Camminando Insieme

Camminando Insieme Siamo giovani in cammino con il desiderio di condividere e vivere la gioia piena della vita 😇✨

Ripartiamo da LuiDopo la pausa estiva, riprende l’Adorazione Eucaristica.Un tempo per fermarsi, respirare, affidare a Ge...
04/09/2026

Ripartiamo da Lui

Dopo la pausa estiva, riprende l’Adorazione Eucaristica.

Un tempo per fermarsi, respirare, affidare a Gesù ciò che portiamo nel cuore e lasciarci guardare dal Suo Spirito. ❤️

Ti aspettiamo davanti a Lui.
Perché a volte non servono tante parole… basta esserci. 🙏🏻

🕘 Ore 21:00
📅 12 Settembre 2026
📍 Chiesa di San Giovannino

Il vangelo di oggi è la continuazione di quello di domenica scorsa.Come la settimana scorsa nel Vangelo uno dei protagon...
30/08/2026

Il vangelo di oggi è la continuazione di quello di domenica scorsa.
Come la settimana scorsa nel Vangelo uno dei protagonisti era Pietro e alla domanda di Gesù chi dite che io sia ? Lui risponde tu sei cristo, il figlio del Dio vivente e Gesù gli risponde “beato sei tu perché ne’ carne ne’ sangue telo hanno rivelato ma il padre tuo che è nei cieli “ mentre nel Vangelo di oggi quando Gesù annuncia che sarebbe morto e risorto il terzo giorno Pietro gli risponde che non sarebbe mai potuto accadere questo. Gesù poi gli risponde:”va’ dietro a me satana! ”
Queste due versioni di Pietro una il contrario dell’altra fanno molto riflettere perché nella prima da’ una vera risposta secondo Dio mentre nel secondo Vangelo da’ una risposta secondo gli uomini.
In questi Vangeli vedo Gesù come papà perché con Pietro fa’ nel primo un complimento perché ha dato una risposta giusta mentre nel secondo lo “sgrida” dicendogli “va’ dietro me satana”.

Se qualcuno vuole ve**re dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà.

Questi versetti sono un invito a seguire Gesù per andare in paradiso. Non sempre ci viene così facile seguirlo ma molte volte facciamo di testa nostra senza ascoltarlo e stiamo peggio mentre se lo ascoltiamo e andiamo dietro lui viviamo e stiamo meglio.
Maria Carla

Immagina di incontrare Gesù ora, in questo preciso momento della tua vita, della tua storia e sentirgli rivolgerti quest...
23/08/2026

Immagina di incontrare Gesù ora, in questo preciso momento della tua vita, della tua storia e sentirgli rivolgerti questa domanda: chi sono Io per te?
È qui che trova fondamento tutta la nostra esistenza, non solo di Cristiani ma di uomini.
Tutto è legato alla risposta a questa domanda.
E non ci sono risposte sbagliate, perché ciò che il Signore è per ciascuno di noi è qualcosa di unico, singolare, che non può essere uguale ad un altro.
Solo dopo aver trovato questa risposta dentro di noi potremo ascoltare Gesù pronunciare il nostro nome, quello che ci conduce alla nostra vera identità di figli e fratelli.
Pietro ha ben chiaro chi sia Gesù: “Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente!” ed è per questo che diventa la Pietra su cui, ancora oggi, si fonda la Chiesa, perché ha riconosciuto la verità di Cristo nella sua vita e può essere il custode delle chiavi del Regno. Questo non significa che da questo momento in poi Pietro non avrà momenti di sconforto, di caduta, di paura e lo sappiamo bene, ma nonostante ciò lui non perderà mai più la sua vera identità nata dall’incontro col Signore, dall’averlo riconosciuto.
Oggi Gesù sta mettendo in pausa la tua vita per chiederti: chi sono Io per te? E da quest’incontro potrai scoprire la tua vera identità.

Fabiana

In questa pagina del Vangelo possiamo notare la grande fede della donna cananea, che grida verso il Signore per chiedere...
16/08/2026

In questa pagina del Vangelo possiamo notare la grande fede della donna cananea, che grida verso il Signore per chiedere la guarigione della figlia tormentata da un demonio. Di fronte al Suo iniziale silenzio, la donna non si arrende, resta lì.
Quante volte capita anche a noi di rivolgere una preghiera al Signore e sentire solo silenzio? È proprio in quei momenti che la nostra fede rischia di vacillare.
Ci chiudiamo in noi stessi, cediamo al pensiero che Dio non voglia ascoltarci o che i nostri bisogni non siano abbastanza importanti. A volte il peso della nostra sofferenza ci impedisce di pronunciare le seguenti parole: “Signore, aiutami!”, bloccati dalla timidezza o dal timore di rimanere inascoltati.
La donna cananea ci insegna a non cadere in questa tentazione. Risponde alla prova con fiducia, non pretende tutto, le basta anche solo una “briciola” della Grazia di Dio.
Gesù vede la perseveranza di questa madre e riconosce la sua grande fede. Lei sapeva che il suo grido non sarebbe rimasto inascoltato. Il Signore conosce ciascuna delle sue pecore e le chiama per nome.
Non avere timore di bussare al Suo Cuore, continua a chiedere e persisti con fiducia nella preghiera.

