Carezza dello Spirito

Carezza dello Spirito Vivi di bellezza, nutriti di quanto fa bene al cuore, non accontentarti. Soprattutto, sappiti amato!

Il cammino della fede si edifica non sulle passioni o sugli slanci con cui in alcuni momenti vorremmo fare grandi cose.N...
12/09/2026

Il cammino della fede si edifica non sulle passioni o sugli slanci con cui in alcuni momenti vorremmo fare grandi cose.
Non sulle proprie capacità, reali o solo presunte, che sono pur sempre solo le nostre.
Ma sulla granitica fedeltà con cui Dio si è mostrato capace di restare al nostro fianco.
Fino a donare a noi e per noi l’amore più grande.

(Sabato XXIII T.O. - Lc 6,43-49)

Affida la tua vita a chi non nasconde le difficoltà del cammino, perché le ha vissute anzitutto lui: i propri limiti rea...
11/09/2026

Affida la tua vita a chi non nasconde le difficoltà del cammino, perché le ha vissute anzitutto lui: i propri limiti reali, il proprio egoismo, la fatica di morire a sé stessi.
Affida la tua vita a chi ha vinto la superbia di potersi offrire come guida dei passi altrui solo per le proprie (presunte) capacità naturali.
Affida la tua vita a chi riconosce la potenza salvatrice di Dio e orienta su di Lui, e non verso sé stesso, il suo e il tuo sguardo.

(Venerdì XXIII T.O. - Lc 6,39-42)

Il Tentatore gioca sull’illusione che noi abbiamo di noi stessi e la alimenta ulteriormente, gonfiando il nostro io.Dive...
10/09/2026

Il Tentatore gioca sull’illusione che noi abbiamo di noi stessi e la alimenta ulteriormente, gonfiando il nostro io.
Diversamente la parola che Dio ci parla prova desiderio e disponibilità a vivere di vangelo. È sempre parola scomoda, esigente, che punta sempre oltre, su quel frammento di divinità che abita il cuore umano: “amate i vostri nemici, fate del bene a quelli che vi odiano, pregate per coloro che vi trattano male”.

(Giovedì XXIII T.O. - Lc 6,27-38)

Beati noi se amiamo ciò che ci manca,perché la ricerca dà respiro al cuoree alimenta in noi il desiderio.Ma guai a noi p...
09/09/2026

Beati noi se amiamo ciò che ci manca,
perché la ricerca dà respiro al cuore
e alimenta in noi il desiderio.
Ma guai a noi per ciò che abbiamo,
perché i possessi imprigionano il cuore
e ci possiedono.

(Mercoledì XXIII T.O. - Lc 6,20-26)

Mi sporgo sulla tua culla, Maria.Accarezzo in te il mistero di una carne, che appartiene a una lunga storia e che adempi...
08/09/2026

Mi sporgo sulla tua culla, Maria.
Accarezzo in te il mistero di una carne, che appartiene a una lunga storia e che adempie antiche profezie.
E, guardando te e ogni nuova vita, io riconosco e credo che anche la mia vita “appartiene”.
A una storia che mi precede.
A qualcosa di molto più grande.
A Qualcuno, che è meraviglia.
Nella mia carne è generato il nome di Dio.
Ti salutiamo o fresca e dolce aurora, tu che precorri e annunci il sole vero, vaticinata Vergine, ai mortali l’Emmanuel Gesù per sempre doni.

(Natività della B.V. Maria - Mt 1,1-23)

E una preghiera per me nel giorno anniversario della mia ordinazione diaconale.
Mi hai posto a servizio della Tua Parola.
Per sempre.

Non basta non fare il male.Occorre invece rimboccarci le maniche e agire per il bene.E il bene non è solo agire secondo ...
07/09/2026

Non basta non fare il male.
Occorre invece rimboccarci le maniche e agire per il bene.
E il bene non è solo agire secondo la legge, ma è sempre preoccupazione di dilatare il più possibile le possibilità di vita.
Fino a guarire o almeno a lenire le ferite più profonde e persino quelle più segrete.

(Lunedì XXIII T.O. - Lc 6,6-11)

È tremendamente necessario correggere il fratello che è nell’errore.Non perché lo esiga una qualche legge o un qualche c...
05/09/2026

È tremendamente necessario correggere il fratello che è nell’errore.
Non perché lo esiga una qualche legge o un qualche codice morale.
Non per desiderio di vendicare l’amor proprio ferito dall’offesa altrui.
Non per volontà di umiliare, manifestando al fratello il suo errore.
Ma perché il peccato inocula morte nella vita di chi lo compie, instilla una profonda tristezza, un profondo male di vivere, lo fa malato.

È però tremendamente difficile correggere. Ancor di più lo è ricevere correzione.
Perché si può correggere il fratello che è nell’errore solo se e perché lo si ama. Lo si considera un bene prezioso da salvare, da restituire alla vita, da “guadagnare”, nonostante il male che abbia fatto. Personalmente poche volte sono stato corretto. E solo da chi aveva a cuore la mia vita.
False umiltà (“come posso correggere l’altro se anche io sbaglio?” o “chi sono io per correggere qualcuno?”) o il desiderio di quieto vivere (“come l’altro reagirà di fronte alla mia correzione?”) non sono che modi di mascherare il fatto che la vita di quel fratello non è poi così importante e la si può lasciar morire.

Non correggere significa mandare in rovina sia il fratello sia la comunità, poiché il male diventa contagioso. Non solo.
Se l’errore non viene evidenziato, nominato come errore, e corretto, può insorgere nella comunità una confusione tale che, per ignoranza, quell’errore possa essere considerato un bene da imitare. E così la malattia diventa invasiva.
Per questo si può - e in alcuni casi si deve - giungere anche a prendere le distanze da chi non voglia correggersi, non per spirito di esclusione o di ostracismo, ma perché la comunità stessa non corra pericolo di morte a causa delle sue ostinazioni.

Correggiamo e lasciamoci correggere.
E resteremo nella vita.

(XXIII Domenica T.O. - Mt 18,15-20)

Possiamo diventare poco sensibili al gusto ogni giorno nuovo della vita.Non basta mescere qualche goccia di vino nuovo.O...
04/09/2026

Possiamo diventare poco sensibili al gusto ogni giorno nuovo della vita.
Non basta mescere qualche goccia di vino nuovo.
Occorre versare l’intero vino nuovo in otri nuovi.
Senza consolarsi nella comoda idea che il vecchio è sempre gradevole.
Con un cuore finalmente e finemente educato a cercare nel volto del Padre e non altrove lo specchio in cui misurare i lineamenti del proprio volto e del proprio cammino di vita.

(Venerdì XXII T.O. - Lc 5,33-39)

Possiamo lasciare che la potenza della grazia e la bellezza del Vangelo ci “trasferiscano” dalla condizione di schiavitù...
03/09/2026

Possiamo lasciare che la potenza della grazia e la bellezza del Vangelo ci “trasferiscano” dalla condizione di schiavitù alla libertà.
Consapevolezza, umanamente bruciante, di essere sempre e solo incalliti peccatori infinitamente perdonati e amati. Salvati, redenti, risorti.
“Noi siamo di Cristo e Cristo è di Dio!”

(Giovedì XXII T.O. - 1 Cor 3,21-23; Lc 5,1-11)

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