, dimostrandoci che le sue/nostre ferite possono diventare feritoie. Infatti, dopo aver pronunciato il saluto di pace, Gesù invia ufficialmente gli apostoli per proseguire la sua missione, riconfermandoli con il soffio dello Spirito Santo e ricordando il significato profondo della Misericordia.
Tutto bello fin qui no? Gesù arriva e trasforma in gioia il dolore e la paura che la morte aveva lasciato. Però Tommaso non era presente e, come spesso facciamo anche noi, sostiene di voler vedere e toccare i segni della vittoria di Cristo sulla morte.
Otto giorni dopo Gesù torna e, rinnovato il saluto di pace, invita Tommaso a toccare con mano le ferite del Suo corpo.
Ammettiamolo, a volte siamo anche noi come Tommaso: finché non vediamo concretamente l’azione di Dio nelle nostre vite dubitiamo e siamo scettici. Per questo Gesù torna per incoraggiarci ad avere fiducia, ricordando che sono “Beati quelli che non hanno visto e hanno creduto”.
La gioia della Pasqua è per noi occasione per rinnovare la nostra fede, riconoscere Gesù come “nostro Signore e nostro Dio” e, se abbiamo veduto e toccato l’Amore di Dio, a maggior ragione, essere testimoni per coloro che incontreremo nel nostro cammino.

Marta

Nel cuore del tempo pasquale, fermiamoci insieme davanti al Signore presente nell’Eucaristia 🙏Un momento di silenzio, pr...
07/04/2026

Nel cuore del tempo pasquale, fermiamoci insieme davanti al Signore presente nell’Eucaristia 🙏

Un momento di silenzio, preghiera e luce per lasciarci incontrare dalla gioia della Risurrezione.
Ti aspettiamo 💛

Cristo è risorto!!! È risorto veramente!!Che questa giornata speciale porti pace, luce e speranza nei cuori di ognuno di...
05/04/2026

Cristo è risorto!!! È risorto veramente!!
Che questa giornata speciale porti pace, luce e speranza nei cuori di ognuno di noi.
È un momento di rinascita, di nuovi inizi e di piccoli gesti pieni di significato.
Possa essere un’occasione per riscoprire la gioia delle cose semplici e la bellezza dello stare insieme.
Auguri di serenità, amore e felicità a voi e alle vostre famiglie ✨

Indirizzo

Alessandria
15122

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Camminando Insieme pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta Il Luogo Di Culto

Invia un messaggio a Camminando Insieme:

Condividi