Sant'Agostino

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Sant'Agostino Santo, filosofo, teologo... ma soprattutto un grande uomo, che ha vissuto con passione l'avventura della vita e della fede

29/08/2026
28 agosto solennità di Sant’AgostinoCari amici di Agostino! Tutta la chiesa oggi ricorda il nostro caro ipponate.Vi augu...
28/08/2026

28 agosto solennità di Sant’Agostino

Cari amici di Agostino! Tutta la chiesa oggi ricorda il nostro caro ipponate.
Vi auguriamo di vivere con gioia questa giornata speciale, nella fiducia che continuerà a starci vicino nel nostro cammino di vita e di fede.

"Una volta per tutte dunque ti viene imposto un breve precetto: ama...

27 agosto - Santa MonicaCari amici di Agostino, oggi la Chiesa fa memoria di Santa Monica.Il suo profilo che emerge dai ...
27/08/2026

27 agosto - Santa Monica

Cari amici di Agostino, oggi la Chiesa fa memoria di Santa Monica.
Il suo profilo che emerge dai testi agostiniani è il ritratto vivo di una donna dalla tempra straordinaria, in cui l’umanità quotidiana e un’incrollabile statura spirituale si intrecciano indissolubilmente.

Nata nel 331 a Tagaste da una famiglia cristiana, Monica affrontò fin dalla giovinezza la prima grande prova umana: il matrimonio con Patrizio, un uomo dal temperamento buono ma impetuoso e non ancora credente. In questo contesto domestico, Monica mostrò fin da subito un’eccezionale fortezza cristiana, una dolce fermezza e una sensibilità discreta, capaci di smussare gli angoli e guidare il marito fino al battesimo, giunto poco prima della sua morte nel 371.

Rimasta sola, la sua vita si concentrò interamente nel compimento della maternità, trasformandola in una delle figure spirituali più intense della storia della Chiesa. Il suo legame con il primogenito Agostino fu viscerale e drammatico. Mamma paziente e tenace, non si arrese di fronte al carattere inquieto e alle sbandate del figlio: lo cercò, lo seguì nei suoi spostamenti, soffrì per lui al punto da far definire Agostino il "figlio delle sue lacrime", e non esitò a inseguirlo fino in Italia quando lui cercò di allontanarsi di nascosto.

La sua non fu una presenza soffocante, ma un'accompagnatrice fedele, animata da una fede rocciosa e incrollabile che trovava alimento in un’intensa vita di preghiera e nell'amore profondo per le Sacre Scritture. A Milano fu testimone partecipe del momento più atteso della sua vita: la conversione di Agostino e il suo battesimo.

Dopo aver condiviso con il figlio un ultimo, felice periodo di sereno ritiro spirituale a Cassiciaco, il suo compito umano ed ecclesiale giunse a compimento. Nell’estate del 387, mentre si trovavano ad Ostia pronti a imbarcarsi per tornare nella loro Africa, le sue forze fisiche cedettero. Monica si spense consapevole che la sua missione di madre e di guida spirituale era stata completata, lasciando in eredità l'esempio di una donna che ha saputo trasformare l'amore materno e la sofferenza umana in una testimonianza di fede luminosa e senza tempo.

Confidiamo nella sua intercessione per realizzare in pienezza quella chiamata dell'amore all'amore che ciascuno di noi ha ricevuto.
Buona festa!

https://www.vaticannews.va/it/chiesa/news/2026-08/santa-monica-estasi-ostia-fede-preghiera-vita-eterna-sepoltura.html

"Tardi ti ho amato" la mostra su Sant'Agostino al Meeting di Rimini
22/08/2026

"Tardi ti ho amato" la mostra su Sant'Agostino al Meeting di Rimini

Mostra realizzata da Fondazione Meeting per l’amicizia fra i popoli...

22/02/2026
22/02/2026

Il "Cristo nel deserto", capolavoro di Ivan Nikolaevič Kramskoj, custodito nella Galleria Tret’jakov, non è solo un dipinto, ma un pellegrinaggio nell'anima. Fondatore dei "Pittori Itineranti", l'artista russo spoglia la divinità dagli ori accademici per restituirci un Gesù profondamente umano, un compagno di strada che conosce il peso della fatica e il morso della solitudine.

In un paesaggio arido e pietroso, specchio di un'interiorità messa a n**o, Cristo siede in una posa che trasuda una forza silenziosa. Non c'è trionfalismo, ma una lotta composta:
Il Viso: Solcato da rughe profonde, racconta di pensieri angoscianti e di una stanchezza che tocca il limite delle possibilità umane.
Le Mani: Strette l'una all'altra, sono il simbolo di una volontà ferrea che non cede, anche quando il corpo è stremato e i piedi sono feriti dal cammino.
I Colori: La veste rossa richiama la sua umanità pulsante e sofferente, mentre il mantello blu avvolge questo dolore nella sacralità del mistero divino.
Le rocce su cui siede Gesù e che lo circondano non sono semplici elementi paesaggistici; rappresentano la realtà cruda e immutabile.