Chiara

Il Vangelo di questa Domenica è un invito da parte del Signore a Vivere la fede, predicandola con gioia agli altri. Gesù...
14/06/2026

Il Vangelo di questa Domenica è un invito da parte del Signore a Vivere la fede, predicandola con gioia agli altri.

Gesù osserva la folla che è “Stanca e Sfinita” (ricorda molto il nostro periodo storico), ed evidenzia il fatto che mancano degli “Operai” a servizio del “Signore della Messe”.
Gesù, chi sta cercando? Te.
Tu sei uno/a degli Operai che non sono (per ora) presenti.

Quando il Signore chiama a sé i dodici, tra quei dodici ci sei anche tu, il tredicesimo discepolo... il tuo nome è scritto insieme ai nomi degli altri apostoli.

Egli, dopo averti chiamato/a, ti invia insieme ai tuoi fratelli e alle tue sorelle verso “le pecore perdute della casa d’Israele”, coloro che non credono; ti chiede di annunciare la gioia che la vita futura può donare, ti dà la possibilità di salvare e di guarire, senza che tu chieda nulla in cambio.
“Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date!”

Emanuele

Nel Vangelo di oggi Gesù ci invita a mangiare e a gustare del suo corpo dicendo: ”Io sono il pane vivo disceso dal cielo...
07/06/2026

Nel Vangelo di oggi Gesù ci invita a mangiare e a gustare del suo corpo dicendo: ”Io sono il pane vivo disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo!”. Cosa ci vuole dire? Che Gesù è il figlio di Dio, mandato dal padre a salvare e redimere l’umanità intera dal peccato. Gesù ci ama talmente che è disposto, come ha fatto, a dare la vita per la salvezza dell’umanità; e non solo, quando ci invita a mangiare il suo corpo, ci chiama ad unirci a Lui, a vivere come Lui, il buon pastore, la luce che ci accompagna fuori dalle tenebre. Gesù è colui che ci dona la vita; se ami Gesù hai tutto, non hai bisogno di altro. Anche perché le cose che spesso vengono desiderate, come il successo, la ricchezza, il potere, alla fine non ti potranno mai appagare completamente, sanando quel senso di vuoto interiore che trova ristoro solo in Gesù Cristo.
Questa pagina di Vangelo ci richiama al sacramento dell’Eucarestia, istituito da Gesù durante l’ultima cena, tramite i segni del pane e del vino, ovvero il corpo e sangue di Gesù.

Andrea

Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita...
31/05/2026

Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna!”.
Tu vali e sei prezioso ai miei occhi!
Vali a tal punto che ho dato la vita per te!

Mi piace pensare che questa frase possa essere un pensiero da rileggere ogni mattina.
Una frase che tocca profondamente il cuore di chi cammina con Cristo.
Una volta, lamentandomi del fatto che cadessi sempre negli stessi pensieri e dinamiche intrusive, un mio amico mi ha detto: “Quando cammini ti è mai capitato di inciampare e cadere?”
“Bene, se tu non camminassi e fossi sempre ferma, non cadresti!”
Siamo in costante cammino.
Ed è proprio quando cadiamo, quando viviamo le difficoltà di ogni giorno nelle relazioni, nelle situazioni di vita in cui siamo chiamati a stare, è quasi indispensabile saperci amati per davvero.
Saperci amati a tal punto da capire che Dio ha chiesto al proprio Figlio di sacrificarsi per me, per noi.
Le fatiche, i momenti in cui ci ripieghiamo su noi stessi, in cui ci lasciamo definire dalle nostre paure e dalle nostre ferite, ci ingannano.
Sono ingannevoli perché portano a guardarci con la lente del giudizio, della vergogna e del senso di colpa, non riuscendo a cogliere lo sguardo che Dio ha su di noi.
Uno sguardo che ci ricorda quella frase: Tu vali! Vali a tal punto che sono morto per te!
Camminare è anche questo: fermarsi dopo la battuta d’arresto e riportare al cuore il sapore dolcissimo di quell’Amore di cui ci ricolma il Signore.
L’Amore degno di questo nome, è l’Amore che dà la vita.
È un Amore che ci ridona uno Sguardo e un Cuore nuovo.
È un Amore libero e liberante.
È un vero e proprio Dono.

