01/11/2025
1 Novembre 2025, Solennità di Tutti i Santi
In questo giorno di festa, ricordiamo un passo di una udienza generale di Papa Benedetto XVI, che, giunto al termine di un ciclo di riflessioni sulle figure di grandi santi, si sofferma sul significato della santità.
“La santità, la pienezza della vita cristiana non consiste nel compiere imprese straordinarie, ma nell’unirsi a Cristo, nel vivere i suoi misteri, nel fare nostri i suoi atteggiamenti, i suoi pensieri, i suoi comportamenti. La misura della santità è data dalla statura che Cristo raggiunge in noi, da quanto, con la forza dello Spirito Santo, modelliamo tutta la nostra vita sulla sua. E’ l’essere conformi a Gesù” spiega il Papa che cita sant’Agostino: “Viva sarà la mia vita tutta piena di Te“ (Confessioni, 10,28).
La vita santa non è frutto del nostro sforzo: è Dio che ci rende santi. “Come può avvenire che il nostro modo di pensare e le nostre azioni diventino il pensare e l’agire con Cristo e di Cristo? Qual è l’anima della santità? Di nuovo il Concilio Vaticano II precisa; ci dice che la santità cristiana non è altro che la ca**tà pienamente vissuta” spiega il Papa che ancor più concretamente dice “Che cosa è essenziale? Essenziale è non lasciare mai una domenica senza un incontro con il Cristo Risorto nell’Eucaristia; questo non è un peso aggiunto, ma è luce per tutta la settimana. Non cominciare e non finire mai un giorno senza almeno un breve contatto con Dio. E, nella strada della nostra vita, seguire gli “indicatori stradali” che Dio ci ha comunicato nel Decalogo letto con Cristo, che è semplicemente l’esplicitazione di che cosa sia ca**tà in determinate situazioni. Mi sembra che questa sia la vera semplicità e grandezza della vita di santità: l’incontro col Risorto la domenica; il contatto con Dio all’inizio e alla fine del giorno; seguire, nelle decisioni, gli “indicatori stradali” che Dio ci ha comunicato, che sono solo forme di ca**tà. Perciò il vero discepolo di Cristo si caratterizza per la ca**tà verso Dio e verso il prossimo” (Lumen gentium, 42). Questa è la vera semplicità, grandezza e profondità della vita cristiana, dell’essere santi“.
Infine il Papa cita sant’Agostino. “Ecco perché sant’Agostino, commentando il capitolo quarto della Prima Lettera di san Giovanni, può affermare una cosa coraggiosa: “Dilige et fac quod vis”, “Ama e fa’ ciò che vuoi”. E continua: “Sia che tu taccia, taci per amore; sia che tu parli, parla per amore; sia che tu corregga, correggi per amore; sia che perdoni, perdona per amore; vi sia in te la radice dell’amore, poiché da questa radice non può procedere se non il bene” (7,8: PL 35). Chi è guidato dall’amore, chi vive la ca**tà pienamente è guidato da Dio, perché Dio è amore. Così vale questa parola grande: “Dilige et fac quod vis”, “Ama e fa’ ciò che vuoi“.
Tanti auguri di santità a tutti gli amici di Agostino! il nostro amico interceda per noi affinché un giorno possiamo presentarci al cospetto di Dio dopo una vita piena di amore.
Sant'Agostino e vari santi, Immagine generata da AI il 1/11/2025 da Andrea Tatone