La Tentazione della Materia: Quelle pietre sono le protagoniste della prima tentazione ("Dì che queste pietre diventino pane"). Rappresentano tutto ciò che è freddo, duro e privo di vita. Il fatto che Gesù sia seduto proprio su di esse suggerisce che Egli non fugge la realtà, ma la abita nella sua forma più ostile.

L'Improduttività: Il deserto di Kramskoj non è fatto di dune morbide, ma di detriti vulcanici e frammenti taglienti. Simboleggia i momenti della vita in cui ci sentiamo "aridi", dove nulla sembra fiorire e dove la solitudine si fa pesante come il granito.

La Luce dell'Alba: Il Risveglio della Speranza
Se guardi attentamente l'orizzonte, noterai che Kramskoj ha scelto il momento del crepuscolo mattutino. Questo dettaglio cambia completamente la lettura del quadro:

La Fine della Prova: L'alba segna la fine della notte, il tempo del pericolo e del dubbio. La luce che inizia a schiarire il cielo indica che la battaglia è stata vinta. La notte delle tentazioni sta lasciando il posto al giorno della missione.

Il Divino che Filtra: Mentre il corpo di Gesù è ancora immerso nell'ombra della terra e del dolore, il suo volto e il cielo iniziano a ricevere i primi raggi. È la grazia che torna a farsi sentire dopo il lungo silenzio del digiuno.

Il Contrasto Cromatico e Spirituale
Il contrasto tra il grigio-azzurro freddo delle rocce e il rosa pallido dell'orizzonte crea una tensione visiva che riflette lo stato d'animo di Cristo:

In Basso: Il peso della carne, la gravità, il dolore fisico (i piedi feriti, le mani contratte).

In Alto: La leggerezza dello spirito, l'infinito, la Parola di Dio che "esce dalla bocca" come un soffio vitale.

Una curiosità: Kramskoj scrisse in una lettera che voleva catturare quel momento in cui un uomo si trova a un bivio decisivo della vita e, nel silenzio più assoluto, deve decidere se vendere la propria anima per un "pane" immediato o restare fedele a un ideale più alto, anche a costo di soffrire.

Questa luce dell'alba ci dice che, nonostante il volto di Gesù sia ancora "straziato", la luce ha già vinto l'oscurità.

Opera animata tramite IA da Andrea Tatone il 22/02/2026

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22/02/2026 - Prima domenica di QuaresimaDal «Commento sui salmi» di sant’Agostino, vescovo(Sal 60, 2-3; CCL 39, 766)«Asc...
22/02/2026

22/02/2026 - Prima domenica di Quaresima

Dal «Commento sui salmi» di sant’Agostino, vescovo
(Sal 60, 2-3; CCL 39, 766)
«Ascolta, o Dio, il mio grido, sii attento alla mia preghiera» (Sal 60, 1). [...] Perché ho gridato questo? Perché il mio cuore è in angoscia. Mostra di trovarsi fra tutte le genti, su tutta la terra non in grande gloria, ma in mezzo a grandi prove.
Infatti la nostra vita in questo pellegrinaggio non può essere esente da prove e il nostro progresso si compie attraverso la tentazione. Nessuno può conoscere se stesso, se non è tentato, né può essere coronato senza aver vinto, né può vincere senza combattere; ma il combattimento suppone un nemico, una prova.
Pertanto si trova in angoscia colui che grida dai confini della terra, ma tuttavia non viene abbandonato. Poiché il Signore volle prefigurare noi, che siamo il suo corpo mistico, nelle vicende del suo corpo reale, nel quale egli morì, risuscitò e salì al cielo. In tal modo anche le membra possono sperare di giungere là dove il Capo le ha precedute.
Dunque egli ci ha come trasfigurati in sé, quando volle essere tentato da Satana. Leggevamo ora nel vangelo che il Signore Gesù era tentato dal diavolo nel deserto. Precisamente Cristo fu tentato dal diavolo, ma in Cristo eri tentato anche tu. Perché Cristo prese da te la sua carne, ma da sé la tua salvezza, da te la morte, da sé la tua vita, da te l’umiliazione, da sé la tua gloria, dunque prese da te la sua tentazione, da sé la tua vittoria.
Se siamo stati tentati in lui, sarà proprio in lui che vinceremo.



Cristo tentato nel deserto, Immagine realizzata con IA da Andrea Tatone il 22/02/2026

18/02/2026

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Buona Quaresima!

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