Beatrice

Nel Vangelo di oggi, celebrazione della Pentecoste, Gesù entra nel cenacolo mentre i discepoli sono chiusi dalla paura e...
24/05/2026

Nel Vangelo di oggi, celebrazione della Pentecoste, Gesù entra nel cenacolo mentre i discepoli sono chiusi dalla paura e dice: “Pace a voi”, Poi dona loro lo Spirito Santo.

È bello pensare che Dio non aspetta che siamo forti o perfetti per venirci incontro. Entra proprio nelle nostre paure, nelle porte chiuse del cuore, e porta pace. Lo Spirito Santo trasforma uomini impauriti in testimoni coraggiosi: non toglie le difficoltà, ma dona la forza per affrontarle.

Anche oggi abbiamo bisogno di questa Pentecoste: meno paura, più fiducia; meno chiusura, più amore; meno parole vuote, più vita vera nel Vangelo.

Tutti i giorni abbiamo bisogno del Suo Spirito in noi, della Sua Presenza che ci dona uno sguardo e un atteggiamento nuovo.

Riccardo

Quante volte ci capita di agire di testa nostra semplicemente perché non sappiamo attendere? Perché l’attesa richiede fi...
17/05/2026

Quante volte ci capita di agire di testa nostra semplicemente perché non sappiamo attendere? Perché l’attesa richiede fiducia, abbandono e la speranza che ciò che desideriamo si realizzi.
Ma soprattutto, richiede pazienza. Una pazienza che spesso ci manca, divorati dalla paura di sbagliare, di perdere un’opportunità o di veder svanire qualcuno che amiamo.
Nelle letture di oggi, il Signore ci rivolge un invito preciso: attendere l’adempimento della promessa del Padre. Ci ricorda con chiarezza che non spetta a noi conoscere i tempi o i momenti che il Padre ha riservato al suo potere; il nostro compito non è programmare il futuro, ma accogliere lo Spirito Santo per diventare suoi testimoni nel mondo.
Nel Vangelo di Matteo vediamo i discepoli recarsi in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato, quando lo videro, si prostrarono, ma dubitarono. È un momento grandioso in cui si vede tutta la nostra fragilità umana. Il Signore vede i nostri tentativi di fiducia nei suoi confronti, anche se alle volte dubitiamo, non si scandalizza dei nostri dubbi.
Anzi, proprio davanti a quelle incertezze, Gesù fa tre cose straordinarie:
• Si avvicina: non prende le distanze dai nostri dubbi, ma accorcia le distanze.
• Si fida: nonostante la loro debolezza e paura, decide di fidarsi di loro, mandandoli a battezzare, portare la Parola e a fare nuovi discepoli.
• Promette: non ci lascia soli nell’attesa o nella missione.
Di fronte alle nostre paure e ai nostri “piani B” dettati dalla fretta, Gesù ci ricorda a ciascuno di noi: “Va’, vai avanti, non temere, io sono con te tutti i giorni, fino alla fine del mondo!”.

Chiara

“Egli vi darà un altro Paraclito perché rimanga con voi per sempre”.È questa la promessa che Gesù fa per rassicurare pri...
10/05/2026

“Egli vi darà un altro Paraclito perché rimanga con voi per sempre”.
È questa la promessa che Gesù fa per rassicurare prima di consegnarsi: una presenza consolatrice che ci consolerà e proteggerà per sempre. Lo Spirito sarà “presso di voi” dice; in questa espressione è contenuto il significato del legame intrinseco, dell’unione indissolubile che il Signore instaura con noi, sin dal principio scegliendoci.
Con il suo Spirito, affidandoci a Lui, appoggiandoci alla sua Croce, noi possiamo vederlo: “voi mi vedrete perché io vivo e voi vivrete”.
“Io vivo”, di questo dobbiamo gioire! Egli è risorto la notte di Pasqua e risorge di nuovo questa domenica ricordandoci che la morte non darà l’ultima parola, il peccato non vincerà.
E Lui ha vinto, l’amore ha vinto.
Rallegriamoci dunque perché Egli non ci ha lasciato orfani, ma ci ha consegnato il suo Spirito, il suo soffio, la sua grazia che ci accompagnerà in eterno.

Teresa

Indirizzo

Alessandria
15122

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